mariastella gelmini matteo salvini

“FORZA ITALIA SI È DISCIOLTA NEL POPULISMO SALVINIANO. IL PARTITO CHE HO CONOSCIUTO NON AVREBBE AVUTO DUBBI NELLO SCEGLIERE FRA DRAGHI E LE PULSIONI SOVRANISTE DI SALVINI” - MARIA STELLA GELMINI NE HA PER TUTTI: “FORZA ITALIA SI E’ APPIATTITO SULLA LEGA. AVRANNO ANCHE IL CONSENSO DEI TASSISTI MA NON QUELLO DI CHI CREDE NELLE RIFORME” - LA STILETTATA ALLA RONZULLI: “ALCUNI DIRIGENTI AZZURRI MERITEREBBERO LA TESSERA AD HONOREM DEL CARROCCIO” - “IL CENTRODESTRA È ORMAI UN CARTELLO ELETTORALE POPULISTA E SOVRANISTA: SI UNISCONO PER VINCERE MA HANNO POSIZIONI DIVERSE SU TUTTO. AMMESSO CHE QUESTA DESTRA VINCA LE ELEZIONI, DIFFICILMENTE RIUSCIRÀ A GUIDARE IL PAESE”

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

gelmini ronzulli

Venticinque anni di fedeltà, l'ultimo in verità piuttosto contrastato è sfociato due mesi fa in un durissimo attacco al leader per il suo atteggiamento giudicato ambiguo sulla guerra in Ucraina. Si è rotto in pochi mesi il rapporto di Mariastella Gelmini con il Cavaliere e il suo partito. E non si è mai più ricostruito, anche se sul suo futuro la ministra uscente degli Affari regionali non si sbilancia su un suo futuro approdo: «Non ho preso alcuna decisione, non so cosa farò. Rifletto, ci penserò».

 

Perché sbattere la porta?

carfagna gelmini

«Quello che è successo ieri è gravissimo. La crisi si era aperta a causa delle convulsioni del M5S: non era facile riuscire a prendersi la responsabilità di portare il Paese al voto in mezzo a una crisi senza precedenti, con l'inflazione ai massimi da quaranta anni, e una guerra. La FI che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi, che ha fatto un ottimo lavoro, è un convinto europeista, e che certo non è di sinistra».

 

E perché non è successo?

mariastella gelmini

«Vuole la verità? Lega e FI il governo lo hanno sempre sopportato e non supportato.

E già dalla settimana scorsa la Lega ha cominciato a mettere paletti, fino ad arrivare a prefigurare la richiesta di sostituire un ministro come Lamorgese (che non è dei 5 Stelle!), senza che da FI si alzasse una sola voce critica.

 

La gestione di ieri è stata la rappresentazione dell'appiattimento acritico sulla Lega ed è stato il colpo definitivo di una storia ultra ventennale di battaglie liberali, riformiste ed europeiste. Avranno anche il consenso dei tassisti probabilmente, ma non quello di chi crede nelle riforme, nell'UE, nel liberalismo e nella concorrenza. Non potevo restare un minuto in più in un partito che non riconosco».

 

Lega e FI si fonderanno per contrastare la Meloni?

attilio fontana matteo salvini mariastella gelmini

«L'opprimente osmosi con la Lega era evidente da tempo. Mentre gli altri partiti di maggioranza riunivano i gruppi, le delegazioni di governo, i dirigenti, i vertici di FI parlavano solo con Salvini e con un ristretto cenacolo di dirigenti azzurri che meriterebbero la tessera ad honorem del Carroccio. I nostri parlamentari consultati solo a decisioni prese. E per quale risultato?

 

Le elezioni ci sarebbero comunque state al più tardi in primavera: non far niente per impedirle adesso, mentre da ogni dove arrivavano appelli ad anteporre gli interessi del Paese, ha significato mettere a rischio gli obiettivi del Pnrr, la legge di bilancio, il nuovo decreto Aiuti che era in gestazione... Un danno enorme per il Paese e un passo che indebolirà il fronte occidentale. Putin sarà soddisfatto».

matteo salvini mariastella gelmini

 

Però FI e Lega hanno proposto un nuovo governo senza i 5stelle.

«Sì, dopo che il premier ha ribadito che non ci sarebbe stato un altro governo da lui guidato... Potevano direttamente chiedere le urne. Sarebbe stato più onesto».

 

Però oggi FI e Lega, con FdI, sfideranno un «campo largo» di centrosinistra affondato da Conte: non era un'occasione da sfruttare?

MARIA STELLA GELMINI

«Il centrodestra non è più tale e non è neanche una destra-centro. È semplicemente un cartello elettorale populista e sovranista: si uniscono per vincere ma hanno posizioni diverse su tutto. Dai vaccini, alla politica estera. Lega, FI e FdI hanno sostenuto fino a ieri tesi diverse, pure sul Pnrr con la Meloni. Anche ammesso che questa destra, che è riuscita anche a "consegnare" Draghi alla sinistra, vinca le elezioni, difficilmente riuscirà a guidare il Paese verso la direzione giusta».

 

I suoi colleghi di governo come la pensano?

«Credo che siano come me basiti, ma non posso rispondere per loro. Certamente anche loro hanno sofferto la totale estromissione dalla gestione del partito. Siamo sempre stati per tutti questi mesi isolati al governo.

 

MARIASTELLA GELMINI

FI anziché rivendicare i risultati di un esecutivo che le tasse ha iniziato a tagliarle, che ha gestito bene la pandemia, che ha avviato un'enorme opera di differenziazione energetica, ha continuamente messo i bastoni fra le ruote in Parlamento. Il buono che è stato fatto sulle riforme rischia di andare al macero. Chi voleva subito uno scostamento di bilancio per aiutare famiglie e imprese, ha affossato il decreto Aiuti che il governo stava predisponendo. Adesso se ne riparla dopo le elezioni... prima i voti, poi le famiglie...».

 

Che resta del suo rapporto con Berlusconi?

«FI si è disciolta nel populismo salviniano. La FI che ho conosciuto non avrebbe avuto dubbi nello scegliere fra Draghi e le pulsioni sovraniste di Salvini, e non avrebbe permesso che il presidente Berlusconi, che ha fatto grandi cose per il Paese, e che ha pagato per questo un prezzo alto, si allineasse a questa destra. Ho provato a convincerlo, ma è evidente che ha fatto la sua scelta, e io ho fatto la mia. Continuo a nutrire per lui stima e affetto. Pensare però che questa storia politica venga dissipata dentro la nuova destra trumpista e lepenista, mi addolora molto. Ma non posso far finta di nulla».

 

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