mattarella salvini di maio

LA MELINA DEI DUE RAGAZZOTTI STA PER FINIRE. ALTRE 48 ORE E MATTARELLA DECIDE CHI SPEDIRE A PALAZZO CHIGI – IL COLLE MINACCIA DI DARE IL PREINCARICO A SALVINI, PER MANDARLO A SBATTERE – PER EVITARLO, IL LEGHISTA PRONTO A DARE VIA LIBERA ALLA CASELLATI, LA PASDARAN DI SILVIO INQUILINA DI PALAZZO MADAMA

 

Alberto Gentili per Il Messaggero

 

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

Bocche cucite sul Colle. Il conto alla rovescia di Sergio Mattarella è ormai agli sgoccioli e i suoi collaboratori garantiscono che il capo dello Stato non ha preso ancora alcuna decisione. Lo farà entro domani sera. Mercoledì al massimo. Non è dei migliori l' umore del capo dello Stato, che oggi sarà a Forlì per ricordare Roberto Ruffilli, l' esponente dc ucciso dalle Br che lavorava per unire forze diverse e superare i veti. A 40 giorni dalle elezioni, il Presidente non si aspettava uno stallo così...paludoso. Perfino irritante.

 

MATTARELLA E LUIGI DI MAIO

Con Luigi Di Maio che continua a chiedere a Matteo Salvini di sbriciolare il centrodestra e di scaricare Silvio Berlusconi. Con Salvini che non ha alcun intenzione di andare a fare il secondo al leader grillino. E con Silvio Berlusconi che lavora a un governo autorevole, strizzando l' occhio al Pd. Esattamente come Di Maio che, in questa giostra impazzita, vede in un accordo con il partito di Matteo Renzi l' unica via d' uscita. Ma ha un problema non piccolo: se mai grillini e piddini dovessero mettersi d' accordo, il premier non sarebbe certo l' onorevole di Pomigliano. Ma piuttosto Roberto Fico, il presidente della Camera.

MATTARELLA E SALVINI

 

A sconcertare ancora di più il capo dello Stato è osservare che i partiti premiati dagli elettori il 4 marzo sembrano essersi arresi. Centrodestra e 5Stelle appaiono rassegnati alla paralisi, si cullano nelle ripicche e nei veti reciproci. Incapaci perfino di scambiarsi un saluto (Di Maio e Salvini) pur trascorrendo oltre tre ore nella fiera di Verona.

 

Di più. Invece di impegnarsi a portare sul Colle, come ha chiesto venerdì Mattarella, una bozza di accordo per «dare al Paese un governo nella pienezza delle sue funzioni», i leader della Lega e dei 5Stelle attendono che sia proprio il Colle a togliergli le castagne dal fuoco decidendo per loro. Chiarissime al riguardo le parole di Di Maio: «Sono giornate importanti, il capo dello Stato sta facendo le sue valutazioni e prenderà una decisione a breve. Noi abbiamo piena fiducia in Mattarella».

MATTARELLA

 

Peccato però che Mattarella aveva chiesto proprio a Di Maio e a Salvini (i quasi vincitori delle elezioni) di essere loro a prendere una decisione, recapitandogli entro oggi o domani la soluzione della lunga crisi. A questo punto, a meno di improbabili sorprese, sarà il capo dello Stato a decidere.

 

Le opzioni sono quelle di due giorni fa: il preincarico a Salvini, in quanto leader della coalizione più forte che al Quirinale, al secondo giro di consultazioni, si è presentata compatta indicando per il ruolo di premier un esponente leghista. E questo anche se Salvini è fermamente contrario, temendo di bruciarsi: «Non vado in Parlamento a cercare voti». Oppure il preincarico a Di Maio, anche lui spaventato da questa soluzione ma più determinato a tentare, deciso com' è ad andare a palazzo Chigi.

renzi mattarella

 

L' ALTRA OPZIONE

Al momento, vista la paralisi, centrodestra e 5Stelle spingono però per una soluzione più soft e meno rischiosa. Informalmente hanno chiesto a Mattarella di dare un mandato esplorativo al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Oppure a Fico. Una soluzione che allarma Di Maio: teme di ritrovarsi il presidente della Camera seduto al suo posto a palazzo Chigi. E non entusiasma Mattarella: il capo dello Stato fiuta, dietro questa richiesta, il tentativo di perdere altro tempo. E di aspettare il voto in Molise e in Friuli del 22 e del 29 aprile, dopo il quale Salvini avrebbe più libertà di scaricare Berlusconi.

 

BERLUSCONI MATTARELLA

Sullo sfondo, resta la carta del governo del Presidente, guidato da una personalità terza e autorevole. E con due soli compiti: fare la riforma elettorale e varare la legge di bilancio, per poi portare il Paese alle elezioni nella prossima primavera. Mattarella aveva fatto filtrare venerdì questa ipotesi anche per spaventare Di Maio e Salvini e per spingerli all' intesa. Ma neppure questa minaccia al momento è servita.

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO