“SARO’ SEGRETARIO PER I PROSSIMI TRE ANNI” – SALVINI, PRESSATO DAI GOVERNATORI DEL NORD, NON MOLLA LE REDINI DEL CARROCCIO, NONOSTANTE IL CROLLO DI CONSENSI E LE SPACCATURE INTERNE - IRONIZZA SUGLI STRISCIONI PER ZAIA SEGRETARIO, COMPARSI NEGLI ULTIMI GIORNI: “NON SO CHI SIANO GLI AUTORI, MICA FACCIO L'ISPETTORE DERRICK” – OGGI IL TAVOLO DI COORDINAMENTO DEI TERRITORI, PENSATO DAL VICEPREMIER PER RICOMPATTARE IL PARTITO – LA RESA DEI CONTI ARRIVERÀ IL PROSSIMO 20 SETTEMBRE, SUL PRATONE DI PONTIDA – ALLA FESTA DEI LUMBARD, IN PROVINCIA DI VARESE, TORNANO LE FOTO DI BOSSI E IL VECCHIO SLOGAN “BASTA ROMA LADRONA”
1 - SALVINI: “IO SEGRETARIO PER ALTRI TRE ANNI GLI STRISCIONI PER ZAIA? È LA DEMOCRAZIA”
Estratto dell’articolo di Francesco Moscatelli per “la Stampa”
matteo salvini e silvia sardone
«Adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me». Matteo Salvini liquida così gli striscioni comparsi in alcune città a sostegno di Luca Zaia segretario della Lega.
E, nello stesso passaggio, ribadisce di non avere alcuna intenzione di farsi da parte: «I militanti mi hanno chiesto l'anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò».
Quanto agli autori dei manifesti, il leader del Carroccio scherza: «Non lo so, mica faccio l'ispettore Derrick». […]
MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE
Dovrebbe essere infatti quello di Massimiliano Fedriga il primo nome della nuova fase leghista. Nel tardo pomeriggio di oggi, alla riunione inaugurale del Tavolo di coordinamento dei territori che si terrà online, Salvini dovrebbe chiedere ufficialmente al presidente del Friuli Venezia Giulia di assumerne la guida e diventare il punto di riferimento dell'organismo chiamato a mettere in rete sindaci, governatori e amministratori del Carroccio.
Una scelta che vale più di una semplice nomina organizzativa. Arriva infatti in un momento in cui il leader della Lega prova a tenere insieme una classe dirigente attraversata da sensibilità differenti, tra i governatori del Nord e gli esponenti della Lega nazionale e sovranista, in una fase segnata dalla rottura con Roberto Vannacci e dal sorpasso di Futuro Nazionale nei sondaggi.
matteo salvini e massimiliano fedriga
Non è un caso che proprio alla vigilia del debutto del nuovo organismo Salvini abbia affidato ai militanti un messaggio dal sapore quasi programmatico. Nella newsletter domenicale inviata agli iscritti, il segretario ha contrapposto il lavoro sui territori alle indiscrezioni sulle tensioni interne, rivendicando la necessità di «ascoltare cittadini e amministratori, costruire soluzioni e lavorare per il bene del Paese».
Puntare su Fedriga, che sabato dalla provincia di Udine ha evitato di alimentare le polemiche interne, rappresenta anche un segnale a Zaia. Mentre l'ex governatore veneto continua a sostenere una riforma dello statuto in chiave federale, sul modello dell'alleanza tra Csu e Cdu in Germania, Salvini sceglie di rafforzare il peso dei governatori senza mettere mano all'architettura del partito. […]
2. ZAIA E I GOVERNATORI VOGLIONO LA «SCOSSA»
Estratto dell’articolo di Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”
Salvini, per la prima volta il partito del vostro ex Vannacci vi ha superato nei sondaggi di YouTrend. Che Pontida sta organizzando per rilanciare la Lega? «Non rispondo, queste sono solo fantasie. Poi i conti li faremo in cabina elettorale», risponde il leader al gazebo di San Babila, madido per i 40 gradi alle «primarie» per la scelta del candidato sindaco di Milano. Ma il problema, per Salvini, è che queste non sono «fantasie», bensì numeri. […]
Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, rispettivamente governatori di Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, assieme al campione di preferenze Luca Zaia, «doge» leghista del Veneto, sono sempre più preoccupati.
matteo salvini e massimiliano fedriga
Sul calendario c’è un doppio cerchio rosso sul 20 settembre.
Perché la resa dei conti potrebbe arrivare proprio nel pratone di Pontida, storico appuntamento leghista. «Senza una scossa finiamo al 3%», è il ragionamento.
Ancora nessuno di loro ha però chiesto esplicitamente un passo indietro del «capo». Dietro questo attendismo non c’è solo la volontà di evitare azzardi politici, ma una questione meramente pratica, che rende molto complesso il cambio di leader con un «putsch».
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025
Salvini — nel gennaio 2025, poco prima del congresso dell’aprile successivo che lo riconfermò segretario per acclamazione — ha infatti registrato a suo nome tutti i simboli e loghi leghisti, compreso quello con Alberto da Giussano. Insomma: legalmente la Lega è di «sua proprietà» e chi vorrà sfidarlo dovrà trovare un accordo con lui. […]
Una prospettiva, specie con Futuro nazionale in costante ascesa, che oltre a preoccupare i governatori «nordisti» sta innescando proteste a ripetizione anche nel popolo leghista, con striscioni di questo tenore: «Salvini grazie. Ma Zaia segretario ora».
La bocca dell’ex governatore del Veneto resta, per ora, cucita. Il primo confronto della «cabina di regia» è fissato per oggi, con Salvini e una decina di big, però sarà solo una riunione online. Ma i conti, nei partiti, si regolano di persona.
LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI
Il primo appuntamento è stato fissato da Salvini per il 4-5 luglio a Mogliano Veneto, con un grande «ritiro» programmatico. Ma potrebbe saltare: troppo alte le possibilità che il segretario venga contestato pubblicamente. «Matteo deve pensare al Nord», è il refrain dei militanti storici, che, specie in Veneto, sono preoccupati dal numero di Comitati Vannacci che si stanno radicando sul territorio, anche nei centri più piccoli: «Il generale ci sta portando via la nostra gente».
[…] Perché senza una scossa, il blocco «anti Salvini» si è dato appunto come scadenza quella del 20 settembre. Senza svolte, una resa dei conti appare sempre più probabile. Perché dopo, già in piena campagna elettorale, sarebbe troppo tardi per mettere in pista un nuovo leader. E se lo scettro toccasse a Zaia, per l’ala sovranista oggi al potere si annuncerebbe un repulisti.
3. “BASTA ROMA LADRONA” ALLA FESTA DEI LUMBARD TORNA IL VECCHIO SLOGAN
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”
attilio fontana - festa della lega a Caronno Varesino
Dopo tre giorni di festa a Caronno Varesino, col grande finale della premiazione dopo il torneo di calcio balilla, si smobilita: tavole, panche, bandiere, manifesti. Ma non la Lega, assicurano qui, perché anzi, «la Lega vera sta tornando». […]
della Repubblica qualche leghista nelle prime votazioni scrisse il suo nome — durante la prima serata, venerdì, aveva intonato il Va' pensiero, quello che voleva essere l'inno padano dell'indipendenza.
[…] Sotto i tendoni dell'area festa hanno appiccicato le foto di Umberto Bossi sorridente col sigaro e lo slogan storico "né neri né rossi ma liberi con Bossi": negli ultimi anni di sbornia sovranista e alleanze con estremisti di destra italiani e di mezza Europa quel grido era finito in soffitta.
Maurizio Fugatti - Luca Zaia - Attilio Fontana - Massimiliano Fedriga
Ora invece ritornano gli slogan contro "Roma ladrona" (…"la Lega non perdona"), le tovaglie verdi come le camicie di un tempo, gli striscioni con il Sole delle Alpi, le vecchie bandiere dei Giovani padani, i quali adesso si chiamano Lega giovani, faranno la loro festa nazionale a Milano Marittima il prossimo weekend (tra gli ospiti di onore anche Gio Urso, influencer famoso per osannare i ricchi e l'ostentazione del lusso, tra neologismi tipo fatturage e chiavage).
Il vintage è anche una scelta forzata e chissà se non fuori tempo massimo: con la concorrenza di Fn sul terreno nazionalista, serve tornare alle origini. Il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo lo va ripetendo nei suoi comizi sul territorio, lo ha fatto in provincia di Bergamo la settimana scorsa, idem qui nel varesotto. L'autonomia prima di tutto.
[…] Un anno fa al congresso di Firenze si puntò su Elon Musk, sul rapporto con Donald Trump, con Viktor Orbán, si consegnò tessera e vicesegreteria, unico pacchetto, a Vannacci. Com'è andata a finire questa strategia è sotto gli occhi di tutti.
«La nostra Lega — riflette Manuela Maffioli, la deputata subentrata a Bossi dopo la sua morte, ex vicesindaca di Busto Arsizio — sono i volontari, i militanti, ma soprattutto la voglia di stare uniti e tenere duro, anche nei momenti meno facili». Questione di sopravvivenza.
ZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA


