napolitano renzi boschi

RE GIORGIO, SBAGLIANDO S’IMPERA - MARIO GIORDANO: “NAPOLITANO HA SOSTENUTO APERTAMENTE IL ‘SÌ’ E ORA SE NE STA ANCORA LÌ, DIETRO LE QUINTE, A TESSERE, TRAMARE, CONSIGLIARE, SUGGERIRE, SPONSORIZZARE, SENZA PAGARE DAZIO, NEMMENO QUESTA VOLTA, PER UNA SCONFITTA CHE È ANCHE E SOPRATTUTTO SUA”

NAPOLITANO RENZINAPOLITANO RENZI

Mario Giordano per “la Verità”

 

Chissà dov'è Giorgio Napolitano. Forse adesso sarà a casa sua, forse starà cercando di convincere la moglie Clio a riformare la pastasciutta istituzionale. «Bisogna eliminare la metà degli spaghetti e cambiare il titolo V del ragù»: ci sembra di sentirlo mentre tenta di mettere il naso anche tra i fornelli. E di fronte alle resistenze della donna, immaginiamo la minaccia: «Se non vari subito la riforma della pastasciutta, chiamo Monti, ti faccio un menù tecnico e avanti con la minestrina scondita».

 

Ma Clio sa bene come trattare Giorgio Napolitano. Lo lascia sfogare e non gli dà retta. «Mai seguire i suoi consigli», pensa ogni giorno, continuando a cucinare come diavolo le pare. È l’unica ricetta giusta. Peccato non gliel’abbia mai spiegata a Matteo Renzi. Se il premier ci ha messo la faccia, infatti, nel disastro del referendum, l’ex presidente della Repubblica ci ha messo la testa. E anche la voce. La riforma l’ha voluta lui, tanto che Renzi in un sussulto di sincerità, durante un comizio, l’aveva ribattezzata «riforma Napolitano».

RENZI NAPOLITANORENZI NAPOLITANO

 

Lui ha avviato Matteo sulla china pericolosa, lui l’ha spinto ad accelerare al massimo, lui l’ha guidato fino all’ultimo in ogni modo, tirandogli le orecchie quando intravvedeva gli errori («Troppa personalizzazione»), suggerendogli cambi di rotta («l’Italicum va cambiato»), cercando di salvaguardarlo («Campagna aberrante, Renzi si giudica alle politiche»).

 

Nelle ultime settimane, nonostante i 91 anni suonati, era apparso più arzillo che mai in tutti salotti Tv: saltava da un uno all’altro, da Bruno Vespa al Costanzo Show, rilasciava interviste, dichiarazioni, sussurri, parlava del suo passato e dei suoi amori, della sua giovinezza e della sua famiglia. Si metteva in mostra in ogni dove, insomma, pur di convincere gli italiani a votare Sì. E non s’è accorto, purtroppo per lui, che gli italiani avevano già cambiato canale. Povero Re Giorgio, è da una vita che fa carriera senza azzeccarne una. Il suo motto potrebbe essere «sbagliando s’impera».

 

renzi family e napolitanorenzi family e napolitano

All’università si iscrisse al Gruppi universitari fascisti, ma disse che quello era «un vivaio di energie antifasciste mascherate» (ma certo: e le Ss erano delle suore orsoline in incognito). Da leader del Pci si schierò con i carri armati sovietici che invadevano l’Ungheria dicendo che stavano contribuendo a creare la «pace nel mondo» (ma certo: e i gulag erano il Club Med dell’Urss).

 

Da presidente della Repubblica ha inventato il doppio incarico (per sé) e i tre governi non eletti (per il Paese) cercando di convincerci che il loden di Monti avrebbe salvato l’Italia (ma certo: e la Fornero è la santa protettrice dei pensionati). Ora, da senatore a vita, ha sostenuto fino all’ultimo uno dei più clamorosi autogol politici che la storia repubblicana ricordi, tanto che come ha detto Marco Travaglio, «Renzi dovrebbe chiedergli i danni».

renzi e napolitanorenzi e napolitano

 

Ci manca solo che Napolitano convinca Rosi Bindi a partecipare al concorso di Miss Universo e che sponsorizzi Luxuria per il prossimo Conclave e poi il suo palmarès di fallimenti sarebbe completo. No, lo dico anche per voi, cari lettori. Caso mai domattina vi doveste trovare fuori dalla porta Re Giorgio che, stanco di non essere ascoltato dalla moglie, cerca di dare consigli a chiunque gli capita a tiro, ecco, gentilmente declinate l’invito.

 

Fate finta di nulla e accompagnatelo al più vicino bar sport dove potrà al massimo consigliare di calare la briscola al momento sbagliato. Questa, arrivati qui, dovrebbe essere la sua esatta dimensione avendo (speriamo) esaurito quel che di male poteva fare ai premier che hanno seguito i suoi consigli (da Monti a Renzi) oltre che all’intero Paese costretto a subirselo come monarca quasi assoluto per 9 anni. In effetti: è stato il peggior capo dello Stato che abbiamo avuto.

 

mattarella napolitanomattarella napolitano

L’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sosteneva apertamente il Sì al referendum sulla Costituzione sembrava aver giurato sui bilanci delle banche e sugli starnuti di Bruxelles. Ora non sappiamo se Renzi accoglierà il suggerimento di Travaglio e davvero chiederà i danni a Napolitano. Però, ecco, almeno un biglietto di scuse il Gran Cazzaro se lo meriterebbe.

 

Lui ha colpe infinite e non saremo certo noi a negarle, per carità. Però, se non altro, si è giocato l’ambita cadegra. E pure il fondoschiena. Aveva i lucciconi agli occhi e il groppo in gola l’altra notte mentre salutava tutti. E Napolitano invece? Se ne sta ancora lì, dietro le quinte, a tessere, tramare, consigliare, suggerire, sponsorizzare, senza pagare dazio, nemmeno questa volta, per una sconfitta che è anche e soprattutto sua.

renzi e napolitano assistono all'elezione di mattarella  renzi e napolitano assistono all'elezione di mattarella

 

E poi se ne verrà fuori, ne siamo sicuri, con le sue nuove ricette, le soluzioni magiche, i consigli appropriati: una lettera su Repubblica , un’intervista al Corriere, un discorso istituzionale per dire a tutti che cosa bisogna fare. Non sarebbe ora di dirgli: «caro Giorgio, con tutto il rispetto, basta»? Non sarebbe ora di presentargli il conto? Se poi proprio vuole portare ancora qualcuno o qualcosa a schiantarsi, convinca sua moglie finalmente a farlo entrare in cucina per riformare come crede gli spaghetti. È l’ultimo posto dove, crediamo, può ancora mettere le mani in pasta.

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