enrico letta giuseppe conte 1

E’ ZOMPATA L’ALLEANZA PD-M5S/2 – ANCHE ENRICO LETTA SILURA IL MATRIMONIO CON CONTE E I GRILLINI: “A ROMA E TORINO, DUE CITTÀ DOVE NEL 2016 SONO ANDATE AL GOVERNO DUE SINDACHE SUL CUI OPERATO IL NOSTRO GIUDIZIO È NEGATIVO, NON C'È POSSIBILITÀ DI ALCUNA CONVERGENZA TRA DEM E 5 STELLE - SE LA RAGGI ARRIVA AL BALLOTTAGGIO CONTRO IL CENTRODESTRA IL PD LA APPOGGEREBBE? È UN'IPOTESI CHE NON PRENDO IN CONSIDERAZIONE PERCHÉ NON ACCADRÀ…”

Massimo Martinelli per "il Messaggero"

 

letta conte

«Ci avevo riflettuto anche io, che sono romano di adozione. Volevamo dare un segnale di discontinuità rispetto all' amministrazione attuale, poi ho pensato che se uno deve fare il sindaco deve farlo nella sua città natale, e io sono pisano. Però, per rispondere alla sua domanda, se governare Roma fa paura, dico che no, almeno a noi non fa paura».

 

Enrico Letta è segretario del Pd da 50 giorni e - almeno finora - il nodo più grosso lo ha sciolto tre giorni fa, di domenica, indicando Roberto Gualtieri per puntare al Campidoglio nelle prossime amministrative di ottobre.

 

Segretario Letta, avevate due opzioni: Roberto Gualtieri e Nicola Zingaretti, come è maturata la scelta?

«Ecco, partiamo da qui. Io credo che il fatto che su Roma si sia ragionato su due pesi massimi come Gualtieri e Zingaretti denoti l' attenzione massima del Pd per la Capitale. Che io ricordi, mai prima d' ora un ex ministro dell' Economia che aveva ricoperto incarichi di prestigio anche in Europa, si era candidato a sindaco di Roma.

Quindi nessuna paura: ci sarà una sfida di carattere nazionale, di grande importanza e molto più impegnativa di quella del 2016. E questa è una buona notizia per la città».

 

enrico letta giuseppe conte

Roberto Gualtieri è un candidato di grande peso, ma Zingaretti è quello che ha portato la Regione Lazio in cima alla classifica di efficienza nella risposta sanitaria alla pandemia e nella campagna di vaccinazione. Non è che poteva avere una marcia in più?

«Con questa intervista voglio ringraziare Nicola Zingaretti, perché in qualche modo siamo fratelli gemelli, ho avuto il piacere di raccogliere il suo testimone e di completare il suo lavoro nella segreteria nazionale. E anche per aver guardato e condiviso con me all' opzione legata a una scelta che non terremotasse la giunta regionale del Lazio, una giunta che ha portato avanti una politica sulla pandemia che ha reso orgogliosi tutti i romani e i residenti nel Lazio e che ha tenuto la Regione in zona gialla per più giorni rispetto al tutto resto d' Italia.

 

Quale scelta avete condiviso?

«Il ragionamento fatto con Nicola Zingaretti è stato che il suo impegno per la Capitale non poteva sconvolgere la giunta regionale, impegnata nella missione di portare a termine la campagna vaccinale. Lui ha condiviso, ed è stata una dimostrazione di unità del Pd, che viene rappresentato invece come il partito delle divisioni: abbiamo giocato come una squadra».

enrico letta giuseppe conte 1

 

Hanno influito sulla scelta anche le minacce di far cadere la giunta, avanzate da esponenti M5S?

«Devo dire che nel verificare tutte le opzioni, abbiamo considerato anche le ricadute sulla regione Lazio. Ora non so se la giunta sarebbe caduta o meno, ma ho capito che ci sarebbero state turbolenze. E una volta compreso questo, abbiamo detto: i vaccini prima di tutto. Spero che i romani capiscano che abbiamo fatto una scelta forte perché Zingaretti e Gualtieri sono due pesi massimi, e alla fine facciamo una scelta che tiene conto dell' esigenza di garantire una campagna di vaccinazione che non si poteva mettere in discussione».

 

Il Campidoglio si vince con i voti delle periferie. Lei pensa che Roberto Gualtieri sarà attrattivo dalle parti del Grande Raccordo Anulare?

ENRICO LETTA E GIUSEPPE CONTE

«Andrà bene anche lì. Perché l' idea che Roberto Gualtieri porta avanti è l' idea della svolta del centrosinistra che io ho impresso nel discorso del 14 marzo: quella del partito di prossimità, non più della Ztl e del centro storico. È la grande sfida, e il progetto partirà proprio da Roma. La Capitale ha un milione di cittadini fuori da quel Grande Raccordo Anulare che dice lei, e la necessità vera è quella di dare senso unitario a questa metropoli».

 

Mi spieghi meglio.

gualtieri letta 5

«Dopo anni in cui Roma è stata lasciata un po' a se stessa, noi siamo in grado di dare alla città una struttura unitaria, di respiro internazionale. E Roberto Gualtieri, che è stato ministro dell' Economia e presidente della commissione economica e monetaria della Ue, è la persona che può far ritornare Roma a essere capitale del mondo. Perché questo ruolo internazionale, la nostra città lo ha ormai disperso in mille rivoli».

 

Che tipo di rivoli?

«Le racconto un aneddoto. Di recente, mentre preparavo il primo discorso da segretario nazionale, mi sono ritrovato in mano il dossier di quando, da presidente del Consiglio, decisi di candidare Roma per le Olimpiadi del 2024. Ho riflettuto sui casi della vita, che dopo quella decisione mi portarono ad andare a vivere a Parigi. Ed è lì che ho visto come Parigi ha sapientemente sfruttato l' occasione delle Olimpiadi del 2024.

gualtieri letta 5

 

Per Parigi sono state uno straordinario volano. Ecco che cosa intendo per disperdere in mille rivoli il significato di Roma: la nostra Capitale non ambisce più ad avere un ruolo di capitale mondiale, cosa che invece la sindaca Hidalgo a Parigi ha voluto fortemente. È una storia parallela, quella di Roma e di Parigi. Ed è brutta per Roma.

 

C' è bisogno di un sindaco globale per questa situazione. La scelta di Roberto Gualtieri è la scelta di una persona che è in grado di interpretare questo senso di Capitale del mondo. Perchè Roma deve riprendere il suo ruolo, non può lasciarsi andare ad una logica domestica».

 

Gli ultimi due sindaci della Capitale, Virginia Raggi e Ignazio Marino, arrivarono in Campidoglio senza una squadra forte. Roberto Gualtieri avrà uno staff tecnico a supportarlo?

«Marino ebbe il Pd contro di lui; la Raggi ha avuto i suoi problemi con il M5S. La differenza di fondo è che Gualtieri avrà un Pd compatto a sostenerlo. E il Pd sarà il partito dell' ascolto, dei diritti, del protagonismo dal basso, dei civismi, dei comitati di quartiere, delle associazioni. Penso al prezioso lavoro fatto da Monica Cirinnà da anni in questa direzione. Mi ci gioco molto anche io personalmente».

Mi riferivo al supporto tecnico.

giuseppe conte chiara appendino

 

Gualtieri avrà assessori del calibro di D' Amato, che sta guidando la campagna vaccinale nel Lazio?

«Gualtieri è stato ministro dell' Economia, è in grado di scegliere i migliori. Avrà una squadra composta da personalità importanti e che durerà, mi auguro, tutti e cinque gli anni del mandato. Senza i turnover ai quali siamo stati abituati ultimamente».

 

Della società civile fa parte anche Carlo Calenda?

«Ho passato settimane - essendo amico di Carlo e avendolo avuto nel mio governo - a cercare di convincerlo a partecipare alle primarie del centrosinistra. Lui ha deciso di no. Ma io lo considero un interlocutore locale e nazionale del centrosinistra. Ho molto rispetto per lui, vorrei che lui ne avesse un po' di più per la comunità del Pd. Ma so per certo che le nostre strade convergeranno sia a livello romano che a livello nazionale».

 

chiara appendino giuseppe conte

Parliamo di questa alleanza con il M5S. La Appendino, proprio ieri, ha detto che quello tra Movimento e Pd è un matrimonio combinato, che non funziona e che in caso di ballottaggio a Torino non appoggeranno il candidato Pd. Lei che dice?

«Stiamo parlando di una convergenza che ha portato l' Italia a governare la pandemia con risultati positivi, dopodiché lei ha citato Roma e Torino, due città dove nel 2016 il Pd ha straperso e dove sono andate al governo due sindache sul cui operato il nostro giudizio è negativo. Quindi non c' è possibilità di nessuna convergenza. Mentre ad esempio Sala, che è un sindaco non iscritto al Pd, noi faremo di tutto per sostenerlo».

 

Anche la Raggi non le piace.

«Il giudizio è molto negativo. Roma ha perso veramente tante occasioni, è scesa nella scala italiana, europea, globale. Lo dico da cittadino, in primo luogo. È per questo che abbiamo deciso che non potevamo che andare al voto da soli, vista la volontà - legittima - di Virginia Raggi di candidarsi.

enrico letta a in mezzora in piu

 

Detto questo continua il nostro rapporto con il M5S. Ma è evidente che queste amministrative potevano aiutare a fare passi avanti più solidi. Ora bisogna semplicemente e con grande pragmatismo prendere atto, e andare avanti pensando che abbiamo fatto la scelta migliore».

 

Immaginiamo che la Raggi riesca ad arrivare al ballottaggio contro il centrodestra. Il Pd la appoggerebbe?

«È un' ipotesi che non prendo in considerazione perché non accadrà. Semplicemente andremo noi al ballottaggio e saranno loro a porsi il problema di quali scelte fare».

 

A destra chi è il più temibile, Bertolaso?

«Non dico nulla, aspettiamo che prendano le loro decisioni, non si capisce bene cosa sta succedendo. Ma qualunque sarà il loro candidato, Gualtieri è in grado di batterlo».

 

Rifiuti, trasporti, strade, Qual è il primo problema di Roma?

goffredo bettini gianni letta. giuseppe conte

«È la parola che anche sul web è la più associata al nome di Roma: emergenza. L' obiettivo è togliere la parola emergenza vicino al nome di Roma. Vogliamo metterci altre parole, come lavoro, uguaglianza, sostenibilità. E ovviamente risolvere le questioni rifiuti e trasporti. Penso al completamento della Metro C, ad un sistema di trasporti e metro leggere che tolgano le auto dalle strade».

 

 

Eppure la Metro C, come altre opere infrastrutturali, è ancora in attesa del perfezionamento della nomina dei commissari, dopo un lungo iter governativo.

Se la sente di impegnare il suo partito, se resterete al governo, a prestare la massima attenzione alla città di Roma?

«Non ho nessun dubbio a impegnarmi e avere come sindaco un ex ministro che conosce ogni ufficio faciliterà le cose. Noi ci candidiamo a guidare il Paese e a essere ancora più presenti al governo e a fare il massimo per Roma».

 

Gualtieri presenterà un piano per governare la città prima del voto?

ENRICO LETTA

«Credo che una parte di dettaglio sarà necessaria, poi deciderà lui a che livello di profondità. Penso che per lui ci sia il problema inverso, di limitare le informazioni. È decisamente un secchione che stupisce tutti per la sua capacità di conoscere nei dettagli i dossier di cui si occupa. È l' unico che sarà in grado di dire quale sarà la Roma del 2030. Io penso che il candidato sindaco debba dire questo».

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...