IL VERTICE INFORMALE DEI 27 LEADER DELL’UE, PREVISTO DOMANI AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN NELLE FIANDRE, SARA’ LA SOLITA GAZZARRA? – MACRON VUOLE SPACCARE L’ALLEANZA TRA MERZ E MELONI PROPONENDO IL DEBITO COMUNE DELL’UE (TEMA GRADITO ALLA DUCETTA MA NON AL CANCELLIERE TEDESCO) - NON CI SARANNO CONCLUSIONI SCRITTE E NON È PREVISTA L'ADOZIONE DI UNA "NUOVA STRATEGIA PER LA COMPETITIVITÀ": IL CONFRONTO SERVIRÀ A GETTARE LE BASI PER IL CONSIGLIO EUROPEO DI MARZO, QUANDO BISOGNERÀ METTERE NERO SU BIANCO L'ESITO DEL VERTICE – NELLE RIUNIONI PREPARATORIE, ALCUNI GOVERNI HANNO ESPRESSO UN PO' DI SCETTICISMO SULLA SCELTA DI INVITARE MARIO DRAGHI ED ENRICO LETTA: PER ALCUNI, I DUE HANNO GIÀ OFFERTO LA LORO DIAGNOSI, DUNQUE SAREBBE STATO MEGLIO DEDICARSI AL CONFRONTO TRA I 27 PAESI MEMBRI ANZICHÉ FARSI TIRARE LE ORECCHIE PER I MANCATI PROGRESSI…
UE, UNA POLTRONA PER TRE
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
emmanuel macron friedrich merz. foto lapresse
Emmanuel Macron ha trovato il modo per mettere il dito nella piaga dei rapporti tra Italia e Germania, con l'intento di staccare la crosta che si era formata grazie alla ritrovata intesa tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz. In vista del vertice informale di domani tra i 27 leader Ue, la premier italiana e il cancelliere tedesco hanno deciso di schierarsi compatti con una serie di ricette comuni per il rilancio della competitività europea, basate principalmente su una massiccia semplificazione normativa per le imprese.
emmanuel macron donald tusk giorgia meloni consiglio europeo
Ma il presidente francese ha rilanciato mettendo sul tavolo la patata bollente del debito comune – caldeggiata da Mario Draghi – che fa certamente gola all'Italia, ma che è da sempre indigesta a Berlino. E infatti la reazione infastidita della cancelleria tedesca non si è fatta attendere. Touché.
Fonti vicine a Merz hanno subito bollato la proposta come un qualcosa che serve soltanto a «distrarre dal problema principale che è quello del deficit di produttività». L'uscita del francese crea certamente imbarazzo alla premier e la mette in difficoltà con Merz, per questo la gestione della pratica "debito comune" ieri è stata oggetto di una riunione a Palazzo Chigi.
Il botta e risposta a distanza tra Francia e Germania è comunque indice del clima che sta facendo da sfondo all'incontro di domani. […] Tra Parigi e Berlino ci sono divergenze sul commercio (vedasi la vicenda Mercosur), sul concetto di autonomia strategica (e in particolare sulla spinosa questione della "preferenza europea") e sui rapporti con Trump. Oltre ovviamente all'irrisolta questione del debito comune.
brigitte macron con friedrich merz
Anche per questo, con l'avvicinarsi dell'appuntamento, le aspettative attorno al vertice informale dei leader Ue che si terrà domani nel castello di Alden Biesen, nelle Fiandre, si stanno notevolmente ridimensionando.
Non ci saranno conclusioni scritte e non è nemmeno prevista l'adozione di una "nuova strategia per la competitività": il confronto servirà per tastare il terreno in vista del Consiglio europeo di marzo, quando bisognerà mettere nero su bianco l'esito del vertice e quando Ursula von der Leyen vorrebbe che fosse approvata «una tabella di marcia sul mercato unico».
FRIEDRICH MERZ - EMMANUEL MACRON
[…] L'incontro di domani è stato convocato dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, per discutere delle ricette utili a migliorare la competitività dell'Ue nel nuovo contesto globale, in un'ottica "geoeconomica", ma anche molto più concreta, che passa attraverso la riduzione delle barriere che ostacolano il funzionamento del mercato interno.
Il portoghese è convinto che la formula del "ritiro" lontano da Bruxelles sia l'occasione ideale per avere un confronto […] tra i leader […] all'incontro […] dovrebbero partecipare più di venti leader. E così a fare notizia non saranno tanto i presenti, ma gli assenti.
Nelle riunioni preparatorie, secondo quanto risulta a La Stampa, alcuni governi hanno espresso un po' di scetticismo sulla scelta di invitare Mario Draghi ed Enrico Letta.
Il ragionamento è che i due ex premier hanno già offerto la loro diagnosi e suggerito la cura, dunque sarebbe stato meglio dedicare tutto il tempo al confronto tra i 27 anziché farsi tirare le orecchie per i mancati progressi.
Ma Costa ha fortemente voluto i due ex premier italiani perché dalla presentazione dei rispettivi rapporti (entrambi risalgono al 2024) il contesto globale è cambiato e dunque ritiene utile ragionare con loro delle possibili evoluzioni. Non solo: la loro presenza, secondo un funzionario Ue, potrebbe servire a «scuotere il dibattito» e magari a smuovere posizioni che sembrano immutabili […]



