giorgia meloni marcello de angelis

MELONI COME DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE: VUOLE DIVENTARE LA THATCHER, MA NON VUOLE RECIDERE IL CORDONE OMBELICALE DI COLLE OPPIO – IL CASO DE ANGELIS, PORTAVOCE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, È EMBLEMATICO: LA DUCETTA SI È INFURIATA PER IL POST SULLA STRAGE DI BOLOGNA, MA SI È LIMITATA A ORDINARE AI SUOI IL SILENZIO. HA DETTO A FRANCESCO ROCCA CHE SI “ASPETTAVA” LE DIMISSIONI, TENTANDO DI CHIAMARSI FUORI. MA QUELLO DELL’EX ESTREMISTA NERO NON È UN CASO ISOLATO: LA SUA STORIA E MILITANZA SONO IL SIMBOLO DEL NUCLEO ORIGINARIO DEGLI EX GIOVANI DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ, DI CUI GIORGIA STESSA HA FATTO PARTE

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

giornata mondiale della giovinezza meme by emiliano carli

È il passato che non passa a condannare Giorgia Meloni all’ennesima domenica di passione. Quel cordone ombelicale mai reciso con la galassia neofascista promossa sugli altari delle istituzioni, locali e nazionali, intrisa di nostalgismo che nessuno può né vuole ripudiare: non adesso che è possibile riscrivere la storia, compito che da sempre spetta ai vincitori.

 

La premier l’ha capito che è soprattutto questo il nemico da tenere a bada. Dacché siede a Palazzo Chigi, […] sta provando in ogni modo a ripulire la foto di famiglia, allontanare da sé le ombre nere che faticano a staccarsi, senza tuttavia tagliare del tutto le radici su cui Fratelli d’Italia poggia, giocando sul filo dell’ambiguità sulle matrici, disconosciute a dispetto di verità giudiziarie ormai divenute storiche.

 

Ecco perché quando ha letto il primo post di Marcello De Angelis, una vecchia conoscenza non solo politica — è il fratello di Renato, autore tv e suo ex fidanzato — va su tutte le furie. Risucchiata in un magma di sospetti e veleni deleteri per l’immagine che sta cercando di proiettare, dentro e fuori i confini nazionali: una leader conservatrice di stampo europeista e atlantista, lontana anni luce dall’ideologia mussoliniana cara ad Almirante e ai suoi eredi.

marcello de angelis 4

 

Meloni si rende conto che l’esternazione del capo della Comunicazione della Regione Lazio — «So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini, magistrati e istituzioni lo sanno. E mentono» — non può essere liquidata con un’alzata di spalle. Va contrastata, tenendosi però a debita distanza. Con una doppia strategia.

 

Innanzitutto chiama il ‘suo’ governatore Francesco Rocca per dirgli brutalmente che dall’ex estremista nero si sarebbe aspettata un passo indietro. Spiegando al presidente che avrebbe dovuto sbrigarsela da solo, senza coinvolgere il partito, né tanto meno lei che sta al governo. Quindi impartisce a tutti i “fratelli” la consegna del silenzio […].

 

FRANCESCO ROCCA

Se qualche giornalista avesse chiamato, si sarebbe dovuto rispondere che né De Angelis e neppure Rocca sono iscritti a FdI, sono due tecnici prestati alla politica. Il primo ha oltretutto espresso - questa la versione concordata - un’opinione personale sul suo profilo social privato, dunque non impegna l’istituzione nella quale opera.

 

Un tentativo evidente di separare destini e responsabilità, derubricando il tutto a questione locale. Il fatto è, però, che la storia e la militanza di De Angelis si mescolano non solo a quelle di Rocca, […] ma anche al nucleo originario degli ex giovani del Fronte della gioventù al quale Meloni è appartenuta.

 

ARIANNA MELONI FRANCESCO ROCCA

«Ai nostri tempi c’erano Bussola e lui», racconta chi ha orbitato intorno a Colle Oppio, tempio della destra romana. “Bussola” era Giampaolo Rossi, attuale direttore generale Rai: i due erano gli ideologi di quella frangia cresciuta all’ombra di Fabio Rampelli, che è stata la casa della premier per molti anni.

Tutti […] sapevano come la pensava l’ex ragazzo di Terza posizione, condannato per banda armata e marito della sorella di Luigi Ciavardini, esponete dei Nar ritenuto responsabile in via definitiva (con Fioravanti e Mambro) di essere l’esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna. Tutti ne erano a conoscenza eppure nessuno ha impedito a Rocca di reclutare De Angelis ai vertici della Regione.

 

[…] l’imbarazzo della premier, decisa a tenersi alla larga dalle polemiche sollevate da Anpi e opposizioni, che la chiamano direttamente in causa, ma consapevole di dover rendere conto anche a un pezzo del suo partito che sta con De Angelis. Il quale, pur scusandosi con Rocca, ha fatto capire chiaramente di non essere disposto a ritrattare. Anzi, ha rivendicato le sue tesi sulla strage ed è perciò «finito sul rogo», pronto a pagarne le conseguenze.

 

giorgia meloni e la strage di bologna vignetta by rolli per il giornalone la stampa

Una resistenza che sembra testimoniare come si sia messa in moto la rete di protezione che affonda le radici nel mondo da cui De Angelis proviene, per cercare una via d’uscita e scongiurarne le dimissioni. È la ragione per la quale Rocca esita, tentenna, impiega un giorno intero per partorire una nota con cui […] prima doveva dissociarsi e poi licenziarlo, producendosi infine in una timida presa di distanza. Dalla quale si capisce solo che per adesso il capo della Comunicazione resta al suo posto. […]

Meloni e Rampellimarcello de angelis 1IL POST FACEBOOK DI MARCELLO DE ANGELIS SULLA STRAGE DI BOLOGNAGIORGIA MELONI IN VERSIONE CALIMERO - VIGNETTA BY VAUROgianni alemanno giorgia meloni

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