massimo dalema d alema matteo renzi

GRAZIE NO. MATTEUCCIO SFANCULA PISAPIA E LA SUA IDEA DI UN PD CON LO SGUARDO A SINISTRA: “NON FARO’ ALLEANZE CON I TRADITORI” BERSANI E D’ALEMA – QUASI S’E’ GIA’ STUFATO DEL PD. VUOLE FARE UNA CAMPAGNA ALLA MACRON, CHE NON HA UN PARTITO ALLE SPALLE (MA IL NOSTRO SISTEMA ELETTORALE NON E' PRESIDENZIALE)

 

matteo renzi giuliano pisapia a milano pranzo con la modamatteo renzi giuliano pisapia a milano pranzo con la moda

Tommaso Ciriaco per la Repubblica

 

Si sono sentiti non troppi giorni fa, perché il filo non si è mai spezzato. «Stimo Giuliano - ripete infatti ai suoi Matteo Renzi - l' avrei voluto con noi». E però, il leader non si avventura oltre il condizionale. Anzi, inizia a pensare che nulla di buono potrà sbocciare: «A volte lo ascolto - ha dettato la linea in privato, dopo aver letto l' intervista a Repubblica - e mi sembra di sentire alcuni argomenti di D' Alema...». Una provocazione mirata contro gli scissionisti, certo, ma che contiene la stella polare che orienterà ogni mossa dopo il 30 aprile: «Ma vi pare che posso coalizzarmi con chi ha tradito non me, ma il Pd?».

 

Il candidato alla guida del Nazareno ha altri progetti, per la battaglia destinata ad aprirsi nelle prossime settimane: stringere i tempi sulla legge elettorale, mostrare plasticamente che nessun accordo parlamentare è praticabile, provare a ottenere nuove elezioni entro ottobre. Sì, perché il pallino resta quello: urne prima che sia troppo tardi. «C' è uno spazio "alla Macron" - è il nuovo input renziano - proviamo a sfruttarlo in tempo».

 

DALEMA - OCCHETTO - BERSANI - LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRADALEMA - OCCHETTO - BERSANI - LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA

Il risiko del centrosinistra è occupazione di spazi e guerra di posizione. Al partito lo sanno bene. E da quando Maurizio Martina, Lorenzo Guerini e Matteo Orfini hanno capito che l' operazione "nuovo Ulivo" di Pisapia rischia di trasformarsi in un' opa ostile sul Pd - almeno così sperano i dalemian- bersaniani - lavorano senza sosta per stroncarla. Il baricentro è e deve restare il Pd, altro che progetti di sinistra ospitali verso gli scissionisti dem: «Si sono prodotte divisioni - ha ricordato ieri proprio Martina - In questo, purtroppo, la prospettiva della coalizione oggi è oggettivamente più fragile».

 

Di coalizione, insomma, Renzi non vuole neanche sentirne parlare. «Dovrei favorire un patto di centrodestra e contemporaneamente far contenti D' Alema e Bersani?». Non se ne parla, appunto. Però sempre alla legge elettorale si torna. Il richiamo del Colle sull' urgenza del provvedimento - che sembra stoppare ancora una volta eventuali fughe in avanti elettorali, senza aver uniformato prima i sistemi - non basta a frenare le intenzioni del leader. «Chi più di me si sta impegnando per cambiare la legge?».

RENZI BERLUSCONIRENZI BERLUSCONI

 

Fosse per lui, verificherebbe subito se davvero è possibile approvare la proposta dem, con il ritorno ai collegi uninominali e la conferma del premio alla lista. La verità, in fondo, la consegna il capogruppo Ettore Rosato a tutti quelli che bussano alla sua porta: «Un accordo è molto, molto difficile. Senza Berlusconi, è ancora più improbabile». E il Cavaliere, almeno in questa fase, non sembra in vena di intese.

MACRON E LA MOGLIEMACRON E LA MOGLIE

 

La distanza con la galassia alla sinistra del Pd, insomma, è destinata a diventare un canyon. Che è poi evidente quando nel pomeriggio Renzi chiude pubblicamente la porta in faccia a Pisapia: «Stiamo per scegliere in modo democratico il segretario - ha messo agli atti, a futura memoria - che sarà anche il candidato a Palazzo Chigi alle prossime elezioni ». Lo sguardo è già rivolto alla prossima campagna elettorale.

 

bersani grillo by chamuyo bersani grillo by chamuyo

Come detto, l' obiettivo è impostarla "alla francese": poco Pd e toni da partito della nazione capace di attrarre anche il voto di centrodestra. Senza dimenticare un ultimo tassello, destinato presto a calamitare lo scontro intestino. L' ex premier sa bene che da sinistra si scatenerà presto la guerriglia contro i dem, al grido dell'"inciucio con Berlusconi". La batteria renziana è già pronta a replicare, prendendo in prestito quanto sostiene da un po' di tempo il leader: «I miei nemici di sinistra sono pronti ad allearsi dopo le elezioni con Grillo. Tutto, pur di archiviarmi».

 

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