“SIAMO STUFI DI CONTINUARE A MANDARE ARMI A UN ESERCITO COME QUELLO UCRAINO CHE NON RIESCE A TENERE LA LINEA DEL FRONTE” – LA MARCETTA SU ROMA DELLE AVANGUARDIE VANNACCIANE: EDOARDO ZIELLO (CHE HA IL TATUAGGIO “VAE VICTIS” SUL BRACCIO), ROSSANO SASSO (CHE SCIMMIOTTA TRUMP) EMANUELE POZZOLO, IL "PISTOLERO" USCITO DA FRATELLI D’ITALIA – IL CAPOGRUPPO DEL CARROCCIO, RICCARDO MOLINARI, LI DEFINISCE “TRASFORMISTI” - IL DEPUTATO FURGIUELE RESTA NELLA LEGA, MA A SALVINI CONTINUA A PREFERIRE MUSSOLINI: “IL MIO LEADER È MORTO IL 28 APRILE DEL ‘45”
Francesco Bei per “la Repubblica” - Estratti
Marziali, inamidati, impettiti. È la loro marcetta su Roma, il loro giorno, e quando mai li hanno visti tanti microfoni e telecamere pronti a raccogliere ogni loro sillaba? Solcano il Transatlantico schierati per tre, «siamo l'avanguardia del generale Vannacci e la vera destra», sono due ex leghisti — Edoardo Ziello e Rossano Sasso — e una vecchia conoscenza come lo "sparatore di Capodanno" Emanuele Pozzolo, uscito da Fratelli d'Italia. Non si lasciano mai, non si perdono di vista, guardati malissimo da tutti gli altri del centrodestra, con il capogruppo leghista Riccardo Molinari che dà loro dei «trasformisti».
EDOARDO ZIELLO ROSSANO SASSO EMANUELE POZZOLO
Li hanno già marchiati come i nuovi Razzi&Scilipoti, quelli che lasciarono Di Pietro per andare in soccorso al governo Berlusconi, ma la definizione non coglie nel segno perché i "vannacciani" escono dalla destra per rientrare un minuto dopo sempre nella destra, fossero scemi. «Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio ed attendibile per il centrodestra», spiega Edoardo Ziello per spiegare la contorsione di un sì alla fiducia e accompagnato da un no al decreto a favore dell'aiuto agli ucraini. I quali ucraini, aggiunge Ziello, non sanno nemmeno fare la guerra: «Siamo stufi di continuare a mandare armi a un esercito che non riesce a tenere la linea del fronte».
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EDOARDO ZIELLO - ROSSANO SASSO - EMANUELE POZZOLO - I VANNACCIANI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE
Si intuisce che con Domenico Furgiuele, il deputato "remigratore" che però ha scelto di restare nella Lega, i rapporti non sono più cordiali come un tempo. Eppure la pensano allo stesso modo su tutto, anche sulle radici. Per dire, quando a Furgiuele ieri qualcuno ha chiesto se il suo leader di riferimento fosse ancora Matteo Salvini, il nostro ha risposto: «Avevo solo un politico di riferimento, ma è morto il 28 aprile del 1945». Eja!
Sasso e Pozzolo hanno accumulato una discreta quantità di citazioni, vuoi per l'esperienza al governo di salvezza nazionale, vuoi — è il caso di Pozzolo — per la surreale vicenda della pistolina tascabile di capodanno. Sasso in particolare ha trovato il suo terreno d'elezione nella battaglia contro la fantomatica teoria gender, quella che vedrebbe la lobby Lgbt+ pronta a insegnare ai bambini della materna cosa succede nelle dark room.
La new entry di Futuro Nazionale è Edoardo Ziello, pisano, che per avere solo 33 anni è in realtà il più scafato del gruppetto e, dopotutto, è già alla seconda legislatura. L'esperienza toscana con il generale Vannacci è stata disastrosa — alle ultime regionali dall'essere primo partito, la Lega è finita al 4,4% — e forse per questo ha scelto di mollare gli ormeggi prima di essere scaricato. In ogni caso nel pisano si è dato molto da fare in questi anni contro immigrati, richiedenti asilo, rom, le classiche cose da leghista duro, che va in giro con un bel tatuaggio sul braccio sinistro: vae victis, il "guai ai vinti" pronunciato dal gallo Brenno. Questo atteggiamento muscolare gli ha attirato anche critiche, ma sempre a livello minimo, molto local. Per dire, sui social se la prendeva tempo fa con «l'ennesima cattiveria montana ad arte da parte di alcuni attivisti di sinistra, secondo cui alla Sagra del Mucco Pisano a Coltano non avrei mangiato insieme a tutti perché non mi volevo mescolare con la gente». Dalla sagra di Coltano a spiegare agli ucraini come si combatte: è il mondo al contrario, baby.
domenico furgiuele
domenico furgiuele
