"LEONE XIV È IL PRIMO PAPA AD AVERE COMUNICATO DI NON STAR BENE RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE AL MONDO" - MASSIMO FRANCO IN LODE DEL PONTEFICE E DEL MODO CHIARO IN CUI HA ANNUNCIATO LA SUA MALATTIA (NODULO AL POLMONE) DURANTE L'ANGELUS: "NE HA PARLATO CON NATURALEZZA. TRANQUILLO, TRASPARENTE. SENZA LA MEDIAZIONE DI UN COMUNICATO DELLA SALA STAMPA VATICANA. NON HA SORPRESO TUTTI, COME AVVENIVA IN PASSATO, QUANDO DI COLPO SI AVEVA NOTIZIA DI UN RICOVERO PAPALE GIÀ AVVENUTO. DIETRO DI LUI SI INDOVINA LA VOLONTÀ DI INAUGURARE UNA PEDAGOGIA DELLA TRASPARENZA CHE CONTRASTI UN’OPACITÀ CONDANNATA A MOSTRARE UN PAPATO SULLA DIFENSIVA: COMPIACIUTO DELLA LOGICA DELLA SEGRETEZZA MA DESTINATO AD ALIMENTARE ANCHE LE VOCI PIÙ MALEVOLE..."
? Papa Leone XIV annuncia che si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. Al termine dell'Angelus, il Santo Padre ha condiviso con i fedeli una notizia riguardante la propria salute: durante alcuni controlli medici è stato individuato un nodulo circoscritto a un polmone, diagnosticato in una fase molto iniziale. «I medici ritengono opportuno intervenire. Ho deciso di operarmi per toglierlo, seguendo i loro consigli», ha spiegato il Pontefice, precisando che l'intervento è già programmato nei prossimi giorni. Il Papa ha concluso affidandosi alle preghiere dei fedeli: «Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera». ? Uniamoci nella preghiera per Papa Leone XIV, affinché il Signore lo accompagni durante l'intervento e nel percorso di recupero.
— EWTN Italia ?? (@EwtnItalia) October 11, 2026
Estratto dell'articolo di Massimo Franco per il "Corriere della Sera"
Ha parlato della propria malattia con una tale naturalezza da farla apparire una semplice appendice della vita. Non voleva creare allarme, né paura, ma solo condividere una umanissima fragilità fisica. Eppure Leone XIV è il primo Papa ad avere comunicato di non star bene rivolgendosi direttamente al mondo. Nella «sua» piazza San Pietro, dicendo al microfono: «Nodulo al polmone». «Su consiglio dei medici». «Ho deciso di farmi operare».
Tranquillo, asciutto e trasparente. Senza la mediazione di un anodino comunicato della sala stampa vaticana. Né sorprendendo tutti come avveniva in passato, quando di colpo si aveva notizia di un ricovero papale già avvenuto, senza entrare troppo nei particolari.
La salute di un Pontefice è sempre stata al cuore di quella «cultura del segreto» protetta maniacalmente per secoli; e fonte sia del fascino che avvolge la Città del Vaticano, sia di tanti misteri e perfino trame criminose che a intermittenza ne hanno scheggiato l’immagine.
Che sia un Papa statunitense a infrangere anche questo tabù in nome della trasparenza non può non far riflettere: non solo sulla sua nazionalità, che è stata una novità epocale e spiazzante del Conclave di maggio 2025. Dice anche molto dello stile e ancora di più della personalità di Robert Prevost. Dietro di lui si indovina una Chiesa spinta più che decisa a compiere un passo avanti rispetto alle prassi del passato anche quando è in gioco la salute di un Pontefice.
papa leone xiv e sergio mattarella 1
Si indovina la volontà di inaugurare una pedagogia della trasparenza che contrasti un’opacità condannata a mostrare un papato sulla difensiva: compiaciuto della logica della segretezza ma destinato ad alimentare anche le voci più malevole. Si tratta di un approccio che negli ultimi tempi ha finito per destabilizzare in alcuni passaggi lo stesso governo vaticano.
Nei secoli, la malattia poteva essere usata per puntellare i pontefici e magari stanare i nemici interni; oppure per delegittimare un papato e ipotizzare dimissioni. Insomma, era uno strumento potenziale di conflitto e di divisione. L’approccio di Leone XIV spezza sul nascere questa spirale.
[...] Di Giovanni Paolo I, l’ultimo papa italiano, morto nel 1978 dopo appena trentatré giorni, ci si chiede ancora se il suo pontificato sia stato interrotto in modo naturale, o sia stato la conseguenza di un mortale complotto ordito contro di lui. Di Giovanni Paolo II si seppe che aveva il morbo di Parkinson solo anni dopo la manifestazione della malattia: anche se nella tormentata coda del suo papato non nascose, ma anzi offrì al mondo in modo commovente l’immagine della sua fragilità.
Quanto a Francesco, a volte compiva delle specie di blitz per il ricovero al Policlinico Gemelli di cui si aveva notizia a cose fatte; con qualche ambiguità di linguaggio sulle sue condizioni, e con sussurri su complotti vaticani in incubazione. Intorno a Leone XIV non si percepisce questa atmosfera.
E non solo perché è relativamente giovane; gioca a tennis ogni martedì nella tenuta papale di Castel Gandolfo, a nord di Roma; e ha sempre fatto ginnastica. La sua elezione ha aperto un’altra stagione, tuttora in buona parte da scrivere; ma già segnata dalla volontà di archiviare la segretezza sulle cose inutili, e di stroncare le lotte interne in nome di una concordia ancora da costruire.
Qualcuno nelle ultime ore si è chiesto se sia un fumatore, pensando alla malattia di cui ha parlato. Ma gli archivi vaticani consegnano una sfilza di Pontefici che fumavano sigari e sigarette almeno da un paio di secoli. Fumavano Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI. Solo che si sapeva dopo la loro scomparsa. Un Papa doveva apparire «perfetto». Pio XII non voleva neanche che lo si vedesse mentre mangiava.
papa pio xii - eugenio pacelli
E dunque aveva come compagnia solo un paio di suore e alcuni cardellini che gli svolazzavano intorno. E si conobbe solo molto dopo che soffriva per un doloroso morbo allo stomaco. Bisogna aggiungere che nel 2018 ci fu la svolta salutista di Francesco: Jorge Mario Bergoglio vietò la vendita di sigarette in Vaticano. [...]
È un gesto che, per i modi e le parole, appare agli antipodi di quel populismo così diffuso anche in alcuni ambienti della Chiesa. Per questo si coglie qualcosa di nuovo non solo in termini di lessico e di stile, ma di cultura. Essere americano forse lo rende più diretto, senza per questo scadere in facili concessioni alla popolarità.
Per Prevost, l’operazione alla quale si sottoporrà nei prossimi giorni al Policlinico Agostino Gemelli appare solo un passaggio: qualcosa che non gli ha fatto annullare i viaggi di fine mese e inizio novembre in America Latina; come nei giorni scorsi non gli ha impedito di ricevere i vertici della Conferenza episcopale statunitense, guidati dal presidente, l’arcivescovo Paul Coackley.
papa leone xiv a castel gandolfo foto lapresse 2
È la conferma di un papato che ha in mente una strategia chiara, e cerca di adattarla ai problemi che di volta in volta gli si presentano. Si tratta di un percorso che non mostra paura anche nei confronti di una malattia. [...]





