sergio iacomoni detto nerone

LEVATEJE L’ACCENDINO: NELLA CORSA AL CAMPIDOGLIO CI MANCAVA SOLO NERONE. TRA I CANDIDATI A SINDACO DELLA CAPITALE C’È ANCHE SERGIO IACOMONI. FONDATORE DEL GRUPPO STORICO ROMANO, SI PRESENTA IN TV CON GLI ABITI DELL’IMPERATORE E RECITA SLOGAN CHE FANNO IL VERSO AL GLADIATORE: “AL MIO SEGNALE SCATENIAMO IL PARADISO!”. CONTRARIO AL GREEN PASS, È SCESO IN POLITICA PERCHÉ…

Giovanni Sofia per tag43.it

sergio iacomoni detto nerone

 

Dimenticate le felpe di Matteo Salvini o gli impeccabili completi di Giuseppe Conte. Qui la politica si fa in toga, come accadeva nell’Urbe, più o meno fino a mille e cinquecento anni fa. I membri del Gruppo storico romano, conoscono il latino e tra loro si chiamano con i nomi dei grandi del passato.

 

Senatori, filosofi, consoli o imperatori: scorrendo l’elenco degli iscritti ci sono più o meno tutti. Ognuno si è scelto un personaggio, in linea con le caratteristiche che ritiene gli siano più affini. Ma soprattutto, come i loro avi, cova il sogno non troppo segreto di «far risorgere la Capitale».

 

Chi è Nerone, candidato sindaco di Roma

sergio iacomoni detto nerone

Per provare, a realizzarlo alcuni di loro si sono inseriti nella bagarre elettorale, compatti dietro il loro condottiero, Nerone, candidato a sindaco alle Amministrative, in programma i prossimi 3 e 4 ottobre. Classe 1952, in realtà risponde al nome di Sergio Iacomoni, anche se nessuno lo identifica così. È un ex impiegato della Banca d’Italia, da cui si è licenziato, ha quattro figli e due nipoti, viene da una famiglia di liutai ed ebanisti e come ha raccontato a Roma Today, sebbene «abbia una simpatia personale per Raggi e Michetti, nessuno si avvicina al nostro modo di intendere la politica, per questo non li appoggeremo. Fanno tutti parte del passato e di quell’ambiente che ha ridotto la città e l’Italia come le vedete».

 

Si appella al senso di romanità della gente e, in perfetta sintonia con il suo slogan punta alla «conquista democratica del Colle». L’altro, «Al mio segnale scateniamo il Paradiso!», fa il verso alla celebre battuta del Gladiatore e alla fine dello scorso anno sancì ufficialmente il suo ingresso nell’agone politico nella lista Nerone, appunto.

 

Nerone

«Ho raccolto le pressanti richieste di sostenitori e simpatizzanti, oltremodo allarmati per il degrado di Roma e l’infangamento dei suoi Labari», dichiarò all’epoca, concretizzando definitivamente un passaggio quasi fisiologico. Nerone infatti, nel 1994 ha fondato il Gruppo storico romano di cui è presidente, e organizzato rievocazioni e manifestazioni sull’origine e i passaggi fondamentali della storia di Roma, con l’obiettivo di «esaltarne l’orgoglio». Punto fondamentale di un programma elettorale in cui spicca anche la celebrazione di feste e ricorrenze tradizionali dell’Urbe, «occasioni impareggiabili per rilanciare il turismo». Temi cari al gruppo, come il taglio dei consiglieri comunali: «Non dovrebbero essere più di quindici, per garantire una maggiore vicinanza ai cittadini» e la lotta senza quartiere a degrado e rifiuti. «Li ridurremo drasticamente entro il 2030».

 

 

Nerone e la lotta contro l’emergenza rifiuti

Non esattamente roba da poco, considerando i fallimenti delle amministrazioni precedenti. «Nessuno è disposto ad accettare passivamente una discarica in casa, ma certi impianti oggi sono sostenibili e meno inquinanti di un tempo. Si deve però convincere la gente attraverso degli incentivi e delle strutture collaterali. È un do ut des». Davanti alle telecamere sfoggia spesso la tenuta da imperatore e afferma di non agire, ma «di reagire di fronte all’incompiutezza della politica. Da Veltroni a Rutelli, fino a Virginia Raggi li ho votati tutti per non concludere niente. Destra, sinistra e centro hanno già dato».

sergio iacomoni detto nerone

 

 

Contrario al Green pass, come si percepisce chiaramente spulciando il profilo Facebook e fortemente attaccato ai simboli, il suo quartier generale sorge sulla via Appia e coincide con la sede del Gruppo storico. Al suo interno oltre alla ricostruzione di una città antica, c’è un’arena e il museo del Legionario patrocinato dal Comune e premiato con una medaglia per il valore storico dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Da lì, magari non brinderà alla carica di primo cittadino, ma continuerà a vegliare sul suo impero.

Ritratto di Nerone

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...