renzi duce

MA SÌ, GUARDIAMO UN PO’ I SONDAGGI – PER DEMOS RENZI SI AVVIA A DIVENTARE UN PREMIER SENZA PARTITO – IL DUCETTO DI RIGNANO SULL’ARNO RISALE AL 44% NELL’INDICE DI FIDUCIA PERSONALE, MENTRE IL PD ORMAI È SCESO SOTTO IL 32% – FORZA ITALIA RECUPERA SULLA LEGA, MA STANNO TUTTI E DUE INTONO A UN MISERO 13%

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

 

Renzi prosegue la sua marcia. Tra una riforma e l'altra, senza sosta e senza quiete. Quasi un corpo a corpo. Con le opposizioni e con la maggioranza - peraltro, a geometria variabile.

RENZI NAPOLITANORENZI NAPOLITANO

 

Mentre il PD è, a sua volta, scosso da tensioni interne. Un cammino contrastato, che lascia tracce visibili nell' opinione pubblica.

 

Come emerge dal sondaggio dell' Atlante Politico di Demos, condotto nei giorni scorsi, in ambito nazionale.

 

L' aspetto, forse, più inatteso dell'indagine - almeno dal mio punto di vista - è la distanza crescente, per non dire la dissociazione, fra Matteo Renzi e il PD. Il Partito: sembra in maggiore difficoltà rispetto al Premier. Che ha, ormai, "personalizzato" il governo, più ancora del partito.

 

RENZI BOSCHI fbRENZI BOSCHI fb

Certo, il giudizio dei cittadini su Renzi e sul governo non è più quello del periodo aureo, successivo alle elezioni europee. Ma nell' ultima fase si è mantenuto, sostanzialmente, costante. Oggi, il 42% degli elettori (intervistati) esprime una valutazione (sufficientemente o molto) positiva sull' azione del governo. Più o meno come nel novembre 2014. Ma un po' più rispetto allo scorso giugno (39%). Il giudizio "personale" su Matteo Renzi ha, invece, subìto variazioni più rilevanti. Oggi il 44% degli italiani mostra di gradire il suo operato. Molto meno rispetto a un anno fa, quando l' indice superava il 60%. Ma, comunque, più degli ultimi mesi. Visto che lo scorso giugno era appena sopra al 40%.

giorgia meloni giorgia meloni

 

Tuttavia, Renzi resta il leader politico, di gran lunga, più apprezzato. Dietro a lui, Giorgia Meloni, assai più popolare del partito che guida (Fratelli d' Italia). Mentre i suoi avversari diretti sono lontani. Matteo Salvini, leader della Lega, è, infatti, valutato positivamente dal 33% dei cittadini (intervistati). In calo di 4 punti rispetto allo scorso giugno. Luigi Di Maio e Beppe Grillo, i portavoce del M5s: è gradito al 31%. Mentre Silvio Berlusconi, nemico- amico del premier, secondo la convenienza, è ancora più in basso. Apprezzato dal 26% dei cittadini. Un consenso, comunque, maggiore degli amici che lo hanno abbandonato strada facendo. Visto che il gradimento per Alfano, leader dell' NCD, si ferma al 23%. Mentre Verdini, ultimo ad aver lasciato Berlusconi, è ancora sconosciuto a molti (41%). E, comunque, sono in pochi (8%) ad apprezzarne le virtù politiche.

 

Così, Matteo Renzi appare, sempre più, il Capo di un Governo modellato a sua immagine. Che riesce a proseguire la marcia, nonostante le difficoltà e le insidie. E nonostante il malessere diffuso nei confronti delle sue politiche. Visto che la maggioranza dei cittadini non sembra soddisfatta delle riforme avviate e approvate. In particolare, in materia di scuola, tasse e immigrazione.

 

matteo salvinimatteo salvini

Lo stesso iper-attivismo del Premier - il suo marchio - rischia, a gioco lungo, di ridurre l' efficacia - per non dire l' utilità - delle sue iniziative, nella percezione dei cittadini. Si pensi alle riforme istituzionali. Soprattutto, alla riforma del Senato, che abolisce il bicameralismo perfetto. La bandiera di Renzi. Della sua volontà - e capacità - di voltar pagina. Quasi tre italiani su quattro la ritengono poco o per nulla influente, se non (il 9%) perfino dannosa. Oppure (il 16%) non ne sanno e non ne capiscono nulla.

 

Così, in tempi di distacco dalla politica e, anzi, di antipolitica, il Premier risulta, nonostante tutto, "moderatamente" apprezzato. Da una parte di italiani minoritaria.

beppe grillo intervistato dal financial times al cala di volpebeppe grillo intervistato dal financial times al cala di volpe

 

Ma, comunque, in misura superiore a tutti gli altri "politici". Il rischio principale, per Renzi, è semmai, di apparire sempre più "solo". Il Capo di una Repubblica fondata sul Premier. Una "Repubblica indistinta", per citare Edmondo Berselli. E imprevista, dalle riforme costituzionali e istituzionali approvate.

 

Per contro, la delusione e il malessere sociale, prodotti da una ripresa economica incerta e dagli scandali che si susseguono, lo sfiorano, senza investirlo direttamente. La stessa crisi politica romana, che ha spinto il sindaco Marino alle dimissioni, non sembra aver logorato il consenso di Renzi. I costi più elevati, semmai, li ha pagati il PD. Secondo le stime di voto di Demos, sarebbe sceso sotto il 32%. Il livello più basso dalle elezioni europee fino ad oggi. Mentre il M5s ha raggiunto il livello più elevato: il 27,2%. La distanza fra i due partiti si è, dunque, ridotta a circa 4 punti e mezzo. Alle europee era di quasi 20. Un anno fa: di oltre 16.

 

Gli altri partiti sono lontani. La Lega di Salvini sembra aver interrotto la sua corsa.

La "pausa" nel flusso dei profughi - sui media, se non nella realtà - ha, probabilmente, ridotto l' efficacia del messaggio leghista.

 

 Luigi Di Maio Luigi Di Maio

Così, attualmente, Forza Italia ha superato, di nuovo, la Lega. O, forse, è avvenuto il contrario. La Lega è scivolata sotto Forza Italia. Di poco. Meno di un punto percentuale. Entrambe attestate intorno al 13%. Anche per questo, i due partiti sembrano "condannati alla coalizione". Perché da soli rischiano la marginalità. Insieme, invece, diverrebbero competitivi.

 

Soprattutto in caso di ballottaggio, come previsto dall' Italicum, la nuova legge elettorale voluta da Renzi. Secondo le stime di Demos, l' asse Lega- Forza Italia supererebbe il 48%. E si avvicinerebbe, dunque, al PD. Anche la sfida con il M5s, d' altronde, risulterebbe insidiosa, per il PD. Che non arriverebbe al 53%.

 

silvio berlusconi salutasilvio berlusconi saluta

In entrambi i casi, la distanza è ridotta. Al punto da non permettere previsioni sicure.

Il PD appare, dunque, "favorito", ma non "predestinato" a un successo sicuro.

Naturalmente, sappiamo bene che i sondaggi sono fallaci. Esercizi teorici. Tanto più oggi, quando la scadenza delle prossime elezioni è lontana e, comunque, non prevedibile. Eppure anche questi dati servono a segnalare come il problema politico, forse, maggiore, per Renzi, oggi, non sia il governo. Ma il partito. Diviso fra PdR e PD.

 

Una situazione insidiosa. Non solo per il PD. Anche per Renzi. Capo di un "governo personale". Ma può avere futuro un premier senza partito?

angelino alfano pennarello argento angelino alfano pennarello argento

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)