1- AIUTO! DA MAGISTRATURA DEMOCRATICA ALLA DEMOCRAZIA DEI MAGISTRATI: IL PM DI PALERMO ANTONIO INGROIA A PALAZZO CHIGI E L’EX PM ANTONIO DI PIETRO AL QUIRINALE! 2- ECCO IL PIANO SEGRETO DI TONINO E BEPPE GRILLO E ‘’IMPORTANTI ESPONENTI DELLA FIOM’’, SPIN DOCTOR MARCO TRAVAGLIO, DA UN’IDEA DI CASALEGGIO: INGROIA PREMIER 3- OBIETTIVO: ARRIVARE PRIMO PARTITO E INCASSARE IL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA CAMERA 4- CON LA GRANCASSA DEL “FATTO” E DI SANTORO, NEL MIRINO FINISCONO I NUOVI NEMICI DEL POPOLO: NAPOLITANO, MARCHIONNE, BERSANI E I SUOI ALLEATI VENDOLA E DE MAGISTRIS 5- DOMANI “ULTIMO” APPUNTAMENTO PUBBLICO DI INGROIA A PALERMO PRIMA DEL GUATEMALA

Ettore Colombo per "Il Messaggero"

Antonio Ingroia, il pm di Palermo protagonista di tante inchieste antimafia ma anche, e soprattutto, l'uomo-chiave dello scontro tra procura di Palermo e Quirinale per le intercettazioni al capo dello Stato. Sarebbe lui il candidato premier di una coalizione tra il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo, l'Idv (o quel che ne resterà dopo una sempre più vicina scissione dell'ala moderata) di Antonio Di Pietro, pezzi della Fiom-Cgil, una serie di reti (come quella 28 Aprile di Giorgio Cremaschi) e movimenti vari.

Il nome di Ingoia sarebbe venuto fuori da una serie di considerazioni su cui in queste ore difficili si starebbero ritrovando Grillo e Di Pietro: per esclusione, oltre che per convinzione. Grillo, infatti, non potrebbe candidarsi, specie se venisse approvata la legge-delega del governo sulle incandidadibilità alle prossime elezioni, a causa di una vecchia condanna definitiva a un anno e tre mesi per omicidio colposo.

Di Pietro, al di là dell'endorsement dello stesso Grillo proprio per il Colle più alto, è ritenuto ancora troppo identificato con l'Idv e le inchieste che lo riguardano, vedi Report, hanno scosso la base.

Roberto Casaleggio, consigliere e curatore dei siti di entrambi, non ha intenzione - nonostante le molte offerte - di esporsi in prima persona. L'idea di candidare Ingroia sarebbe venuta dunque proprio a quest'ultimo e poi sarebbe stata proposta sia a Grillo che a Di Pietro. Non solo a loro, però, ma anche ad «importanti esponenti della Fiom», si racconta dentro ambienti dell'Idv.

L'ala Fiom sarebbe stata portata in dote al tavolo della trattativa da Maurizio Zipponi, responsabile Lavoro e Welfare Idv in stretti rapporti con Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, Giorgio Airaudo, responsabile nazionale Auto, e molti altri cigiellini di sinistra. Zipponi, insomma, porterebbe in dote all'alleanza pezzi pregiati di Fiom e spezzoni di sinistra radicale.

Ingroia, avrebbe fatto notare più d'uno dei commensali al tavolo della trattativa, è candidabilissimo in quanto già fuori ruolo dalla magistratura ordinaria. Così infatti ha decretato il Csm, a fine luglio, quando lo stesso Ingoia ha richiesto di essere spedito in Guatemala per combattere la criminalità organizzata per conto dell'Onu.

Anche se, come è altamente probabile, la Consulta dovesse dare ragione al Colle nel conflitto di attribuzione sollevato per la vicenda delle intercettazioni contro la procura di Palermo, non vi sarebbero per Ingroia conseguenze personali e, anzi, la sua candidatura sarebbe doppiamente simbolica per questa galassia anti-sistema.

Non è ancora dato sapere se il magistrato - storicamente vicino alla sinistra politica, anche quella più radicale, come dimostrò il suo intervento a un congresso del Pdci - prenderà in considerazione la proposta cui penserebbero Grillo e Di Pietro, ma certo è che una tale candidatura e la contestuale nascita di una mini-coalizione tra M5S-Idv-Fiom-movimenti vari sancirebbe la definitiva morte dell'Idv in quanto tale.

Per Di Pietro e i suoi pasdaran (Belisario e Rota in testa) i dissidenti moderati rispetto alla strategia di Di Pietro (primi fra tutti Donadi e Formisano), oggi sono solo «quattro gatti» e domani saranno «soltanto dei cani morti». Non che, fuori dall'anonimato, le accuse siano più gentili: gli onorevoli Zazzera e Barbato chiedono le dimissioni di Donadi da capogruppo alla Camera, Donadi - ormai impegnato in un frontale con Di Pietro - chiede la convocazione di esecutivo nazionale e congresso anticipato entro l'anno.

Soprattutto, il capofila dell'alleanza con il Pd nell'Idv, accusa Di Pietro e Grillo di voler fare «come Villa e Zapata in Messico: occupare la Capitale e scappare di notte» e Travaglio e Casaleggio di essere «i registi dell'operazione». Come per Ingroia. Il sindaco dell'Idv a Palermo, Orlando, per ora tace. Il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, invece lancia una nuova ipotesi e un invito al suo leader storico Di Pietro: «Un vero modo per Tonino di mettersi in discussione, se vuole fare davvero il giro di boa, sarebbe quello di mettersi nel movimento arancione. Nel movimento di Grillo c'è molta protesta e poca proposta politica».

Quanto a Di Pietro, respinge le accuse sulla questione morale e contrattacca. «Oggi è il giorno dei morti», scrive sul suo blog, «e io sono appena arrivato a Montenero per far visita ai miei genitori che riposano al cimitero della Madonna di Bisaccia. Approfitto di questo momento di pausa e di riflessione per rispondere ad alcune delle molte perle di disinformazione diffuse in questi giorni in merito ad un mio presunto e inesistente ingente patrimonio immobiliare. In verità, più che di disattenta informazione, trattasi di scientifica opera di killeraggio politico, portata avanti da chi vuole, a tutti i costi e da anni oramai, distruggere il mio nome e tentare di bloccare l'azione politica di Italia dei Valori, partito di cui sono stato il fondatore e sono ancora il presidente».

GIUSTIZIA: DOMANI A PALERMO ULTIMO INCONTRO PUBBLICO PER INGROIA PRIMA DEL GUATEMALA
(Adnkronos)
- Ultimo incontro pubblico di Antonio Ingroia prima di partire per il Guatemala domani alle 11, alla libreria Modusvivendi, a Palermo. L'occasione e' un dibattito dal titolo "Misteri e verita' a Palermo", a cui parteciperanno anche Salvo Palazzolo e Alessio Cordaro. L'incontro prende spunto dai volumi pubblicati dai tre autori, "Palermo - Gli splendori e le miserie, l'eroismo e la vilta'", scritto dal procuratore aggiunto di Palermo, e "Se muoio sopravvivimi - la storia di mia madre, che non voleva essere piu' la figlia di un mafioso", libro-inchiesta del giornalista di Repubblica e del figlio di Lia Pipitone, la giovane assassinata nel 1983 per ordine di Cosa nostra. Entrambi i libri sono editi da Melampo.

 

ANTONIO INGROIA E MARCO TRAVAGLIO ALLA FESTA DEL FATTO jpegINGROIA LEOLUCA ORLANDO DI PIETRO ALLA FESTA IDV DI VASTO ingroia ingroiaAntonio Ingroiatravaglio ingroia palco BEPPE GRILLO E GIANROBERTO CASALEGGIO ALLARRIVO IN SICILIA MAURIZIO LANDINI VIGNETTA BENNI ANTONINO INGROIA Travaglio e PM Ingroia sotto l'ombrellone - Da Panoramagrillo casaleggio

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