matteo salvini roberto calderoli

LA LEGA OTTIENE IL SUO SPOT SULL’AUTONOMIA – IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DA' IL VIA LIBERA AGLI SCHEMI DI INTESA PRELIMINARE PER IL PASSAGGIO DI COMPETENZE DAL GOVERNO ALLE REGIONI DEL NORD DI QUATTRO MATERIE: PROTEZIONE CIVILE, PROFESSIONI REGIONALI, COORDINAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA PER LA SALUTE E PREVIDENZA COMPLEMENTARE – IL MINISTRO CALDEROLI PARLA DI “UN TRAGUARDO STORICO”. MA DA QUI AL PASSAGGIO EFFETTIVO DI COMPETENZE ALLE REGIONI PASSERÀ MOLTO TEMPO, NON PRIMA DELLA PRIMAVERA 2027 (IN TEMPO PER IL VOTO)…

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

FONTANA STEFANI CIRIO SALVINI MELONI CALDEROLI BUCCI TAJANI - VIA LIBERA AL PRIMO SCHEMA DI AUTONOMIA

Sono passati quasi 42 anni da quando la Lega parlò, per la prima volta, di "autonomia". Lo fece nell'atto costitutivo del partito, che "il capo" Umberto Bossi battezzò con il nome "Lega autonomista lombarda".

 

Era il 12 aprile del 1984 e questa data può far capire meglio perché oggi il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, leghista da una vita, parli di «traguardo storico» ora che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli schemi di intesa preliminare per concedere le prime gocce di autonomia a Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

 

roberto calderoli

Siamo ancora lontani dai sogni di Bossi. Si tratta, per lo più, del passaggio di competenze dal governo alle regioni di solo quattro materie: la protezione civile; le professioni di carattere regionale; il coordinamento della finanza pubblica per la Salute e, infine, la disciplina di forme di previdenza complementare e integrativa.

 

Tutte materie che non prevedono al loro interno nessun Lep, (Livelli essenziali di prestazioni) ovvero quei diritti che vanno garantiti a tutti i cittadini in eguale misure, da Nord a Sud, sui quali la Corte costituzionale aveva fissato dei paletti piuttosto stringenti [...]

 

matteo salvini roberto calderoli

Da qui al passaggio effettivo di competenze alle Regioni passerà comunque molto tempo. Entro i prossimi 60 giorni dovrà arrivare il parere della Conferenza unificata ed entro i successivi 90 giorni dovrà arrivare un parere da Camera e Senato.

 

A quel punto, tornerebbe tutto in Consiglio dei ministri per approvare degli schemi di intesa definitiva, che dovranno essere inviati alle Regioni che hanno chiesto l'autonomia su quelle materie. E qui inizia la fase delle approvazioni: prima nei consigli regionali, poi ancora una volta in Consiglio dei ministri, che dovrà produrre entro 45 giorni un disegno di legge da trasmettere alle Camere, con allegato lo schema definitivo dell'intesa, che dovranno dare il via libera definitivo.

 

Le prime autonomie, se i calendari delle Camere saranno particolarmente ingolfati, rischiano di arrivare a ridosso delle elezioni politiche della primavera 2027. 

 

francesco boccia elly schlein

[...] il capogruppo dem in Senato Francesco Boccia protesta contro «l'ennesima forzatura di un governo divisivo che cerca sempre lo scontro e aggira sistematicamente i richiami della Corte costituzionale». Le pre-intese con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, prosegue Boccia, «sono una farsa politica e un raggiro istituzionale. La Consulta ha già smontato lo SpaccaItalia di Calderoli chiarendo che prima si definiscono i Lep e si garantiscono le risorse necessarie, poi eventualmente si può discutere di ulteriori forme di Autonomia».

 

[...] Tutta la Lega è ovviamente in festa. Soprattutto i colonnelli del Nord, che da tempo chiedevano un segnale di attenzione per le vecchie battaglie del Carroccio. Tra di loro c'è il capigruppo in Senato Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda, e il suo collega alla Camera Riccardo Molinari, che parlano di un «passaggio storico verso la rivoluzione istituzionale».

 

roberto calderoli maria elisabetta alberti casellati

A rimarcare l'anima settentrionalista della bandiera dell'autonomia, viene messo sul piatto un gesto simbolico come la foto dei quattro presidenti delle Regioni, tutti di centrodestra e tutti del Nord.

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