"UNA VENTINA DI ANNI FA DISSI CHE IL FASCISMO AVEVA UN FUTURO E PURTROPPO È COSÌ" - L'INTERVISTA INEDITA DE "LA STAMPA" A CARLO GINZBURG, PROFESSORE EMERITO DI STORIA ALLA NORMALE DI PISA, SCOMPARSO IERI A 87 ANNI: "DALLA SINISTRA SERVONO PROPOSTE CONCRETE, DELLA DESTRA COLPISCE L’INCOMPETENZA. MELONI È ABILE E PRONTA A PAGARE PREZZI INTERNI COME LA RUSSA ALLA PRESIDENZA DEL SENATO. PENSO SIA ORIENTATA VERSO UN PRESIDENZIALISMO AGGRESSIVO, E PREOCCUPA L'ATTEGGIAMENTO VERSO GLI ALTRI POTERI" - "VOLEVO IMPARARE IL MESTIERE DI STORICO PER OCCUPARMI DEI PROCESSI DI STREGONERIA"
Estratto dall'articolo di Francesco Rigatelli per “la Stampa”
«Grazie per la nostra conversazione di ieri: è stato come incontrarsi in un bar e chiacchierare prendendo un caffè a distanza. Mi rendo conto però che il risultato non sia pubblicabile – per colpa mia, intendiamoci. Le banalità che ho detto sulla situazione presente non meritano di essere diffuse».
Alle 6.26 dell'1 giugno 2023 ricevemmo questa email da Carlo Ginzburg, dopo un'intervista svoltasi il giorno prima. Allora assecondammo il pudore del professore emerito di Storia alla Normale di Pisa e all'Università di Los Angeles, celebre per i suoi libri su folclore, magia e religione nel ‘500. Oggi con rispetto pubblichiamo l'intervista, non trattandosi di banalità ma di fuochi nella notte.
il programma spagnolo fascisti 5
Come vive l'ascesa delle destre in Italia e in Europa?
«Penso che la percezione della fragilità della libertà dovrebbe preoccuparci di più. La svolta a destra è un fenomeno ampio e complesso. Una ventina di anni fa dissi che il fascismo aveva un futuro e purtroppo è così. Non intendo che la Storia si ripeta uguale, anche se di fascisti veri e propri ce ne sono in giro. Riemergono dei richiami espliciti inimmaginabili in passato».
È storicamente corretto usare il termine fascismo?
«Mi sono sempre rifiutato di farlo, perché lo trovavo poco scientifico. Poi anni fa ascoltando un discorso di Trump mi venne da dire che la sua era proprio una retorica fascista».
Dunque si può usare fuori dal contesto storico?
«Va fatto con cautela. È insensato dire che corriamo il rischio del fascismo così come è stato. Però ci sono dei richiami al passato e al di là della ripresa letterale bisogna capire cosa ci sia dietro».
Come si può fare?
«L'idea del presidenzialismo in Italia per esempio è inquietante, anche se già nella Costituente se ne parlò. Mi preme sottolineare la mancanza di una pluralità di partiti politici capaci di intermediare. Il calo dei votanti fa riflettere e il mio timore è che i giovani siano apatici. [...]
NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI
Cosa suggerisce alla sinistra?
«Di far fronte alla situazione con proposte concrete, per esempio non lasciando il tema della crisi demografica alla destra. Di quest'ultima colpisce l'incompetenza, che non credevo così grave. Penso per esempio al tema Pnrr».
Meloni le pare competente?
«Sì, anche se è abile e pronta a pagare prezzi interni come La Russa alla presidenza del Senato. Penso sia orientata verso un presidenzialismo aggressivo, e preoccupa l'atteggiamento verso gli altri poteri». [...]
Lei è religioso?
giorgia meloni in versione ducetta
«Sono ateo, ebreo ma non ebraico. Non mi sento appartenente a nessuna religione, anche se curiosamente i miei autori preferiti sono ebrei. Non credo all'identità, non mi piace, mentre propongo la definizione di individuo. Sono un italiano ebreo, come diceva Primo Levi, e considero un grande privilegio leggere Dante nella sua lingua». [...]
Come mai fin da giovane con I benandanti si è occupato di temi misteriosi?
«Da studente della Normale di Pisa decisi, davanti a uno scaffale della biblioteca, che volevo imparare il mestiere di storico per occuparmi dei processi di stregoneria e afferrare le voci delle donne e uomini accusati. Era il 1959 e non se ne occupava nessuno. Non ero consapevole che dietro a quella curiosità ci fosse la mia infanzia di bambino ebreo. Oltre alla lettura de I quaderni del carcere di Antonio Gramsci, di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi e de Il mondo magico di Ernesto De Martino». [...]
In Storia notturna si è occupato del sabba, un convegno demoniaco di streghe. Superstizione, fantasia o magia?
«Si trattava semplicemente di una cultura diversa da quella degli inquisitori. Il mio lavoro è stato scavare per portarla alla luce e il senso di quel mondo non è racchiudibile in una frase. Poi io non credo alla magia, non amo il genere esoterico e non mi interessa. Un antropologo non deve per forza condividere la cultura della popolazione che studia».


