1. COM’È VOLGARE LA POLITICA FUORI DAL PALAZZO. FATTA DI FORCONI, PERICOLOSI FASCISTI CHE RUBANO BANDIERE DELL’UE, STUDENTI ROSSI CHE COLORANO DI ROSSO LE FONTANE, EX COMICI CHE SBRAITANO DI IMPEACHMENT, CÙMENDA ULTRASETTANTENNI CON FIDANZATINA E BARBONCINO AL SEGUITO. E QUEL RENZIE, CHE PER UNA VOLTA CHE LO INVITANO A PALAZZO SI PRESENTA A PIEDI, IN ABITO CHIARO E SE LA SVIGNA PRIMA DELLA FINE SENZA NEPPURE GUSTARE UN CANAPÈ DI STATO E, SOPRATTUTTO, SENZA BACIARE LA PANTOFOLA DI RE GIORGIO. CHE ORMAI FA E DISFA COME GLI GIRA 2. IN BORSA VERITAS? PUÒ MONCLER VALERE PIÙ DI MEDIASET E CAPITALIZZARE METÀ DI FIAT?

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - GRUPPO DI CORTE IN UN INTERNO
Com'è volgare la politica fuori dal Palazzo. Fatta di Forconi, pericolosi fascisti che rubano bandiere dell'Ue, studenti rossi che colorano di rosso le fontane, ex comici che sbraitano di impeachment, cùmenda ultrasettantenni con fidanzatina e barboncino al seguito. E quel Renzie, che per una volta che lo invitano a Palazzo si presenta a piedi, in abito chiaro e se la svigna prima della fine senza neppure gustare un canapè di Stato e, soprattutto, senza baciare la pantofola di Re Giorgio.

Ieri Bella Napoli ha sostanzialmente detto che o si fa come vuole lui, su riforma elettorale e governicchio di lunghe intese, oppure lui prende il suo cappello di feltro e se ne va. L'arzillo post-comunista napoletano ormai fa e disfa a proprio piacimento, più che altro per demeriti altrui. E come spesso accade, un'immagine spiega più di cento editoriali. E' quella pubblicata oggi dal Corazziere della Sera (pagine 2 e 3), nella quale si vede Re Giorgio che ha appena finito di parlare e se ne va guardando ostentatamente l'orologio da polso.

Alla sua destra, uniti nell'applauso, il presidente della Regia Consulta, Gaetano Silvestri, la presidentessa della Camera Boldrinmeier (che si mette in posa per il fotografo di corte), il presidente del Senato Piero Grasso e, in piedi e un ingobbito dalla deferenza, il premier Lettanipote. Giuridicamente, questi cinque personaggi sarebbero "le alte cariche dello Stato". Ma il potere dello Stato, a differenza di quello finanziario, vive della propria esposizione. E questa esposizione ci dice che abbiamo un Re - che va di fretta - e quattro figure da presepe.

2 - HIC MANEBIMUS OPTIME
La sintesi della giornata politica la fa bene Repubblica in prima pagina: "Napolitano: no al voto anticipato. ‘Posso sempre lasciare'. Berlusconi pronto a chiedere l'impeachment. Appello del presidente a Forza Italia: partecipate alle riforme, il Cavaliere non può parlare di golpe. ‘C'è il rischio di scosse sociali'". Re Giorgio ha perfino insegnato al professor Coppi il suo mestiere, dispensando pareri legali al Banana: "Tenti la via della revisione del processo o il ricorso europeo" (p. 2). Ma, sempre secondo Repubblica, "Il Cavaliere è pronto al colpo di coda finale. ‘Ha ragione Grillo, è tempo di impeachment. Sul Colle c'è il regista dell'operazione che mi ha fatto fuori" (p. 3).

La velina quirinalizia di Marzio Breda ci illumina così: "Attacchi e autodifesa. Il patto di aprile per il Colle vale ancora. Le condizioni necessarie per il suo ‘scudo'" (Corriere, p. 3). Ma "scudo" da che? Ci sono i barbari alle porte? No, pare essercene fondamentalmente uno ed è quello del quale lo stesso Corrierone si occupa con malcelato fastidio a pagina 8: "Doppio turno di coalizione. Renzi si gioca tutto alla Camera. Per il leader Pd serve l'intesa con Berlusconi. I timori di Alfano".

Ma chi si supera, oggi, è la Stampa, che sotto a un pezzo in cui racconta della sete di vendetta del Nano di Hardcore contro Re Giorgio, ne mette un secondo così titolato: "Ma Renzi e Letta stanno con il Presidente. La telefonata con il segretario Pd e l'asse confermato tra Colle e premier" (p. 5).

Meno natalizio il Cetriolo Quotidiano: "Re Giorgio avverte Renzi. Come dico io o me ne vado. Agli auguri di Natale il presidente risponde al nuovo leader del Pd: nessuna tentazione di voto anticipato, sì alle riforme istituzionali anche con Forza Italia. Lo spirito delle larghe intese non piace al sindaco, che se ne va via prima del brindisi" (p. 1). Giornale ormai senza freni: "Napolitano ricatta l'Italia. O Letta o morte". Ma il vero spasso sono i sondaggi spacciati oggi con gioia dal foglio berlusconiano: "Alfano cala al 3% e Monti è sotto il 2%" (p. 1). E se avessero ragione?

3 - TELECOM-MEDIA
E' davvero un peccato che il governo si disinteressi di quel che accade in casa Telecom. Il fondo Usa beccato con il cerino in mano corregge l'annuncio alla Sec: "Blackrock: ‘Abbiamo solo il 9,97% di Telecom'. Fossati candida Gamberale e Castellano al cda. Gli spagnoli ora non possono acquistare sul mercato azioni della società di tlc. La Consob ha aperto un'indagine che ipotizza l'azione di concerto di Blackrock con Telefonica" (Repubblica, p. 24). Intanto, "I commissari Consob salgono a 5 ma è rivolta contro il governo" (Repubblica, p. 25).

Stupefacente l'editoriale di Daniele Manca sulla prima pagina del Corriere delle banche azioniste (di Telco). Sostiene il Manca che l'Italia si stia perdendo "un gruppo strategico nel disinteresse generale". Non è vero che la Consob si è mossa solo ieri, perché invece è stata assai attiva: il 26 settembre, due giorni dopo i primi acquisti dei titoli, Vago Vegas ha dato il via libera preventivo alla riforma dell'Opa che Massimo Mucchetti, presidente della commissione Attività produttive del Senato, aveva illustrato il giorno prima in Senato.

Al Corriere oggi vogliono far passare il messaggio che su Telecom sono tutti struzzi o peggio. Ma c'è una mozione bipartisan del 17 ottobre e il governino di Lettanipote è ufficialmente in mora da quel giorno. Certo, oggi Manca lamenta un certo silenzio su Telecom, ma dimentica che quando in via Solferino intervistarono Mucchetti poi lo nascosero a pagina 32. E altri giornali, come il Messaggero, si sono spesi molto di più.

E infine, poiché il diavolo fa le pentole e non i coperchi, proprio oggi sull'Unità Mucchetti firma un duro appello al governo perché intervenga sul tema dell'Opa obbligatoria, in modo da costringere gli spagnoli di Telefonica a pagare, quantomeno, il giusto. Forse il "disinteresse generale" di cui parla oggi Manca è quello di don Don Flebuccio de Bortoli, di Intesa e di Mediobanca.

4 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
"Sempre più Btp nelle banche italiane, l'esposizione sale a 207 miliardi. Le stime dell'Eba: i principali istituti europei hanno rafforzato il loro capitale di 80 miliardi in 18 mesi" (Repubblica, p. 22). Poi uno si chiede come mai le prime cinque banche italiane, e i giornaloni di Lor signori, sono fieramente schierate con il governo di Lettanipote e sono contrarie a nuove elezioni. Ne sono il principale azionista.

5 - ACCADE IN EUROPA
"Vietato protestare, la stretta di Rajoy. Spagna, no ai cortei davanti ai palazzi della politica e multe a chi insulta gli agenti. Il governo prepara una nuova legge sull'ordine pubblico: proibiti anche i sit-in". Per Javier Marìas: "Uno spudorato ritorno al franchismo che rovescia la giustizia. Fotografare o filmare poliziotti mentre commettono abusi sarà una violazione e come tale sarà punita. Le forze dell'ordine diventano angeli per decreto: e i cittadini saranno colpevoli di ogni controversia" (Repubblica, p. 15). Prima passa la Troika. Al resto, in tempo di crisi, ci pensano i manganelli. Il mantenimento del cosiddetto "ordine pubblico" sarà l'ultima incombenza delegata ai singoli Stati.

6 - FORCONI & LIBRONI
Ancora proteste sparse dei Forconi, che però si spaccano: "Forconi divisi, Roma si blinda. CasaPound: tre mesi a Di Stefano. Vietati gli assembramenti di tir intorno alla Capitale, 1500 agenti schierati alla manifestazione di domani" (Repubblica, p. 19). La condanna a tre mesi per il vicepresidente di CasaPound che ha tentato di sostituire una bandiera dell'Ue con quella italiana è la risposta ridicola della giustizia ridicola di un paese ridicolo. Il camerata Di Stefano non poteva sognare di meglio.

A Milano, invece, tocca gli studenti, che sono scesi in piazza contro i fondi alle scuole private con enormi scudi di polistirolo colorati e dipinti come fossero copertine di libri. Racconta il Corriere: "Fontana rossa e uova di vernice. Scontri tra studenti e polizia. Assedio al Pirellone. Lo sciopero dei bus blocca la città. Danni per ottomila euro alla vasca del Castello Sforzesco" (p. 18).

7 - LA PROPAGANDA DI NONNA PINA
La ministra delle cause nobili (Ligrestos e dintorni) ha deciso di lasciare il segno sulla Giustizia, sotto l'altro patronato di Re Giorgio. "Sconti di pena e braccialetto elettronico. ‘Nelle carceri 3mila detenuti in meno'. Oggi il decreto del governo. E contro gli abusi arriva il Garante. I dubbi sulla copertura spazzati via dal Colle. Napolitano: ‘Stop a condizioni disumane'. E Letta sblocca il piano della Cancellieri" (Repubblica, pp. 6-7). Tutto bene, solo una domanda. Qualcuno ha mai riflettuto sull'assurdità di persone che sarebbero in teoria "affidate" allo Stato per il loro reinserimento nella società e però devono essere garantite da un Garante che li difenda dagli abusi dello stesso Stato?

Surreale che il Corriere senta il bisogno di dedicare un titolo alla presa di posizione di un sindacato di polizia su questa faccenda: "I timori dei poliziotti: ‘Rispetto per le vittime dei reati" (p. 6).

8 - KAZAKI A SEI ZAMPE?
Colpaccio di Mi-jena Gabanelli sulla rendition kazaka di Casalpalocco: "Shalabayeva, la Procura indaga sul ruolo dell'Eni. Acquisito il video dell'inchiesta di ‘Report' andata in onda a novembre scorso. Il governo kazako avrebbe contattato la società per rintracciare Ablyazov" (Repubblica, p. 21).

A incuriosire i pm di Piazzale Clodio la testimonianza anonima di un dirigente Eni, secondo il quale la Security Eni avrebbe trovato il dissidente e avrebbe girato la notizia ai servizi segreti italiani. Dopo di che, Paolo Scaroni avrebbe anche avvertito Valentino Valentini, uomo di fiducia del Banana. L'Eni ha già risposto con una nuova denuncia per diffamazione e una richiesta danni contro Report. Per la cronaca, la Stampa ci apre una pagina (20), mentre il Corriere se la cava con un agile trafiletto e il Cetriolo Quotidiano con un cauto pezzullo (p. 9).

9 - IN BORSA VERITAS?
Raramente i corsi azionari offrono spunti di riflessione come in questo periodo. Al primo giorno di quotazione a Londra, pardòn, a Milano, Moncler vale più di Mediaset e capitalizza metà di Fiat (Corriere, p. 31). E la Stampa dei cassintegrati, garrula come non mai, annuncia: "La rivincita del Made in Italy. Pronte per la Borsa 50 aziende. Versace, Furla, Harmont&Blaine vogliono aprire il capitale ai soci" (p. 13). Ma la formula "aprire il capitale ai soci" non è forse meravigliosa?

 

RENZI AL QUIRINALEnapolitano renzi letta PIERO GRASSO SENATO QUIRINALE CERIMONIA PER LO SCAMBIO DI AUGURI CON LE ALTE CARICHE DELLO STATO NAPOLITANO LETTA BOLDRINI GRASSO Laura Boldrini ai funerali di MandelaENRICO LETTA E SILVIO BERLUSCONIGRILLO A ROMAVITO GAMBERALE jpegTELECOM c c fa a ca dd MARCO FOSSATI jpegMARIANO RAJOY E ANGELA MERKEL

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