L’ULTIMA DI GALAN: BLINDARE MALGARA! - NELLA CITTÀ DEL CARNEVALE SI PREPARA UN’ALTRA “MASCHERATA”. E’ IN ARRIVO DA ROMA IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO DEI BENI CULTURALI GIANCARLO GALAN, SALVO NASTASI, CHE, IN LAGUNA, VESTIRÀ I PANNI DI CONSIGLIERE DELLA BIENNALE - TORNATO POI A ROMA, SI TOGLIERÀ IL “COSTUME” E TORNERÀ A INDOSSARE I PANNI ABITUALI DI CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO….

Enrico Tantucci per "La Nuova Venezia"

Nella città del Carnevale si prepara un'altra «mascherata». E' in arrivo da Roma il capo di gabinetto del ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan, Salvo Nastasi, che, in laguna, vestirà i panni di consigliere della Biennale, tutelandone, in teoria gli interessi. Tornato poi a Roma, si toglierà il «costume» e tornerà a indossare i panni abituali di capo di gabinetto del ministro e direttore generale dello spettacolo dal vivo, tutelando, in teoria, gli interessi di tutte le altre istituzioni culturali italiane.

E' un altro degli aspetti inqualificabili di tutta la vicenda che riguarda l'avvicendamento alla Biennale deciso da Galan eliminando Paolo Baratta per fare posto a Giulio Malgara, buon amico di famiglia e «intimo» del presidente del Consiglio, oltre che navigatissimo manager pubblicitario.

Ma la scelta di Galan di inviare Nastasi alla Biennale ha un significato preciso: di Malgara presidente il ministro si fida, evidentemente, fino a un certo punto, ne teme forse gaffes o impreparazione culturale. Per questo lo «blinda» con Nastasi, divenuto in breve un fedelissimo del ministro - prendendo il posto di Franco Miracco, volutamente ritagliatosi un ruolo più defilato di consigliere particolare - e specialista in commissariamenti: dal San Carlo di Napoli, al Maggio Fiorentino. all'Arena di Verona.

Il giovane e rampantissimo Nastasi arriverà dunque per commissariare pure la Biennale - nel nome del ministro - e mettere sotto tutela un presidente inesperto in materie biennalesche, «difendendolo» da un Consiglio che potrebbe essergli ostile. Perché se Giorgio Orsoni, Luca Zaia e Francesca Zaccariotto - tutti d'accordo per la riconferma di Baratta - dovessero fare squadra come membri del Consiglio della Biennale, anche per l'«aggiustatore» Nastasi si farebbe dura.

Ciò che sembra profilarsi con chiarezza, però - se la nomina del ticket Malgara-Nastasi andrà definitivamente in porto - è lo smantellamento di una fondazione culturale che funzionava, come la Biennale. Tutto per fare piacere a un amico. E a un amico dell'amico.

 

SALVO NASTASIgalangalan malgaraGIULIO MALGARA E SILVIO BERLUSCONI

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