cateno de luca

RENZI SI E’ AUTODISTRUTTO, LUIGINO DI MAIO FA IL GAGA’, SALVINI E’ OSSESSIONATO DA ROM E BARCONI. L’UNICO CHE PUO’ SALVARE L’ITALIA E’ CATENO DE LUCA, NEO SINDACO DI MESSINA - EX CONSIGLIERE REGIONALE SICILIANO, SOPRANNOMINATO “SCATENO”, E’ DIVENTATO NOTO PER GLI SPOGLIARELLI DI PROTESTA CONTRO RAFFAELE LOMBARDO E MICCICHE’. E’ STATO ARRESTATO PER EVASIONE FISCALE E UNA SFILZA DI IMPUTAZIONI APPENA ELETTO ALL’ARS. IL SUO PRIMO ATTO DA SINDACO È STATO PORTARE I FIORI ALLA STATUA DELLA MADONNA...

 

1 - SHOW, SPOGLIARELLI E PREGHIERE L' EXPLOIT DEL SINDACO DE LUCA CHE PERÒ NON HA CONSIGLIERI

Felice Cavallaro per il “Corriere della Sera”

 

CATENO DE LUCA

Per spiegare come sia riuscito ad abbattere il fronte dei vecchi notabili di Messina, facendosi eleggere sindaco al ballottaggio con il 65,28 per cento contro il centrodestra, bisogna partire dal suo arresto. Anzi dal giorno in cui Cateno De Luca fu rimesso in libertà dal Tribunale del riesame, a metà novembre dello scorso anno. Perché l' estroverso deputato regionale passato alla cronaca per spogliarelli e proteste contro Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché era stato ammanettato su ordine della Procura di Messina per evasione fiscale e una sfilza di imputazioni appena eletto consigliere regionale a Palazzo dei Normanni.

CATENO DE LUCA

 

Indispettito dall'accusa di «impresentabile», nonostante 17 inchieste già finite in una bolla di sapone e l'annullamento del sequestro dei suoi beni, rilanciò denunciando i magistrati di Messina alla Procura di Reggio Calabria. Leva per la corsa a sindaco conclusa la notte del ballottaggio in ginocchio davanti alla Madonna dello Stretto. Fiori e preghiere.

 

cateno de luca in preghiera

Una scena seguita ieri dal giallo di una dubbia telefonata eccellente attribuita al Papa. Curioso epilogo o fake news di una campagna cominciata proprio il giorno in cui De Luca uscì dal carcere. Allora tornò all' Assemblea regionale mostrando i fastosi saloni di Palazzo dei Normanni al suo amico, Danilo Lo Giudice: «Vedi, tutto questo a giugno sarà tuo». In effetti era il primo degli eletti del partitino messo su insieme, «Sicilia vera».

 

E De Luca aveva già deciso di rispondere all'«accanimento giudiziario» diventando sindaco, anche a costo di lasciare il seggio in Regione a Lo Giudice, come accadrà. La competizione s'è comunque avvelenata negli ultimi giorni, quando il competitor, Dino Bramanti, bloccato al 34,72%, ha invitato a non votare De Luca «nell'imminenza di un altro arresto».

 

cateno de luca 9

De Luca è sostenuto da due liste civiche rimaste senza un consigliere, fuori per lo sbarramento del 5 per cento. Un sindaco senza maggioranza? No problem. De Luca ha cominciato a lavorare nella notte per tessere la sua tela: «Già dalla nostra parte 15 consiglieri. Molti di centrodestra. Diventeranno 18 domani...».

 

Una nuova trama comunque già emerge. Perché nella notte del trionfo De Luca brindava con rivali di Forza Italia ed ex democristiani. Fair play in linea con auguri «e disponibilità» di Matilde Siracusano, la ex miss eletta in Parlamento con Berlusconi. Prova di assestamenti in corso.

 

cateno de luca 8

2 - CATENO SENZA MAGGIORANZA SI INGINOCCHIA ALLA MADONNA

Antonio Calitri per “il Messaggero”

 

Il suo primo atto è stato portare i fiori alla statua della Madonna in via Immacolata di Marmo dove si è inginocchiato. Ma la maggioranza che sosterrà la sorprendente vittoria di Cateno De Luca a Messina è semplicemente inesistente, nel senso che non può contare neppure su un consigliere. De Luca, 46 anni, già sindaco di Fiumedinisi e poi di Santa Teresa Di Riva, si è fatto conoscere dai siciliani dopo l' entrata nell' Ars con Raffaele Lombardo nel 2006.

 

cateno de luca 7

Un anno dopo ha fondato Sicilia Vera per candidarsi senza successo a governatore. Populista dalle uscite folkloristiche, come la protesta nudo avvolto dalla bandiera siciliana contro l' esclusione dalla commissione bilancio, alle ultime regionali è stato eletto con l' Udc nonostante la commissione antimafia lo avesse bollato come impresentabile per i suoi 17 processi e i due arresti.

 

Per le comunali di Messina si è presentato con 6 liste civiche e a sorpresa è andato al ballottaggio contro Dino Bramanti del centrodestra. Non avendo superato lo sbarramento del 5% le sue liste non hanno eletto neppure un consigliere. Domenica con il 65,3% dei voti ha ribaltato i pronostici ed è diventato sindaco. Ora dovrà trovarsi una maggioranza, partendo da zero.

cateno de luca 5

 

3 - DAL PACIFISTA AL MASANIELLO, MESSINA SI AFFIDA A "SCATENO"

Antonello Caporale per “il Fatto quotidiano”

 

Ha detto che l'ha chiamato il Papa per congratularsi. "A un certo punto è squillato il telefono ma ero impegnato nei primi passaggi della nuova amministrazione". Ha detto che al secondo squillo ha risposto a Papa Francesco, impressionato dal suo primo gesto: il Pater Noster davanti alla statua della Madonna, appena dopo aver deposto un mazzo di fiori per ringraziamento, "e ho messo in viva voce per far sentire a mia moglie e ai miei figli". Ha detto che trasformerà la sede del Comune in un Casinò municipale: "Siamo meta crocieristica, dobbiamo investire in cultura".

cateno de luca 6

 

Ha detto che il primo e più urgente impegno sarà però quello di costruire "il Ponte sullo Stretto".

Cateno De Luca, per gli amici Scateno, è il nuovo sindaco di Messina. È stato eletto a furor di popolo dalla città che i siciliani non nativi definiscono "babba" per il carattere accomodante, la sorprendente ingenuità e la propensione a mostrare la sua patologia bipolare. Alle scorse comunali Messina elesse Renato Accorinti, il sindaco di Free Tibet, scalzo per via dei sandali mai dismessi in qualunque stagione dell' anno e in qualsivoglia occasione pubblica, dallo stile francescano, ultimo tra gli ultimi.

 

cateno de luca 3

Per compensare questa volta hanno scelto il pirotecnico Cateno, che da trent' anni si occupa di abbattere la Casta, C maiuscola. Da trent' anni De Luca, il nuovo sindaco dell' amatissima e innocente Messina, è consigliere di qualcosa. Tre legislature se l'è fatte alla Regione, cumulando tre investiture a sindaco di ben due comuni: Fiumedinisi, il suo proprio, e Santa Teresa Riva. Messina era il suo ultimo sogno. Cateno o Scateno per combattere la partitocrazia ha sperimentato il metodo omeopatico. Da giovanotto era Dc, poi si è intruppato con il famigerato movimento autonomista (si chiamava Mpa) dell' ex governatore Raffaele Lombardo. Ha avuto un approccio anche con Gianfranco Rotondi, una mezza cotta con grande Sud. Infine con l'Udc.

 

cateno de luca 11

Era venuto il momento del grande passo, Scateno aveva deciso di puntare su Salvini. "Io non l' ho voluto", disse alla vigilia delle ultime regionali il ministro dell' Interno. Cateno, nell' ultima versione da combattimento, ha fondato la lista "Sicilia Vera". È stato arrestato due volte, e per più di un reato (abuso d' ufficio, abuso edilizio, tentata concussione eccetera), ma è stato assolto. Quando non ha potuto la giustizia ha potuto la prescrizione. Contro di lui la "lupara giudiziaria" (titolo di un suo agile volumetto). I giudici lo hanno incriminato definendolo uomo dotato di un eccellente talento criminale e lui ha denunciato i giudici, promuovendo richieste (bocciate) di trasferimento dei molti processi dalla sede naturale di Messina a Reggio Calabria.

 

cateno de luca 4

"U megghiu avu a rugna", è stato il suo slogan elettorale, che è anche filosofia di vita e manifesto caratteriale. Da sempre vicino ai poveri, infatti Messina popolare ieri l' ha consacrato tributandogli un festone notturno come mai si era visto, Cateno Scateno De Luca ha immaginato di servire il popolo con i Caf, i centri di assistenza fiscale. Ne ha sparsi ovunque con la sua associazione, la Fenapi.

Ha dichiarato 594.053 euro, risultando il politico più ricco della Sicilia.

 

cateno de luca 10

È inquisito per evasione fiscale ("ma non parlo più dei miei processi, ora solo di amministrazione") ed è stato condannato dalla Corte dei Conti per aver speso con disinvoltura il finanziamento pubblico al suo gruppo politico. È dunque entrato a pieno titolo nella top five degli impresentabilissimi della famosa lista di Rosy Bindi, al tempo dell' Antimafia.

 

cateno de luca

Ma la forza delle sue idee è stata più potente di ogni altra considerazione e ostruzione, perfino della barriera eretta dal centrodestra, con cui si era pure presentato alle Regionali, che gli ha opposto un manager, Dino Bramanti, spiegando alla città il pericolo De Luca. Messina l' ha eletto un po' a sua insaputa, distratta e incosciente com' è nel suo dna. E De Luca ha in mente di ripagarla come si deve: "Realizzerò il tram sospeso".

 

cateno de luca

Nell' attesa dei piloni d' acciaio che trasporteranno da un capo all' altro con una navetta superveloce (arriverebbe secondo le prime stime nei bar cittadini a una velocità di 150km/h) De Luca si è subito messo al lavoro. "Alle quattro di stanotte il primo incontro di lavoro con il direttore generale del Comune. Ai consiglieri comunali farò firmare un contratto". Ha infine garantito che non suonerà più la zampogna, com' è successo tempo fa nell' assemblea regionale, né si farà ritrarre nudo, avvolto solo nella bandiera dell' Autonomia.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?