maroni paturzo votino

CONTRATTO SU MISURA PER L’AMANTE IN EXPO, CHE PROVVEDE ANCHE A FISSARSI IL COMPENSO (5MILA EURO AL MESE). POI, SENTITA DAI PM, MARIA GRAZIA PATURZO AMMETTE CANDIDAMENTE A VERBALE CHE LA CIFRA GLIELA INDICÒ MARONI STESSO – I MAGISTRATI SENTONO ANCHE ISABELLA VOTINO, STORICA PORTAVOCE DEL GOVERNATÙR, E LEI NON SI TIENE: “LA PATURZO ERA STATA UNA MIA COLLABORATRICE E IO MI ERO TROVATA MALE CON LEI"

1. “CONTRATTO SU MISURA PER L’ASSISTENTE DI MARONI”

Emilio Randacio per “la Repubblica

 

ACCORDO EXPO GIUSEPPE SALA ENRICO LETTA ROBERTO MARONI GIULIANO PISAPIAACCORDO EXPO GIUSEPPE SALA ENRICO LETTA ROBERTO MARONI GIULIANO PISAPIA

Un contratto di collaborazione tagliato su misura. Talmente anomalo, che la stessa persona che ne beneficiava, avrebbe quantificato il compenso. È di questo che si è convinto il pm di Milano Eugenio Fusco, nell’inchiesta che vede il governatore Roberto Maroni indagato per «induzione indebita» e «turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente».

 

Gli assi in mano alla procura e agli investigatori del Noe, in parte vengono calati il 16 luglio dello scorso anno, quando a verbale viene ascoltata Maria Grazia Paturzo. Una delle due «beneficiate», stando all’accusa, dell’assunzione privilegiata.

 

Roberto Maroni Giancarlo GiorgettiRoberto Maroni Giancarlo Giorgetti

«Come nasce per lei l’opportunità di lavoro con Expo 2015?», chiede alla teste il pm: «A fine estate in un incontro con il presidente Maroni mi era stato detto da lui di un’esigenza — sua — di avere una figura di raccordo con la Regione». I magistrati sono perplessi, e mostrano alla Paturzo la mail del 26 settembre 2013, inviata ad Andrea Gibelli (un altro esponente leghista indagato nell’inchiesta, all’epoca segretario generale della Regione). E le chiedono: «Chi le ha detto di inserire la cifra di 65 mila euro nella mail inviata a Gibelli?».

 

La teste «non ricorda». Da quanto risulta dalle indagini, la retribuzione è stata stabilita «dalla stessa Paturzo», che l’ha indicata a un altro funzionario Expo. E a quel punto l’accusa affonda il colpo. «Con chi ha stabilito la cifra di 65 mila euro indicata nella mail a Gibelli e perchè la concorda con lui che è segretario in Regione, circa due mesi prima del colloquio in Expo?».

MARIA GRAZIA PATURZOMARIA GRAZIA PATURZO

 

A questo punto, Paturzo spiega come «già a luglio 2013, con Maroni si è parlato di un mio ruolo in Expo e in quelle occasioni, il presidente mi indicò una cifra approssimativa intorno ai 60/65 mila euro. Non so dirle per quale ragione il presidente mi disse questa cifra penso che la ritenesse adeguata al ruolo che andavo a ricoprire».

 

Un’assunzione, quella della Paturzo - definita dai pm «legata affettivamente» al governatore lombardo -, che ha mandato su tutte le furie la responsabile della comunicazione del governatore. La considerava «un errore», Isabella Votino, ascoltata il 14 luglio scorso dai pm. «Perchè lui (Maroni, ndr), sapeva che la Paturzo era stata una mia collaboratrice e io mi ero trovata male con lei».

 

Insiste nel suo ragionamento la Votino. «Una scorrettezza nei miei confronti e le spiego perché. Gli dissi più o meno così: “Io ti ho avvisato e ti ho detto quello che penso, non capisco le ragioni per cui ti vuoi servire di lei”. Io potevo solo supporre, all’epoca, che ci fosse tra loro una relazione che peraltro Maroni mi ha sempre negato fino all’ultimo».

 

 

Roberto Maroni e Isabella Votino Roberto Maroni e Isabella Votino

2. I CURRICULUM INVENTATI E GLI SMS A MG: COSI’ BOBO CADE NELLA SINDROME PIRELLONE

Piero Colaprico per “la Repubblica

 

Ieri pomeriggio Roberto Maroni è andato in Consiglio Regionale per commemorare i cent’anni del genocidio armeno. E, a margine, dice a Repubblica: “Sì, sono sotto inchiesta, ma non c’è reato. Il viaggio in Giappone della mia collaboratrice non c’è nemmeno stato, quel pubblico ministero voleva indagarmi per una tangente da 10 milioni, e siccome non c’era niente, ora mi accusa di questo, che finirà in niente”.

 

Sabrina Florio e Isabella Votino Sabrina Florio e Isabella Votino

Però c’è un però. Come successe all’ex presidente Roberto Formigoni, che aveva “dimenticato” le ricevute dei suoi viaggi a scrocco sugli yacht dei molto favoriti (da lui) faccendieri della sanità lombarda (Daccò e Simone), così oggi Roberto Maroni sembra dimenticare che i “maneggi” e le raccomandazioni, specie se fatti a telefono, lasciano tracce. E le intercettazioni depositate nel fascicolo del procuratore aggiunto Eugenio Fusco, rivelano se non un metodo, forse una sindrome P, come Pirellone, come potere.

 

Lavorare in Lombardia. Maria Grazia Paturzo e Mara Carluccio hanno collaborato in passato con Roberto Maroni. E lui vuole riaverle accanto, ma per fare che cosa esattamente? «Io — dice Mara al commercialista — non posso fare il contratto con la Regione, l’approvo con una società che si chiama Eupolis, che è una società di ricerca Formazione, che è della Regione Lombardia». E l’altra giovane, Maria Grazia, spiega alla sorella Veronica: «Sto producendo sta relazione da inviare alla società (ridendo) Non ho fatto un cazzo, io non so che ci devo mettere dentro, incredibile (...) e la devono firmare e basta».

 

Isabella Votino Isabella Votino

Maria Grazia ha un contratto di consulenza per 5mila 417 euro mensili, e adesso, a scandalo scoppiato, è assistente di un assessore. Mara incassava 29.500 euro l’anno, come suggerito dal commercialista. Qualunque sia il contratto e il datore di lavoro, loro si occuperanno, parole di Maria Grazia, degli «eventi internazionali legati al presidente come “figure di supporto legate al presidente”».

 

Gli sms di Maria Grazia. Quando Maroni ha letto che secondo il pm lui ha “una relazione sentimentale” con una delle due raccomandate, Maria Grazia, ci ha scherzato sopra. Non daremo conto delle decine di sms a qualsiasi ora, ma sul tipo di rapporto altre telefonate sono abbastanza esplicite, come annotano i carabinieri del Noe: «Maria Grazia informa la madre che Bobo (Maroni) le ha scritto un sms (...) e lei è contenta in quanto pensava che non la volesse più considerare dopo che gli aveva rivelato di avere un convivente».

ISABELLA VOTINO E ROBERTO MARONI jpegISABELLA VOTINO E ROBERTO MARONI jpeg

 

 E tra i vari sms, va annotato uno del 31 dicembre 2013, quando Maroni risponde agli auguri di Maria Grazia così «Voglio fare il MGT (Maria Grazia Tour), questo sì». Se lei sembra contenta delle attenzioni, si intravede anche la sua disperazione: «Maria Grazia riferisce alla madre di essere stanca del fatto di essere legata a una persona per poter lavorare».

 

Uffici a disposizione. Qualunque sia la vicenda umana, quello che il presidente della Regione Maroni sembra faticare a comprendere dal trentunesimo piano del Palazzo della Regione, dove ama ammirare il panorama della Milano ai suoi piedi, è che, reati a parte, le sue richieste hanno pesato sugli uffici pubblici e para-pubblici. Basta seguire le fatiche condivise tra Cristian Malangone, direttore generale di Expo, e Giacomo Ciriello, fedelissimo di Maroni, presi in contropiede da Giuseppe Sala, numero uno di Expo, che non ne vuol sapere: “Cioè tu non puoi pagare il biglietto” per la Paturzo, gli ha detto.

ROBERTO MARONI ISABELLA VOTINOROBERTO MARONI ISABELLA VOTINO

 

Allora Ciriello si sbatte con il formigoniano Marco Carabelli, che chiama avendo accanto Andrea Gibelli, l’attuale presidente delle Ferrovie Nord. Vogliono risolvere (parole loro) «il presunto caso Paturzo». Brigano («Tempestali di telefonate per i biglietti aerei») e provano a reperire denaro dal «pacchetto World Expo Tour».

 

Tanto che spetta al direttore delle comunicazioni Expo, Roberto Arditti, esprimere inconsapevolmente una sintesi dello stato delle cose sotto il cielo di Lombardia: «Quello che noi consideriamo diciamo così normale nel pianeta politico istituzione per Beppe (Sala) è più difficile da maneggiare, nel senso che lui ci guarda tutti come degli alieni».

maroni-votinomaroni-votino

 

Di tutto questo spicciare faccende Maroni che sa? «Ho io la tua carta d’imbarco, siamo seduti vicino!!! », scrive con tre punti esclamativi a Maria Grazia. La quale risponde: «Muchas gracias, chico». Appare come una viaggiatrice: «Ciao Pres mi hanno appena comunicato che la Turchia non aderisce più a Expo. Perché non trasformiamo la tappa turca in irlandese a marzo?». Maroni dice che non c’è reato, eppure quelli che sono stati spesi per i contratti «sono soldi pubblici», lo sa anche Mara, e lo dice a suo padre, molto preoccupato, come ogni genitore, per la disoccupazione dei figli.

 

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