alessandro morelli antonio marano matteo salvini

LA LEGA ESPLODE ANCHE IN RAI – LA POSSIBILE PROROGA DI PAOLO DEL BROCCO A RAI CINEMA È LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO TRA I LEGHISTI IN ROTTA CON IL PRESIDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, ANTONO MARANO: PUR NOMINATO IN QUOTA CARROCCIO, APPARE A MOLTI TROPPO AUTONOMO (INVECE DOVREBBERO RINGRAZIARLO, PER AVER COMBATTUTTO E VINTO MOLTE BATTAGLIE CONTRO LA DERIVA MELONIANA) – TANTI PUNTANO IL DITO CONTRO ALESSANDRO MORELLI, RESPONSABILE EDITORIA DEL PARTITO…

Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

antonio marano

Di vittime eccellenti, tra palinsesti sfrondati, talent fuggiti e scivoloni non evitati, TeleMeloni in tre anni ne ha fatte parecchie. Ora, però, a pagare il prezzo più alto dell’“operazione egemonia” della tv pubblica potrebbe essere un intero partito.

 

La Lega sembra aver raggiunto il limite massimo di sofferenza.

 

La speranza del partito di Matteo Salvini di riuscire a cambiare la natura del carrozzone Rai, partendo dalla realizzazione di un nuovo centro di produzione milanese di cui qualche settimana fa è stata posta la prima pietra nell’area dove è andato in scena l’Expo 2015, sembra ormai più che delusa. Perché puoi portare la Rai fuori da Roma, ma non potrai mai tirare Roma fuori dalla tv di stato.

 

[…]

 

Il problema dei leghisti è che c’è troppa distanza ontologica tra il pensiero del partito e il modo in cui funziona l’azienda. Con un’eccezione, il presidente facente funzione Antonio Marano. Già direttore di Rai2, da pugliese-varesino ha saputo trovare la sua strada nella giungla del servizio pubblico.

 

paolo del brocco

La questione, obiettano nella Lega, è che il consigliere anziano che è stato preferito due anni fa ad Alessandro Casarin come nome scelto dai leghisti per il Consiglio d’amministrazione, appare fin troppo autonomo nelle sue decisioni.

 

L’ultimo episodio che sta facendo drizzare i capelli ai seguaci di Salvini è la probabile proroga di Paolo Del Brocco alla guida di RaiCinema. Sono quasi vent’anni che Del Brocco ricopre quell’incarico, rumoreggiano a destra, era ora di trovare qualcun altro.

 

[…] E invece sta per andare in onda un sequel di quanto accaduto a RaiFiction, dove alla fine è stata confermata quella Mariapia Ammirati che, a inizio mandato, non piaceva alla destra.

 

Nella riunione del Consiglio d’amministrazione in programma per il 18 giugno dovrebbe essere proposta una proroga di un anno per Del Brocco. Non una conferma a pieno titolo, non una firma su una nomina che né Fratelli d’Italia, né la Lega vogliono intestarsi, considerato che il numero uno di RaiCinema in passato ha lavorato splendidamente anche con il fior fior della dirigenza di sinistra.

 

mariapia ammirati

Il rinnovo pro tempore ha un altro lato positivo: permette di liberare la casella in maniera più veloce qualora dovesse tornare utile. Anche perché, sostiene qualche maligno, la partecipata resta tra i desiderata dell’ad Rai, Giampaolo Rossi, una volta che avrà terminato la sua esperienza da amministratore delegato.

 

Un’exit strategy con i fiocchi per una governance che quasi certamente […]  anche in caso di nuova vittoria elettorale della destra non sarà rinnovata. […]

 

[…]

 

In casa Lega tanti puntano il dito contro l’uomo che dovrebbe fare da nesso tra l’azienda e il partito, il responsabile editoria Alessandro Morelli. I detrattori lo accusano addirittura di non essere all’altezza e di non aver trovato alternative quando sarebbero state necessarie per rimpiazzare i vertici “piddini”, come nei casi di RaiPubblicità e Raiway.

 

alessandro morelli. notte delle scope lega 2012

Per non parlare delle recenti uscite su una Rai «che non abbiamo saputo cambiare», che ha lasciato a bocca aperta chi lavora con lui sul futuro del servizio pubblico. Non ultimo l’addio all’azienda di Milo Infante, vicedirettore degli Approfondimenti da sempre sostenuto dal partito di Salvini, che ha considerato una prospettiva migliore la Mediaset tanto invisa al leader leghista.

 

Sulla proroga di Del Brocco, peraltro, ci sarebbe il placet della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, altra voce che ha rassicurato Morelli, che alla fine ha dovuto mettere il suo segretario davanti al fatto compiuto. Anche l’altro elemento di congiunzione sulla direttissima viale Mazzini-via Bellerio, il capogruppo in commissione Vigilanza Giorgio Bergesio, non viene raccontato come una presenza che lascia il segno.

 

lucia borgonzoni

Per non parlare di Giancarlo Giorgetti, che sulla riforma Rai segue ancora un’altra linea. Nella sua audizione davanti all’ottava commissione del Senato ha di fatto preso tempo, ribadendo che è impensabile che nel Cda della Rai non sia presente un consigliere espressione dell’azionista di riferimento (cioè il ministero che presiede).

 

Il destino della riforma, ha fatto capire il ministro dell’Economia, dipende anche dal pronunciamento della Corte di giustizia Ue, che deve dire la sua proprio su questo tema dopo che un altro Paese europeo ha sollevato il conflitto tra il principio dell’indipendenza dalla politica dettato dall’Emfa e il diritto dell’azionista principale a partecipare all’organo di governo dell’azienda.

 

Insomma, si allontana ulteriormente la prospettiva di portare a casa il testo su cui premono tanto i Fratelli d’Italia. Congelare lo status quo, però, aumenta l’insofferenza di chi in azienda considera i leghisti un punto di riferimento. […] Il tema è che la Lega in Rai ha tanti volti, ma nessuno sembra sorridere al segretario.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO