“PRIMA C’ERA UN EQUILIBRIO DI POTENZE, ORA SOLO IL DIRITTO DEL PIÙ FORTE” – MASSIMO CACCIARI: “LA RUSSIA INVADE L’UCRAINA IN BASE A UN CONCETTO DI DIFESA PREVENTIVA, PERCHÉ NON VUOLE I MISSILI A 200 KM DA MOSCA. È UN’IDEA. SE SONO CERTO CHE MI STAI AMMAZZANDO PERCHÉ DOVREI ASPETTARE CHE MI SPARI? MA È BARBARO E BESTIALE CHE QUESTE IDEE VENGANO SOLLEVATE SOLO PRO DOMO PROPRIA, HANNO PERDUTO OGNI UNIVERSALITÀ. SECONDO GIORGIA MELONI IL PRINCIPIO VALE PER TRUMP MA NON PER PUTIN - C’È UNA DIFFERENZA CON GLI INTERVENTI AMERICANI IN MEDIO ORIENTE O NEL GOLFO. LÌ C’ERA UN’IDEOLOGIA, QUELLA DELLA NUOVA DESTRA. QUI PER IL VENEZUELA È LA RIPROPOSIZIONE DELLA DOTTRINA MONROE: IL CONTINENTE AMERICANO È ROBA NOSTRA. IN QUESTO SCENARIO L’EUROPA NON ESISTE E MI AUGURO CHE NON ESISTA. OGNI VOLTA CHE INTERVIENE FA PEGGIO, RENDE PIÙ DIFFICILE LA SOLUZIONE DEI CONFLITTI”
Estratto dell’articolo di Alessandro Mantovani per il “Fatto quotidiano”
massimo cacciari a otto e mezzo 5
“Una volta si cercava trattativa, la mediazione, ora non più. Ogni barlume di quello che si diceva diritto internazionale è venuto meno, le istituzioni che dovevano che dovevano proteggerlo sono crollate. Ci sono gli Stati, gli imperi e ognuno fa da sé”, dice Massimo Cacciari
I leader europei balbettano, a parte Sanchez nemmeno mezza critica sulla presa di Caracas. Intanto da 4 anni armano l’Ucraina contro l’invasione russa.
Mi pare che Meloni abbia detto che Trump ha fatto bene.
Ha detto “legittimo intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi” che verrebbero dal “narcotraffico”.
Vige il principio della difesa preventiva. […] la Russia invade l’Ucraina in base a un concetto di difesa preventiva, perché non vuole i missili a 200 km da Mosca. È un’idea. Se sono certo che mi stai ammazzando perché dovrei aspettare che mi spari? Ma è barbaro e bestiale che queste idee vengano sollevate solo pro domo propria, hanno perduto ogni universalità. […] Secondo Meloni il principio vale per Trump ma non per Putin. Prima c’era un equilibrio di potenze, ora solo il diritto del più forte. […]
xi jinping donald trump vladimir putin
Però dopo la Seconda Guerra Mondiale è sorta un’architettura di diritto internazionale che ora sembra crollare. O no?
[…] dopo i disastri della prima metà del Novecento ci siamo tutti imbarcati in un’illusione da cui ci stiamo dolorosamente svegliando. L’idea che i ceti dirigenti occidentali stessero muovendo verso un diritto internazionale valido, valevole, efficiente. […]
In questo secolo gli Usa hanno preteso di portare la democrazia in Iraq e in Afghanistan, con i risultati che abbiamo visto. Oggi Trump annuncia che gli Usa guideranno “temporaneamente” il Venezuela” e ne “gestiranno le infrastrutture petrolifere”. Cosa c’è da aspettarsi?
insediamento george w. bush 2001
C’è una differenza con gli interventi nel Medio Oriente o nel Golfo. Lì c’era un’ideologia, quella della nuova destra: dopo la caduta del Muro siamo noi l’unico impero, abbiamo il diritto e anche il dovere di governare il mondo. […] Qui per il Venezuela è diverso, è la riproposizione della dottrina americana che risale a Monroe, all’Ottocento: il continente americano è roba nostra. Gli è scappata, finora, Cuba. Ma è la dottrina Monroe, lo spazio vitale, il Lebensraum americano. Trump l’ha detto in modo un po’ strampalato, riferendosi anche al Canada, si sono messi tutti a ridere ma non c’è niente da ridere.
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Oggi c’è chi vede un nuovo equilibrio: Trump prende il Venezuela, offre garanzie alla Russia in Ucraina, la Cina potrà prendere Taiwan.
Nel disegno trumpiano probabilmente è così. Ma sull’America Latina non si discute, la questione Venezuela è questa. Abbiamo avuto Panama, il Cile. Bisognerà vedere quali margini si aprono per l’Ucraina e Taiwan, che però sono cose diverse. L’Ucraina riguarda l’Europa, a cui Trump ha detto: se volete fare la guerra per l’Ucraina, fatela pure e vediamo come va a finire.
In questo scenario l’Europa non esiste.
Mi auguro che non esista. Ogni volta che interviene fa peggio, rende più difficile la soluzione dei conflitti. Così in Medio Oriente, con le primavere arabe e adesso in Ucraina: falliti i tentativi della Merkel e di Hollande a Minsk, è augurabile che l’Europa si tolga di mezzo.


