PER CHI SUONA IL CETRIOLO – IL SOTTOSEGRETARIO CASTIGLIONE, INDAGATO PER MINEO, SCARICA SU FRANCO GABRIELLI LA SCELTA DI LUCA ODEVAINE – MA IL PREFETTO, CHE DEVE DECIDERE SUL COMMISSARIAMENTO DI ROMA, PARLA DI ATTO “QUASI DOVEROSO”

Massimo Malpica per “il Giornale

 

il senatore giuseppe castiglioneil senatore giuseppe castiglione

Rivendica d'aver operato a Mineo in modo «cristallino e trasparente». E, sugli incarichi a Luca Odevaine, scarica su Franco Gabrielli, all'epoca capo della Protezione civile, ricordando che l'attuale prefetto di Roma concesse il nulla osta per la nomina a consulente dell'ex braccio destro di Veltroni poi travolto da «Mafia Capitale».


L'audizione del sottosegretario Giuseppe Castiglione alla Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, più che un mea culpa sugli errori commessi intorno al Cara di Mineo («nato male, proseguito peggio», riassume il presidente, Gennaro Migliore) diventa per l'esponente Ncd indagato a Catania per turbativa d'asta, proprio per il suo ruolo di «soggetto attuatore» del Cara siciliano, una «straordinaria occasione» per replicare al «processo mediatico» ai suoi danni.

LUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMALUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMA


Schivata la sfiducia, con la Camera che ha respinto le tre mozioni di censura presentate contro il sottosegretario Ncd da Lega, M5S e Sel, il politico circoscrive il suo ruolo, rivendica la bontà del lavoro fatto, compresi gli appalti, minimizza i suoi rapporti con le coop bianche che hanno vinto le gare del centro e con Odevaine.

 

Alla pentastellata Vega Colonnese che gli chiede conto dell'intercettazione nella quale Odevaine riferisce di un pranzo con il sottosegretario e una terza persona che era destinata a vincere l'appalto per il Cara, Castiglione replica dicendo che, «conoscendo il mio stile», è probabile che il pranzo ci sia stato. Ma poi esclude «categoricamente che si sia anche solo parlato di gare e di appalti».

 

franco gabriellifranco gabrielli

Sull'ex braccio destro di Veltroni, poi, Castiglione ricorda che prima di Mafia Capitale, nel 2011, era un uomo «i cui rapporti istituzionali e la cui professionalità» erano universalmente riconosciuti, tanto che nessuno chiede conto a Zingaretti, alla Melandri e a Veltroni dei precedenti incarichi affidati a Odevaine. Lui, spiega Castiglione, non poteva insomma avere alcun dubbio sul valore dell'uomo. Che diventò suo consulente al Cara solo grazie al placet di Gabrielli.


«La nomina di Odevaine come consulente al Cara di Mineo la chiesi al commissario delegato, il prefetto Gabrielli appunto. Che mi rispose che “nulla osta da parte del commissario in ordine al conferimento dell'incarico in considerazione dell'importanza e della delicatezza della gestione del centro, della nota professionalità posseduta da Odevaine e della sostanziale gratuità dello stesso”».

 

Così l'uomo a cui toccherà decidere se commissariare o meno il Campidoglio finisce additato come «certificatore» di Odevaine, che per la procura di Roma è il dominus del business degli immigrati, facilitatore di Buzzi e coop varie.

immigrati nel cara di mineoimmigrati nel cara di mineo


Gabrielli ha replicato definendo quell'atto di assenso «quasi doveroso». Ma proprio dalla decisione del prefetto sul commissariamento di Roma dipende il futuro del braccio di ferro interno al Pd e l'esito della partita che si gioca sul Campidoglio tra i dem e il sindaco Ignazio Marino, tanto isolato dal partito quanto deciso a non fare passi indietro. Il dossier dei tre ispettori conterebbe le prove della «contaminazione» della macchina politico-amministrativa capitolina.

 

 cara di mineo cara di mineo

Renzi e il commissario del Pd romano Orfini temporeggiano, rimandando la resa dei conti al dopo-sentenza di Gabrielli che, commissariamento o meno, si annuncia impietosa col Campidoglio. A quel punto il premier potrebbe finalmente avere la testa di Marino “scaricando” su altri la responsabilità.

 

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)