luigi zanda giorgia meloni elly schlein giuseppe conte

“L’ORDINE MONDIALE STA SALTANDO. E L’ITALIA HA UN SISTEMA POLITICO DEBOLISSIMO” – LUIGI ZANDA: “A DESTRA C’È SOLO LEI, IL RESTO CONTA POCO O NULLA. DALL'ALTRA PARTE L'OPPOSIZIONE È DIVISA E HA LE SUE DUE PERSONALITÀ MAGGIORI, CONTE E SCHLEIN, CHE GIOCANO UNA PARTITA POLITICA PERSONALE, E USANO I LORO MOVIMENTI COME STRUMENTO PER LA LORO CARRIERA” – L’AFFONDO CONTRO ELLY: “CHE TIPO DI PARTITO È UN PARTITO CHE NON RIUNISCE LA DIREZIONE DAL 17 FEBBRAIO NONOSTANTE ABBIA PERSO UN REFERENDUM E CI SIANO DUE GUERRE VIOLENTISSIME ALLE PORTE? LA SEGRETARIA NON CREDE NELLA FORMA PARTITO CLASSICO, MA VUOLE UN MOVIMENTO. IL PD, COME AREA POLITICA PROGRESSISTA, È IMMORTALE, MA IL PD COME PARTITO POLITICO È MORTO….”

Estratto dell’articolo di Daniela Preziosi per “Domani”

 

luigi zanda foto di bacco

«Al vertice con i paesi europei Trump dirà all'Europa: prendere o lasciare. Dobbiamo augurarci che l'Europa non si sottometta ai diktat che Putin mette tramite Trump. Ma Trump è diventato un nuncius. Un messaggero di una volontà altrui».

 

Luigi Zanda è, o forse era, un atlantista con la “K”, quella con cui il movimento degli Anni 70 scriveva “Kossiga”, il presidente della Repubblica più filo-atlantico di tutti, di cui l’ex senatore era stretto collaboratore.

 

Fa effetto anche il suo giudizio sul summit fra il presidente Usa e quello della Russia: «Le immagini simbolo dell'incontro in Alaska sono le carezze di Trump sulla mano di Putin, e la fotografia umiliante dei soldati americani in divisa fatti inginocchiare per stendere il tappeto rosso per Putin».

 

TRUMP E LA FELLATIO A PUTIN

Umiliante solo per gli Usa? È un’immagine che rovescia la storia dei rapporti Usa-Mosca, prima e dopo la caduta del Muro?

Fa impressione l’atteggiamento personale di dipendenza di Trump verso Putin, come se avesse paura di farlo arrabbiare. Non si può spiegare sulla base dei rapporti Usa-Russia. Stiamo parlando del capo del Cremlino che ha invaso l’Ucraina, ha violato il diritto internazionale. Evidentemente la deferenza di Trump ha ragioni personali sconosciute.

 

In Alaska anche l’Europa perde il suo onore?

L'Europa non c’era. Da un punto di vista geopolitico l’incontro fra Putin e Trump potrebbe aver segnato non solo il destino dell’Ucraina ma anche una frattura seria fra il destino degli Usa e quello dell’Europa. Ora Trump dirà all’Europa che Putin vuole il 25 per cento dell’Ucraina e la sua sottomissione. E Trump avviserà l'Europa che se queste condizioni non verranno accettate, la guerra continuerà ma senza gli Usa.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Per alcuni analisti militari, in un periodo breve l'Europa o qualche stato europeo scenderà in guerra contro la Russia. È politicamente verosimile?

Non lo so. So che prima della guerra a Kiev all’Europa bastava l’unione economica dei 27. Ora, senza un’unità politica, l’Ue non conta nulla nel mondo. C’è un’unica via di uscita: che i paesi fondatori più il Regno unito, con una forma di cooperazione rafforzata, formino un nucleo legato da regole condivise, una comune politica estera e una forza armata propria. Ma il tempo per questa scelta è pochissimo, il mondo sta correndo.

 

[…]

 

Il piano di riarmo va in quella direzione?

meloni trump g7 canada

Il riarmo dell’Europa senza un’unità politica non va lontano. Per avere una forza armata europea serve un governo europeo, altrimenti è il riarmo dei singoli stati. Che serve, ma non contribuisce all’unità europea.

 

Dunque se sbaglia la prossima mossa con Trump l’Ue è finita?

L’incontro in Alaska ha confermato che il mondo si avvia ad essere governato da tre autocrati: l’americano, il russo e il cinese. Più alcuni comprimari, i leader di nazioni che hanno una forza militare o economica tale da essere rispettati, come Turchia, Brasile, India, Corea, Arabia saudita.

 

luigi zanda foto di bacco

In questo nuovo ordine mondiale l’Europa, senza unità politica, non esiste. E per quel poco che esiste, per Trump è solo un limone da spremere, vedi i dazi. Da un punto di vista politico per gli Usa l’Europa è un fastidio.

 

Però la presidente Meloni ha parlato di “spiragli di pace”.

Ma non spiega a quale pace si riferisce. In Alaska si è vista solo la pace di Putin, cioè la resa senza condizioni dell’Ucraina.

 

Meloni vanta che Trump ha considera la proposta italiana di promessa di aiuto a Kiev in caso di nuova aggressione.

Putin ha respinto nettamente l’invito di Trump a cessare il fuoco in Ucraina, e ha dettato le sue condizioni. Che sono le stesse da sempre: vuole l'annessione di un quarto del territorio ucraino. E la trasformazione dell’Ucraina in uno stato satellite della Russia.

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Qualsiasi promessa di difesa dell'indipendenza dell'Ucraina non è credibile. Putin è un campione della guerra ibrida, con un mezzo o un altro in tempi rapidi condurrà tutta l’Ucraina nella sua orbita. Meloni non può non averlo capito.

 

Allora perché questa fiducia in Trump? L'Italia è uno dei cavalli di Troia di Trump in Europa?

Il rapporto con gli Usa è troppo rilevante per ridurlo a un'attività di pubbliche relazioni. Spero che presto l'Italia ritrovi un ruolo, e speriamo che sia positivo. Fino a oggi si vede molta voglia di mantenere l'amicizia con Trump e nessun interesse nei confronti dell'unità politica della Ue. Meloni è per l'Europa degli stati, non per un'Europa politica e federale.

 

conte trump

[…]  La destra di Meloni è da sempre contro “quella” Nato. Uno come lei, da atlantista di quei tempi, che bilancio fa?

Che l'ordine mondiale di Yalta sta saltando. E oggi l’Italia, a differenza di quei tempi, ha un sistema politico debolissimo.

 

Meloni vanta come grande forza la durata del suo governo.

Meloni parla di sé. Ma il sistema italiano è debole. A destra c’è solo lei, il resto conta poco o nulla. Dall'altra parte l'opposizione è fragile, divisa, e ha le sue due personalità maggiori, Conte e Schlein, che giocano una partita politica personale, e usano i loro movimenti come strumento per la loro carriera.

 

giorgia meloni punto stampa a washington 1

Per Conte l’Ue fallisce perché guerrafondaia. Ha ragione?

Come si può dare un giudizio su Conte? Ha cambiato troppe volte posizione politica. Quando Schlein gli chiede un'alleanza organica fra Pd e Cinque stelle, e lui le risponde che preferisce decidere caso per caso, sta definendo in modo chiaro la sua personalità politica: opportunismo puro. Che sarà una delle ragioni del fallimento del campo largo. Per non parlare della disomogeneità in politica estera […]

 

L’alleanza è una necessità aritmetica. Senza M5s, il Pd può fare solo testimonianza.

Prima parliamo di politica, l’aritmetica segue. Altrimenti sarà l’aritmetica a fare i programmi politici.

 

ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE

Senza pensiero politico non c’è il partito e non ci sono gli alleati. Un partito che non riunisce la direzione dal 17 febbraio nonostante nel frattempo abbia perso un referendum, ci siano due guerre violentissime alle porte di casa, mentre Trump cambiava gli equilibri del mondo e l'Italia veniva colpita da dazi drammatici che tipo di partito è? È evidente che la segretaria non crede nella forma partito classico, ma vuole un movimento. Il Pd – come area politica progressista– è immortale, ma il Pd come partito politico è morto.

 

Perché Schlein non affronta la politica estera con Conte?

Perché in questi ultimi due anni ha puntato solo a cucire le alleanze, e non ha affrontato quei nodi politici che sono alla base dei rapporti fra le forze politiche. La risposta "testardamente unitaria" rivendicata davanti ai contrasti politici, ormai è solo retorica. Senza confronto politico, interno e con gli alleati, non c’è unità, ci sono solo opportunismo e tattica.

elly schlein alla partita del cuore meme by 50 sfumature di cattiveria

 

[…] Il campo largo si dividerà anche sull’eventualità di assumersi, senza gli Usa, la difesa dell'Ucraina?

Spero di no, ma spero soprattutto che l’Ue non abbia dubbi. Tra Chamberlain che a Monaco fidandosi delle sue promesse di Hitler dà il via libera all'invasione dei Sudeti, e Churchill che nonostante i bombardamenti di Londra resiste a Hitler, vincendo poi la guerra mondiale, io spero che oggi gli europei scelgano l’esempio di Churchill. E anche gli italiani. E gli elettori del Pd spero che spingano in quella direzione.

SCHLEIN, CONTE, BONELLI, FRATOIANNIelly schlein giuseppe conte e il caso todde in sardegna - vignetta by usbergo

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…