prevost leone xiv papa

"LEONE XIV È IL PRIMO PAPA AD AVERE COMUNICATO DI NON STAR BENE RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE AL MONDO" - MASSIMO FRANCO IN LODE DEL PONTEFICE E DEL MODO CHIARO IN CUI HA ANNUNCIATO LA SUA MALATTIA (NODULO AL POLMONE) DURANTE L'ANGELUS: "NE HA PARLATO CON NATURALEZZA. TRANQUILLO, TRASPARENTE. SENZA LA MEDIAZIONE DI UN COMUNICATO DELLA SALA STAMPA VATICANA. NON HA SORPRESO TUTTI, COME AVVENIVA IN PASSATO, QUANDO DI COLPO SI AVEVA NOTIZIA DI UN RICOVERO PAPALE GIÀ AVVENUTO. DIETRO DI LUI SI INDOVINA LA VOLONTÀ DI INAUGURARE UNA PEDAGOGIA DELLA TRASPARENZA CHE CONTRASTI UN’OPACITÀ CONDANNATA A MOSTRARE UN PAPATO SULLA DIFENSIVA: COMPIACIUTO DELLA LOGICA DELLA SEGRETEZZA MA DESTINATO AD ALIMENTARE ANCHE LE VOCI PIÙ MALEVOLE..."

 

Estratto dell'articolo di Massimo Franco per il "Corriere della Sera"

 

papa leone xiv 4

Ha parlato della propria malattia con una tale naturalezza da farla apparire una semplice appendice della vita. Non voleva creare allarme, né paura, ma solo condividere una umanissima fragilità fisica. Eppure Leone XIV è il primo Papa ad avere comunicato di non star bene rivolgendosi direttamente al mondo. Nella «sua» piazza San Pietro, dicendo al microfono: «Nodulo al polmone». «Su consiglio dei medici». «Ho deciso di farmi operare».

 

papa leone xiv 3

Tranquillo, asciutto e trasparente. Senza la mediazione di un anodino comunicato della sala stampa vaticana. Né sorprendendo tutti come avveniva in passato, quando di colpo si aveva notizia di un ricovero papale già avvenuto, senza entrare troppo nei particolari.

 

La salute di un Pontefice è sempre stata al cuore di quella «cultura del segreto» protetta maniacalmente per secoli; e fonte sia del fascino che avvolge la Città del Vaticano, sia di tanti misteri e perfino trame criminose che a intermittenza ne hanno scheggiato l’immagine.

 

papa leone xiv 2

Che sia un Papa statunitense a infrangere anche questo tabù in nome della trasparenza non può non far riflettere: non solo sulla sua nazionalità, che è stata una novità epocale e spiazzante del Conclave di maggio 2025. Dice anche molto dello stile e ancora di più della personalità di Robert Prevost. Dietro di lui si indovina una Chiesa spinta più che decisa a compiere un passo avanti rispetto alle prassi del passato anche quando è in gioco la salute di un Pontefice.

 

papa leone xiv e sergio mattarella 1

Si indovina la volontà di inaugurare una pedagogia della trasparenza che contrasti un’opacità condannata a mostrare un papato sulla difensiva: compiaciuto della logica della segretezza ma destinato ad alimentare anche le voci più malevole. Si tratta di un approccio che negli ultimi tempi ha finito per destabilizzare in alcuni passaggi lo stesso governo vaticano.

 

Nei secoli, la malattia poteva essere usata per puntellare i pontefici e magari stanare i nemici interni; oppure per delegittimare un papato e ipotizzare dimissioni. Insomma, era uno strumento potenziale di conflitto e di divisione. L’approccio di Leone XIV spezza sul nascere questa spirale.

 

papa leone xiv 1

[...] Di Giovanni Paolo I, l’ultimo papa italiano, morto nel 1978 dopo appena trentatré giorni, ci si chiede ancora se il suo pontificato sia stato interrotto in modo naturale, o sia stato la conseguenza di un mortale complotto ordito contro di lui. Di Giovanni Paolo II si seppe che aveva il morbo di Parkinson solo anni dopo la manifestazione della malattia: anche se nella tormentata coda del suo papato non nascose, ma anzi offrì al mondo in modo commovente l’immagine della sua fragilità.

 

GIOVANNI XXIII NEL 1962

Quanto a Francesco, a volte compiva delle specie di blitz per il ricovero al Policlinico Gemelli di cui si aveva notizia a cose fatte; con qualche ambiguità di linguaggio sulle sue condizioni, e con sussurri su complotti vaticani in incubazione. Intorno a Leone XIV non si percepisce questa atmosfera.

 

E non solo perché è relativamente giovane; gioca a tennis ogni martedì nella tenuta papale di Castel Gandolfo, a nord di Roma; e ha sempre fatto ginnastica. La sua elezione ha aperto un’altra stagione, tuttora in buona parte da scrivere; ma già segnata dalla volontà di archiviare la segretezza sulle cose inutili, e di stroncare le lotte interne in nome di una concordia ancora da costruire.

 

Qualcuno nelle ultime ore si è chiesto se sia un fumatore, pensando alla malattia di cui ha parlato. Ma gli archivi vaticani consegnano una sfilza di Pontefici che fumavano sigari e sigarette almeno da un paio di secoli. Fumavano Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI. Solo che si sapeva dopo la loro scomparsa. Un Papa doveva apparire «perfetto». Pio XII non voleva neanche che lo si vedesse mentre mangiava.

papa pio xii - eugenio pacelli

 

E dunque aveva come compagnia solo un paio di suore e alcuni cardellini che gli svolazzavano intorno. E si conobbe solo molto dopo che soffriva per un doloroso morbo allo stomaco. Bisogna aggiungere che nel 2018 ci fu la svolta salutista di Francesco: Jorge Mario Bergoglio vietò la vendita di sigarette in Vaticano. [...]

 

È un gesto che, per i modi e le parole, appare agli antipodi di quel populismo così diffuso anche in alcuni ambienti della Chiesa. Per questo si coglie qualcosa di nuovo non solo in termini di lessico e di stile, ma di cultura. Essere americano forse lo rende più diretto, senza per questo scadere in facili concessioni alla popolarità.

 

Per Prevost, l’operazione alla quale si sottoporrà nei prossimi giorni al Policlinico Agostino Gemelli appare solo un passaggio: qualcosa che non gli ha fatto annullare i viaggi di fine mese e inizio novembre in America Latina; come nei giorni scorsi non gli ha impedito di ricevere i vertici della Conferenza episcopale statunitense, guidati dal presidente, l’arcivescovo Paul Coackley.

 

papa leone xiv a castel gandolfo foto lapresse 2

È la conferma di un papato che ha in mente una strategia chiara, e cerca di adattarla ai problemi che di volta in volta gli si presentano. Si tratta di un percorso che non mostra paura anche nei confronti di una malattia. [...]

massimo franco e andrea ronchi foto mezzelani gmt22

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...