FANCAZZISTI D’ITALIA – DOPO L’ARTICOLO 18, LA TOLLERANZA ZERO DI RENZIE CON I DIPENDENTI PUBBLICI: CONTROLLI MEDICI DALLE ASL ALL’INPS E LICENZIAMENTI PIÙ FACILI

Da “Repubblica.it

 

La malattia di massa dei Vigili romani nella notte di Capodanno ha dato la spinta finale: il governo modificherà le norme del lavoro nel pubblico impiego, come già previsto dalla legge delega Madia che riprenderà il suo iter a febbraio. Il piano passerà attraverso un emendamento dell'esecutivo che potenzierà i controlli sui certificati medici del settore pubblico affidandoli all'Inps (oggi ci pensano le Asl). Allo stesso tempo ogni singola amministrazione dovrà dotarsi di Commissioni ad hoc per valutare il comportamento dei dipendenti e decidere sull'eventuale licenziamento evitando così possibili personalizzazioni - abusi e ripicche per esempio - da parte dei dirigenti.

 

MADIA MADIA

Ciò farà sì che nel lavoro pubblico il licenziamento per scarso rendimento diventi più facile: in teoria già oggi è possibile praticarlo, ma le regole fissate sono rimaste sulla carta. Il nuovo corso era stato annunciato da Renzi nella conferenza stampa di fine anno ("i fannulloni del settore pubblico vanno puniti", aveva detto), ma i fatti di cronaca hanno accelerato l'intenzione. Ora il governo pensa ad un emendamento da presentare alla legge Madia che da un lato potenzi le norme già previste dalla legge Brunetta e dall'altro intervenga radicalmente sui controlli dei certificati medici. "Bisognerebbe affidarli all'Inps, otterremmo una qualità migliore e risparmieremmo ", ha detto il premier Renzi ai suoi.

 

RENATO BRUNETTARENATO BRUNETTA

Di fatti il caso dei Vigili e degli autisti Atac a Roma è solo la punta di un iceberg. Da quanto risulterebbe ai tecnici di Palazzo Chigi, fra il 2012 e il 2013 il numero complessivo di certificati di malattia, nel settore pubblico, è aumentato del 27%. Svanito l'effetto Brunetta, che sulla salute cagionevole dei dipendenti pubblici aveva centrato la sua battaglia (il governo Berlusconi di cui era ministro della Funzione pubblica è caduto nel novembre 2011), le assenze sono lievitate. Il controllo dei certificati medici è un problema: oggi, per quanto riguarda i lavoratori statali, sono affidati alle Asl. L'Inps valuta solo quelli dei dipendenti privati per un costo annuo di 25 milioni. Secondo i dati del governo, le Asl controllano certificati "pubblici" per un costo che arriva ai 70 milioni, ma sono la metà di quelli visti dall'Inps: affidare all'istituto anche la verifica della parte pubblica permetterebbe di migliorare la qualità delle indagini (l'istituto ha anche un sistema informatico d'avanguardia) e di risparmiare 60 milioni.

 

marianna madiamarianna madia

Una rivoluzione del genere, in realtà, potrebbe presentare qualche problema, visto che solo qualche mese fa l'istituto di previdenza si lamentava del taglio di risorse pubbliche praticato dal governo riguardo alle visite fiscali (oggi i medici convenzionati e autorizzati a farle sono circa 1.500 e sono pagati secondo un preciso capitolato), ma la svolta è assicurata. E verifiche dei certificati a parte, il potenziamento dei controlli passerebbe anche attraverso interventi nella governance delle singole amministrazioni prevedendo Commissioni di valutazione che garantiscano l'imparzialità delle decisioni (la stessa riforma Madia già affida a una Commissione le valutazione sul merito e sul licenziamento dei dirigenti).

 

Oggi infatti il licenziamento per scarso rendimento nel settore pubblico è previsto dalla riforma Brunetta del 2009. La legge però è poco applicata, visto che tutta la partita riguardante la produttività del pubblico impiego doveva andare di pari passo con un rinnovo dei contratti pubblici che non c'è mai stato (le buste paga degli statali sono ferme da anni e continueranno ad esserlo anche nel 2015). Se si dimostra la parzialità del giudizio, cosa non troppo difficile a farsi, il licenziamento è considerato illegittimo e il reintegro sul posto di lavoro pubblico è assicurato.

Villaggio FantozziVillaggio Fantozzi

 

"E' impensabile che la decisione di licenziare un dipendente pubblico possa essere affidata ad un dirigente - afferma Filippo Taddei, responsabile economico del Pd - Ciò non avviene nemmeno nei sistemi di amministrazione pubblica più verticalizzati, come quello francese". Ma "il governo non avrà timidezze nel riformare il pubblico impiego, pur collocando gli interventi nel giusto ambito: quella della più complessa riforma Madia". Una riforma che per Taddei ha due obiettivi: "Facilitare la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione senza prevedere licenziamenti, ma ricollocando i dipendenti negli uffici dove ci sarà più bisogno, e garantire sanzioni chiare e certe contro i disservizi e gli inadempimenti degli obblighi contrattuali. Ci sono stati casi in cui sono stati riammessi al lavoro dipendenti che avevano compiuto reati: ciò non dovrà più essere possibile. Dovrà essere garantita la sanzione, come il riconoscimento del merito".

MARIANNA MADIA MARIANNA MADIA

 

In teoria per definire l'articolo 13 della legge delega Madia (che prevede il riordino della disciplina dei dipendenti pubblici) il governo avrebbe 24 mesi di tempo. Palazzo Chigi già aveva detto di voler procedere in fretta, il caso Roma ha accelerato i tempi.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)