CHE CASINO AL CENTRO, MEJO IL CENTROTAVOLA! L’ASSE CONTE-BETTINI PER LANCIARE ALESSANDRO ONORATO COME LEADER DELL’AREA DI CENTRO DEL CAMPO LARGO IN FUNZIONE ANTI-RENZIANA – CONTE E AVS VOGLIONO L’ASSESSORE DI GUALTIERI AL TAVOLO DEL PROGRAMMA. NESSUN DIALOGO CON MATTEONZO CHE, SPREZZANTE, FA SPALLUCCE: “FIGURIAMOCI SE PERDO TEMPO A DISCUTERE CON UN ASSESSORE DI OSTIA, UN PRODOTTO DI LABORATORIO DI CONTE E BETTINI” – SI DELINEANO DUE "CENTRINI": UNO CON I CIVICI DI ONORATO, I SOCIALISTI DI MARAIO, +EUROPA DI MAGI E RUFFINI E L’ALTRO CON LA CASA RIFORMISTA DI RENZI, ORMAI DESTINATO A CORRERE DA SOLO DENTRO LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA – LA PARTITA DOPPIA DI MATTEONZO CHE PENSA A GIORGIO GORI COME CANDIDATO IN CASO DI PRIMARIE E AL BALLOTTAGGIO HA GIÀ PROMESSO I VOTI A SCHLEIN – "LA STAMPA": "RENZI E' FUMO NEGLI OCCHI PER UNA PARTE DELL’ELETTORATO M5S E DI SINISTRA…"
Federico Geremicca per la Stampa - Estratti
MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI
La premessa è di rigore: quella che scattiamo è una foto che riguarda l'oggi.
Tra dodici mesi (o fors'anche tra tre) tutto potrebbe esser radicalmente cambiato: e basta osservare il terremoto in atto dall'altro lato della barricata per rendere la previsione plausibile.
Inoltre, il cosiddetto campo largo ci mette solitamente del suo, somigliando ad un laboratorio a ciclo continuo, dove si monta e si smonta per ritrovarsi spesso al punto di prima.
Un dato nuovo, però, stavolta parrebbe acquisto: i Cinquestelle hanno deciso per un'alleanza organica con Pd e Avs (Fratoianni e Bonelli). Non era scontato. Se il patto a tre terrà, i passaggi successivi riguarderanno il rapporto con Renzi e con i tanti embrioni di centro ancora in cerca d'autore. Dunque, tentare un'analisi dei punti di forza, delle carte a sorpresa e dei rischi che attendono i leader, ora è forse possibile.
L'altro rischio, non ancora attuale e condiviso con Conte, è il rospo che Fratoianni e Bonelli dovranno ingoiare se Matteo Renzi dovesse, come pare, tornare alleato del campo largo. Fumo negli occhi per una parte del loro elettorato. Che potrebbe non accontentarsi della spiegazione tradizionale: divisi non si vince.
Ed ecco Renzi, dunque. Il Balotelli della politica italiana: un talento rovinato da egocentrismo e vanità. I rischi che doveva correre, li ha già corsi tutti: e oggi non ha nulla da temere. Il suo rapporto con Calenda, evoca le soap opera; quello col Pd inganni e tradimenti. Eppure, archiviata la fallimentare avventura del Terzo polo, sembra dover tornare nell'alleanza. E il suo tornare è, paradossalmente, il suo punto di forza: essendo lui quel "valore aggiunto" capace di determinare la vittoria del campo largo.
MATTEO RENZI CON I BIDEN E I CLINTON
Si può forse finire qui, e il quadro prova a rendere la quantità di variabili e le molte incertezze che ancora agitano il campo largo, più a meno ad un anno dalle elezioni. Una parziale consolazione, però, stavolta è possibile: dall'altra parte son messi peggio.
Non è tanto, ma non era mai accaduto.
LE MANOVRE ANTI MATTEO PER OCCUPARE IL CENTRO
Niccolò Carratelli per la STampa - Estratti
Matteo Renzi forse non ha capito subito l'obiettivo dell'operazione targata Alessandro Onorato. Quando, un anno fa, l'assessore romano ha presentato il suo nascente movimento degli amministratori, poi chiamato Progetto civico Italia e ora diventato partito, l'ex premier lo osservava con una certa indulgenza. Un po' come il vecchio campione guarda la giovane promessa a inizio carriera. Non aveva partecipato all'evento di lancio in un hotel dei Parioli, ma aveva mandato suoi rappresentanti.
alessandro onorato elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 27
Poi aveva invitato Onorato sul palco della sua Leopolda, nell'ottobre dello scorso anno, presentandolo come «uno bravo», «un buon amministratore» e «un politico promettente».
Onorato si era preso gli applausi della platea renziana, approfittando della vetrina e assicurando la volontà di collaborare per rafforzare il centrosinistra, portando «una nuova classe dirigente».
Un rottamatore 2.0, preso poco sul serio. In quel momento, Renzi ancora non lo percepiva come un possibile competitor, forse nemmeno come un vero interlocutore. Poi, però, l'assessore ha iniziato a rilasciare interviste per dire che al centro «c'è bisogno di facce nuove», con chiaro riferimento al leader di Italia Viva. Col tempo i rapporti si sono raffreddati e ora sono azzerati: i due non si parlano.
«Figuriamoci se perdo tempo a discutere con un assessore di Ostia», la battuta sprezzante che Renzi avrebbe consegnato ai suoi, a proposito dell'iniziativa di Onorato, pronto a lanciare un coordinamento con il Psi di Enzo Maraio e, probabilmente, anche con Riccardo Magi di +Europa e i comitati "Più uno" di Ernesto Maria Ruffini.
Un percorso comune che dovrebbe portare a una lista unica alle elezioni politiche, alternativa a Italia Viva e alla Casa riformista di Renzi, ormai destinato a correre da solo dentro la coalizione di centrosinistra.
«Se vogliono la competizione, siamo pronti», il ragionamento dell'ex premier, che dà per scontata l'approvazione della nuova legge elettorale e punta a essere la prima forza della coalizione tra quelle che resteranno sotto il 3%, in modo da essere "ripescato" per l'attribuzione dei seggi in Parlamento.
«Magari sarà l'unica sotto il 3%», pungono da Progetto Civico, soddisfatti dell'ultimo sondaggio di Antonio Noto, che li quota al 2,5%, al pari di Italia Viva: «Non male per una cosa nata solo dieci giorni fa».
Peraltro, con la prospettiva di poter sommare i voti di socialisti e di+Europa.
Dunque, la sfida al centro del fronte progressista è lanciata e viene seguita con interesse dagli altri azionisti della coalizione, soprattutto da quelli che vorrebbero fare a meno di Renzi o, in alternativa, sperano di vederlo confinato in un ruolo marginale e poco visibile.
Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli non fanno mistero della loro preferenza per Onorato, anche in vista del tavolo sul programma di governo, mentre Elly
Schlein, fedele alla sua linea unitaria, si mostra più equidistante, nonostante l'assessore capitolino si stia impegnando per costruire un buon rapporto anche con lei (l'altro ieri sera, per dire, erano insieme nel backstage del "Tim Summer Hits" a piazza del Popolo). Renzi non perde occasione per denunciare i "mandanti" di Onorato, definendolo un «prodotto da laboratorio» di Goffredo Bettini e dello stesso Conte. Un pezzo del piano che punta a riportare il presidente 5 stelle a Palazzo Chigi, facendo convergere su di lui, al momento giusto, i voti della galassia centrista.
Mentre i voti di Italia Viva, in caso di primarie con ballottaggio, Renzi li ha già promessi a Schlein. Un partita doppia.
matteo renzi al senato foto lapresse
Ma alla segretaria Pd potrebbe portare via (dopo Marianna Madia) qualche altro parlamentare da qui alle elezioni.
Due i nomi in cima alla lista dei desideri, come sanno bene anche al Nazareno: il senatore Graziano Delrio, già suo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e l'eurodeputato Giorgio Gori. Quest'ultimo, se decidesse di lasciare il Pd per entrare nella casa riformista, potrebbe essere il candidato renziano alle primarie cel centrosinistra.
matteo renzi a chicago per l inaugurazione dell obama presidential center con i biden gli obama e justin trudeau
matteo renzi con joe biden a chicago per l inaugurazione del presidential center di obama
matteo renzi con justin trudeau a chicago per l inaugurazione del presidential center di obama
matteo renzi con bill clinton a chicago per l inaugurazione del presidential center di obama
RUFFINI RENZI ONORATO
fratoianni conte schlein bonelli
nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli - campo largo - vignetta by osho
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riccardo magi, enzo maraio, elly schlein, alessandro onorato, giuseppe conte, gaetano manfredi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 26



