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GIORGIA MELONI ALZA IL TIRO CONTRO LE TOGHE – A POCO PIU’ DI UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA PREMIER BERCIA CONTRO LA “MAGISTRATURA POLITICIZZATA” CHE IMPEDISCE L'AZIONE DEL GOVERNO SULL'IMMIGRAZIONE: “I GIUDICI IMPEDISCONO L’ESPULSIONE DI UN CITTADINO ALGERINO IRREGOLARE CON 23 CONDANNE E CI CHIEDONO PURE I DANNI”  - È L’ENNESIMO SCONTRO TRA ESECUTIVO E MAGISTRATI, DOPO LA POLEMICA SULLA “SCHEDATURA” DEI SOSTENITORI DEL “NO” CHIESTA ALL’ANM DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - GLI ULTIMI SONDAGGI DANNO IN PARITÀ FAVOREVOLI E CONTRARI ALLA RIFORMA, LA DUCETTA CORRE AI RIPARI E STANZIA 146 MILA EURO PER CHIEDERE A 25MILA ITALIANI COSA PENSANO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA. IL CONTRATTO È STATO FIRMATO CON TECNE’, SOCIETÀ CHE FIN QUI HA DATO IL “SÌ” IN NETTO VANTAGGIO. CHIESTO UN SONDAGGIO ANCHE A PAGNONCELLI SUL… - VIDEO

 

1. MELONI FURIOSA COI GIUDICI: «IMPEDISCONO L’ESPULSIONE DI UN CLANDESTINO»

Estratti dell’articolo di Diego Messini per open.online

 

giorgia meloni video in cui attacca i giudici

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a scagliarsi contro i giudici, per lo meno quelli “rei” di intralciare il suo lavoro di lotta all’immigrazione clandestina e a crimini connessi.

Lo fa denunciando con un video sui social un nuovo contenzioso tra governo e magistratura attorno a un caso di cronaca.

 

«Un cittadino algerino irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un CPR né trasferito nel centro di Albania per il rimpatrio.

 

Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione», riferisce la premier.

 

Per poi passare all’affondo politico. «Ora io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l’immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole».

 

giorgia meloni e cesare parodi - incontro tra anm e governo a palazzo chigi

Si tratta dell’ennesimo scontro sul tema tra governo Meloni e magistrati, una nuova puntata che arriva a poco più di un mese dal voto per il referendum sulla riforma della giustizia.

 

Su cui la tensione tra i due poteri dello Stato è altissima, da ultimo con la polemica sulla “schedatura” dei sostenitori del No per l’Anm da parte del ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio.

 

(...) «Il governo – spiega la premier – continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l’Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi.

 

giorgia meloni video in cui attacca i giudici

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa. Perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia».

 

2. GIORGIA MELONI E IL CONTRATTO CON TECNE’

Estratti dell’articolo di Fosca Bincher per open.online

 

Giorgia Meloni ha deciso di puntare 146.400 euro per sondare da qui a fine marzo 25 mila italiani sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. La presidenza del Consiglio ha reso pubblico il contratto firmato dalla società specializzata in ricerche di mercato Tecnè guidata da Carlo Buttaroni con il dipartimento editoria.

 

meloni nordio

a decisione è arrivata dopo la preoccupazione sui sondaggi delle ultime settimane che hanno evidenziato il recupero del fronte del No. Tecnè è l’istituto di sondaggi che ha fornito fino ad oggi i responsi più favorevoli al fronte del Sì: nell’ultima rilevazione svolta l’11 e il 12 febbraio i favorevoli alla riforma risultavano per l’istituto guidato da Buttaroni il 56%, mentre i contrari si fermavano al 44%. Tutti gli altri istituti invece danno un sostanziale pareggio fra i due fronti.

 

(...) La presidenza del Consiglio non ha pubblicato le domande previste dalla ricerca, concordate con Tecnè attraverso uno scambio di lettere e preventivi durante la trattativa diretta. Il contratto prevede un pagamento a 30 giorni dalla consegna della ricerca di 120mila euro netti oltre a 26.400 di Iva per un totale appunto di 146.400 euro.

 

 

carlo buttaroni tecnè

 

Chiesto un sondaggio anche a Pagnoncelli sulla percezione del merito e della giustizia sociale

La cifra puntata da Palazzo Chigi sul referendum è particolarmente alta, e lo si capisce da un secondo contratto firmato in contemporanea con la Ipsos di Nando Pagnoncelli. In questo caso la richiesta è «per un servizio di ricerca quantitativa su “Percezione del merito e della giustizia sociale in Italia” realizzata su un campione rappresentativo di cittadini residenti in Italia dai 14 anni in su, stratificato per genere, fascia di età, titolo di studio, articolato per area geografica e ampiezza del comune di residenza». Il contratto con Ipsos prevede il pagamento di una fattura a 30 giorni di 48.214,40 euro complessivi. Il compenso in questo caso è di 39.520 euro oltre a 8.694 euro di Iva.

nando pagnoncelli a dimartedi. LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SECONDO MELONI - VIGNETTA BY GIANNELLI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ROLLI IL GIORNALONE - LA STAMPAVIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I MAGISTRATI

 

 

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