UN BEL SOFFRITTO DI INTERESSI! – L’EX 007 GIUSEPPE DEL DEO, DAL 2018 AL 2023, HA GUIDATO IL REPARTO DI ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA DELL'AISI: DOVEVA SORVEGLIARE QUEL CHE ACCADEVA NEL MONDO DELLE IMPRESE, DELLE BANCHE, DELLE ASSICURAZIONI, DELLA FINANZA. IN QUEL PERIODO ARRIVÒ SULLA SCENA ITALIANA MARIO PIGNATARO, IL MATEMATICO-BROKER CON BASE A LONDRA CHE INVESTÌ MILIARDI PER CREARE IL COLOSSO CERVED-CEDACRI-PRELIOS - ERA IL REPARTO DI ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA GUIDATO DA DEL DEO A ISTRUIRE LA PRATICA E A PREPARARE I DOSSIER SU CUI DOVEVA DECIDERE LA POLITICA PER UN EVENTUALE USO DEL GOLDEN POWER – E POI NEL 2025, DEL DEO DÀ LE DIMISSIONI DAI SERVIZI SEGRETI E, VOILÀ, PASSA DALL’ALTRA PARTE DELLA BARRICATA: ASSUME UN RUOLO RILEVANTISSIMO IN CERVED-CEDACRI, DIVENTANDONE IL PRESIDENTE ESECUTIVO…
Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “la Stampa”
Nell'affaire degli spioni infedeli, c'è un risvolto quantomai strano, al limite del conflitto di interessi. Come si sa, lo 007 Giuseppe Del Deo per diversi anni ha guidato il reparto di analisi economico-finanziaria dell'Aisi, più o meno dal 2018 al 2023, quando viene promosso e catapultato dal governo Meloni alla vicedirezione dell'Agenzia.
Per doveri istituzionali a quel tempo ha relazioni con il mondo delle imprese, delle banche, delle assicurazioni, della finanza. Ma il suo compito è sorvegliare quel che accade in quel contesto. E sono gli anni dell'arrivo sulla scena italiana di Mario Pignataro, il matematico-broker con base a Londra che investe miliardi per creare il colosso Cerved-Cedacri-Prelios.
Il pallino di Pignataro sono le banche-dati finanziarie, la trasformazione digitale delle banche e dei servizi d'investimento più evoluti, la cyber-sicurezza. È materia delicatissima e perciò i governi attraverso i servizi segreti valutano attentamente questo tipo di acquisizioni. Tecnicamente si parla di "valutazione golden power".
Accade nel 2021 per l'offerta su Cerved (valutata all'epoca 1,5 miliardi) e Cedacri (altro 1,6 miliardi) e di nuovo nel 2024 per l'offerta su Prelios (1,35 miliardi). È ovvio che il reparto di analisi economico-finanziaria guidato da Del Deo è stato coinvolto nell'istruire la pratica. Sono gli analisti dei servizi segreti che preparano i dossier su cui decide l'autorità politica.
Per Cedacri, che è una società importantissima nel settore dei servizi digitali e vanta più di 250 clienti tra banche, assicurazioni, industrie e aziende di servizi a cui fornisce software chiavi in mano, nel 2023 c'è un secondo accertamento. Al termine, il governo ha imposto attraverso la normativa del "golden power" alcune prescrizioni stringenti. La società era sul punto di emettere obbligazioni.
Secondo palazzo Chigi si rischiava però l'indebolimento della stabilità proprietaria e quindi si impose che i proventi del bond venissero destinati a investimenti e non alla remunerazione degli azionisti. Obiettivo, evitare che la leva usata per l'acquisizione e la nuova emissione potessero tradursi, nel medio periodo, in un indebolimento della struttura patrimoniale o peggio in un passaggio di mano della proprietà.
Si calcoli che Cedacri controlla indirettamente l'operatività di 2.400 filiali bancarie. È così delicato il suo ruolo che nel 2024 ha subito un'ispezione di Bankitalia, durante la quale sono stati evidenziati 7 punti critici, e le banche clienti hanno preso provvedimenti. […]
Ebbene, in parallelo con l'ascesa e caduta dentro l'intelligence di Del Deo, l'uomo che conosce tutti i segreti della finanza italiana, le prescrizioni "golden power" di palazzo Chigi vengono impugnate dal gruppo Cerved-Cedacri davanti al giudice amministrativo.
Il Tar del Lazio gli dà torto. […] Nel corso del 2025, Del Deo dà le dimissioni dai servizi segreti e assume un ruolo rilevantissimo in Cerved-Cedacri, diventandone il presidente esecutivo. La società intanto fa ricorso contro palazzo Chigi e a sorpresa vince la causa. Il Consiglio di Stato stabilisce con una sentenza destinata a fare scuola: i poteri speciali della "golden power" devono essere sottoposti «a un regime di stretta interpretazione» perché un'estensione eccessiva li trasformerebbe in «uno strumento di politica industriale, estraneo alle sue finalità».
Quando Del Deo al settore privato […] rilasciò un inedito comunicato per dire che si trattava di «una scelta sin dall'inizio condivisa con il mio vertice, tecnico e politico» e lasciava intendere che dal nuovo ruolo si sarebbe reso ancora utile in quanto il «futuro impiego sarà svolto nel consueto spirito Istituzionale e in completa condivisione e sinergia con gli obiettivi del Paese». Bussare ora a palazzo Chigi per sentire come la pensano di quella «condivisione e sinergia» annunciate con tanta enfasi.





