giorgia meloni donald trump - immagine creata con grok

MAKE GIORGIA GREAT AGAIN – LA MELONI È ATTERRATA A WASHINGTON NELLA NOTTE E STASERA PARTECIPERÀ AL GIURAMENTO DI TRUMP: SARÀ L’UNICA LEADER EUROPEA, CIRCONDATA DAI NUOVI OLIGARCHI DELLA TECNO-DESTRA E DAI NEONAZISTI DI AFD – “I AM GIORGIA” SOGNA DI ESSERE IL "PONTE" TRA L'UE E GLI STATES E, COMPLICE L’AMICO MUSK, POTREBBE ESSERE LA PRIMA LEADER EUROPEA A INCONTRARE TRUMP. MA IL RISCHIO È DI RITROVARSI CON IL TYCOON MENTRE FIRMA I DAZI CONTRO L’EUROPA…

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A MAR-A-LAGO

MELONI ATTERRATA A WASHINGTHON PER L'INSEDIAMENTO DI TRUMP

(ANSA) - La premier italiana Giorgia Meloni è atterrata a Washington, dove fra poche ore assisterà all'insediamento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. E' assai probabile, secondo alcune fonti, che Meloni avrà un breve incontro con Trump e con Elon Musk durante l'Inauguration Day.

 

MELONI AL CAMPIDOGLIO VEDRÀ IL PRESIDENTE “PONTE TRA USA E UE”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/politica/2025/01/20/news/meloni_insediamento_trump_ue-423949112/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1

 

DONALD TRUMP - ELON MUSK - GIORGIA MELONI

Tre finestre possibili. La più probabile è al termine della cerimonia di oggi al Campidoglio: dopo aver pronunciato la formula di rito che lo incoronerà presidente degli Stati Uniti, Donald Trump dovrebbe conversare per qualche minuto con Giorgia Meloni. Un colloquio rapido, ma necessario per trasformare il viaggio in qualcosa di più di un semplice omaggio, inusuale e al limite dell’azzardo.

 

Meglio ancora sarebbe ritrovarsi con il tycoon alla festa della Capitol Arena (ma sono attesi migliaia di ospiti, il caos non si sposa con l’obiettivo) o quando il leader firmerà i primi ordini esecutivi alla Casa Bianca. Fonti americane dicono che Elon Musk potrebbe fare il miracolo, ma i tempi sembrano strettissimi, i margini ridotti: l’opzione più quotata è dunque quella di un faccia a faccia a margine del giuramento.

 

donald trump discorso capital one di washington

È la vera incognita del viaggio. La distanza che separa un semplice atto di presenza […] da un successo diplomatico. Quanto più durerà il contatto, il primo concesso a un big europeo, tanto più Meloni potrà vantare un risultato. Ufficialmente viene diffusa a piene mani sobrietà: il segnale è già condensato nella missione lampo. In più, fanno sapere dal suo staff, la premier dovrebbe sedere tra le prime file, ulteriore segnale di attenzione da parte del presidente.

 

[…] Della missione la leader ha discusso con Ursula von der Leyen al telefono, nei giorni scorsi. Non per chiedere il “permesso” […] . Semmai per evitare frizioni o incomprensioni: è cosa nota che a Bruxelles la mossa ha spiazzato. Il confronto è servito a condividere una preoccupazione, forse la principale in queste ore: i dazi.

 

GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN

È lo spettro che tiene tutti con il fiato sospeso. È in allerta anche la premier. Il timore è che Trump firmi nelle ore o nei giorni immediatamente successivi un ordine esecutivo per imporre ai partner dell’Unione una pesante tassazione sulle esportazioni.

 

Sarebbe fastidioso, per Meloni. Seduta lì in platea, senza poter reagire a un colpo durissimo per le imprese italiane ed europee. «Non accadrà», prevede il deputato di FdI Andrea Di Giuseppe, trumpiano di ferro. Ma con il magnate, mai dare nulla per scontato.

 

[…] Ripartirà per l’Italia stasera. Convinta di aver portato a casa un risultato, lo stesso indicato in privato nei giorni scorsi: «Qualcuno deve parlarci, con Trump». C’è voglia di ammortizzare i rischi per l’Italia e speranza di lucrare anche nel consenso da questo posizionamento.

 

meloni macron

Con questo spirito ha sfidato il dettato diplomatico, che gli sconsigliava di venire. Ma se von der Leyen stenta a relazionarsi con il repubblicano, Macron è debole e in Germania c’è un vuoto di potere che durerà almeno fino a maggio — è stato il ragionamento — allora è giusto rischiare.

 

Anche per sbrogliare altri enormi nodi irrisolti: le spese militari al 5% del Pil, la guerra in Ucraina e Medio Oriente che potrebbero chiudersi danneggiando l’Europa.

Certo, la presidente del Consiglio sa che arriverà il momento di dover scegliere: se Trump vuole davvero far saltare l’Unione, anche l’Italia sarà costretta a schierarsi. […]

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MARCO RUBIO GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN AL G7ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresseGIORGIA MELONI E ELON MUSK NELLO SPAZIO - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROKGIORGIA MELONI - ELON MUSK - MEME BY EDOARDO BARALDI meloni muskMELON MUSK - MEME giorgia meloni e donald trump meme by edoardo baraldi DONALD TRUMP BALLA CON I VILLAGE PEOPLE ALLA CAPITOL ONE ARENA DI WASHINGTON VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SU GIORGIA MELONI ED ELON MUSK donald trumpdonald trump balla con i village people 5donald trump. discorso capital one washington elon musk e donald trump donald trump balla ymca capital one di washingtondi washingtonmelania e donald trump DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A PARIGI PER L INAUGURAZIONE DI NOTRE DAMEGIORGIA MELONI DONALD TRUMP - IMMAGINE CREATA CON GROK

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)