salvini di maio chiusura negozi domenica domenicale

SHOPPING PONG - DOPO L'ENNESIMO TIRA E MOLLA, LEGA E M5S VICINI ALL’ACCORDO SULLA CHIUSURA DEI NEGOZI LA DOMENICA: SARA' ASSICURATA ALMENO UN’APERTURA FESTIVA MENSILE, MA LE SERRANDE RIMARRANNO ALZATE ANCHE NEI PERIODI DI SALDI – E AMAZON? PER ORA NESSUNA NORMA SULL’E-COMMERCE...

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

negozi chiusi

Siamo agli sgoccioli della partita, la convergenza c' è, dicono dal Movimento 5 stelle. «Siamo vicinissimi ad un accordo», rilanciano dalla Lega. Tra stasera e giovedì mattina nella Commissione Attività produttive della Camera verrà depositato il testo definitivo sulla chiusura delle saracinesche di domenica.

 

Non ci sarà un provvedimento eccessivamente restrittivo come ipotizzato in un primo momento. Verrà assicurata almeno un' apertura mensile, con la previsione di raddoppiare il numero in alcuni periodi dell' anno, come per esempio durante i saldi.

giancarlo giorgetti barbara saltamartini

 

Sarà molto più di dodici quindi il numero delle domeniche in cui gli esercizi commerciali potranno rimanere aperti. L' intesa verrà illustrata da entrambe le forze della maggioranza che hanno accolto anche alcune proposte delle opposizioni. Grazie alla mediazione del presidente della Commissione Saltamartini, il relatore Dara (Lega) ha trovato un punto di incontro con i Cinque stelle.

 

negozi chiusi

«Per tutelare spiegano fonti parlamentari del Carroccio sia i lavoratori che le imprese commerciali». Durante le 12 festività previste, laiche e religiose, i negozi rimarranno chiusi.

La legge stabilirà solo il tetto massimo di aperture. Saranno poi le regioni, d' intesa con le amministrazioni comunali, a stilare un vero e proprio calendario. Salvaguardando in particolare gli esercizi commerciali di vicinato, le grandi città e i centri storici, le località turistiche. «La crisi economica spiega Dara e le troppe liberalizzazioni hanno causato la desertificazione dei piccoli negozi. Andremo in soccorso di chi ha patito questa situazione, rivitalizzando soprattutto i centri storici».

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 30

 

LE CORREZIONI

Dunque, meno paletti rispetto alle proposte iniziali: la Lega in un primo momento era intenzionata ad evitare la chiusura dei negozi solo le domeniche di dicembre e altre quattro domeniche o festività negli altri mesi dell' anno. Tranchant la posizione di qualche mese fa del Movimento 5 stelle con Di Maio che, promettendo una legge al più presto, aveva parlato di «un meccanismo di turnazione per cui resterà aperto il 25% dei negozi, gli altri a turno chiudono.

 

il sindaco beppe sala (1)

«Una misura folle, la applicassero ad Avellino, qui a Milano non ci rompano le palle», fu il commento del sindaco Sala. Il compromesso trovato a novembre l' apertura di 12 domeniche o giorni festivi l' anno in base alle esigenze specifiche del suo territorio e in accordo con gli enti locali è stato superato. Saranno molte di più. In Commissione sono state audite 45 associazioni di categoria, sindacali e dei consumatori. «Ma le imprese e i lavoratori spiega De Toma dei Cinque stelle non possono pensare che tutto rimanga com' è. Forse scontenteremo qualcuno, ma il commercio deve essere regolato con una programmazione ben precisa.

 

NEGOZI CHIUSI

Non c' è alcuna volontà di chiudere tutto da parte nostra». L' obiettivo in ogni caso è quello di superare le liberalizzazioni introdotte nel Salva-Italia dal governo Monti (la Lega non voto' a favore). «Recupereremo il senso della domenica, ma non verrà penalizzata la crescita», la direzione sulla quale i giallo-verdi hanno trovato una convergenza. L' unico nodo aperto resta quello dell' e-commerce. Non è prevista al momento alcuna normativa ad hoc, anche perchè le proposte presentate (da Pd e FI, oltre che da M5s e Lega) non hanno affrontato l' argomento. Ma lo scopo è quello di regolarizzare anche questo comparto, inserendo degli emendamenti quando nei prossimi giorni sarà avviata la discussione. «Io sottolinea anche Dara ho fatto una sintesi delle proposte. Si tratta di un punto di partenza». La maggioranza punta a portare il provvedimento in Aula già a febbraio.

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