SCAVI SCAVI E SBUCA SEMPRE LA CAMORRA - L'ANTIMAFIA HA APERTO UN FASCICOLO SUGLI APPALTI FINANZIATI DALL'UNIONE EUROPEA A POMPEI PER ALCUNE “INFILTRAZIONI” DEI CLAN

Simone Di Meo per il "Sole 24 Ore"

«Cave canem». Attenti al cane. E occhio alla Piovra. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un fascicolo su presunti appalti sospetti negli Scavi di Pompei. Per la prima volta nella travagliata storia del sito archeologico più famoso al mondo, la magistratura va ben oltre i «rumors» e le voci di corridoio che vogliono la camorra in movimento tra le rovine e le colonne spezzate su cui domina il profilo minaccioso dello «sterminator Vesevo».

Ad occuparsi dell'inchiesta è il pm Maria Di Mauro, magistrato titolare dei processi sulla criminalità organizzata nella provincia sud del capoluogo campano che ha registrato importanti risultati investigativi sul fronte della lotta alla camorra tra Torre Annunziata e Torre del Greco, dove c'è un fiorente business legato al narcotraffico e al racket delle estorsioni.

Ma stavolta è diverso: non c'entrano cocaina e tangenti. Con l'avvio del "Grande progetto Pompei" e l'arrivo di oltre 100 milioni di euro di finanziamenti europei, le ditte legate alla criminalità in giacca e cravatta si sono rifatte vive. Segnali impercettibili, scosse telluriche alle falde del Vesuvio che solo i sismografi dell'antimafia hanno potuto cogliere. Il rischio è che Pompei si trasformi in un enorme banchetto per i clan più spregiudicati e agguerriti della Campania. Nel mirino del centro Dia di Napoli, cui sono state delegate le indagini, sono finiti gli immancabili Casalesi e il gruppo criminale che controlla il mercato del malaffare a Pompei: la cosca dei Cesarano.

«Entrambi sodalizi molto ben strutturati - dice un investigatore - con un parco-aziendale assolutamente in grado di mimetizzarsi nel tessuto imprenditoriale legale per accaparrarsi appalti e commesse pubbliche soprattutto nel settore edile».

Decine di inchieste e di informative della polizia giudiziaria descrivono, di entrambi i clan, la spiccata propensione per gli affari e la capacità di infiltrazione nei gangli della Pubblica amministrazione. L'allarme è serio: gli agenti della Direzione investigativa antimafia, da settimane, hanno intensificato i controlli in sinergia con la Prefettura di Napoli.

In passato, c'erano state ripetute prese di posizione e allarmi (soprattutto da parte della politica) sul rischio di ingerenze criminali nel parco, ma le attività di monitoraggio avevano finora escluso che la Bestia potesse aver trovato alloggio tra le domus affrescate e i templi sepolti dal tempo e dalla cenere dell'eruzione del 79 d. C.

L'avvio di un'attività investigativa ad ampio raggio dimostra, invece, che il pericolo è aumentato di grado in concomitanza con l'avvio di importanti programmi di riqualificazione e promozione del sito. E deve a tal punto preoccupare gli inquirenti da schierare gli esperti della Dia di Napoli (particolarmente abili nei controlli societari e finanziari) in prima linea a caccia di imprenditori mezzosangue, a metà strada tra i manager e i camorristi.

Tempo addietro, una annotazione dei carabinieri aveva ipotizzato un coinvolgimento del clan Cesarano di Pompei nella gestione dei punti vendita abusivi di bibite e «finger food» dentro e fuori gli Scavi (ambulanti, nella maggior parte dei casi) e delle guide abusive. Tracce rimaste prive di riscontri per la difficoltà di adeguate attività investigative in un contesto sociale particolarmente complesso per di più caratterizzato da un elevatissimo livello di omertà e paura. Mura difensive che però potrebbero sgretolarsi presto se davvero maturasse la decisione, da parte di un importante esponente della camorra cittadina, di iniziare a collaborare con la giustizia.

Al pari delle famiglie mafiose di Cosa nostra più radicate sul territorio come i Corleonesi, i Cesarano non hanno mai subito l'«onta» di un pentimento nella cerchia più vicina al gran capo, il boss Ferdinando Cesarano. Un fortino inespugnabile fatto di ricatti e patti di sangue oltre che di segreti e affari milionari.

Qualche settimana fa un segnale di cedimento c'è stato: un affiliato di rango ha scritto una lettera dal carcere al pm che lo ha fatto arrestare chiedendo un incontro. Un rituale che di solito, nella invisibile grammatica del potere camorrista, indica la volontà di pentimento o, per lo meno, di un avvio di un percorso di dialogo. Sarebbe la prima volta, e potrebbe rappresentare - questa scelta - una svolta epocale per gli equilibri criminali locali.
Pompei si troverebbe nuovamente al centro di un cataclisma. Non naturale, ma giudiziario.

 

BEPPE GRILLO AGLI SCAVI DI POMPEI SCAVI DI POMPEI CROLLI jpegSCAVI DI POMPEI SCAVI DI POMPEI CAMORRA jpegCAMORRA jpeg

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...