giorgia meloni giappone cina xi jinping sanae takaichi

MELONI ALLA PECHINESE – NEL SUO VIAGGIO A TOKYO LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA STRETTO CON LA PREMIER TAKAICHI UNA SORTA DI “ALLEANZA ANTI CINA”, MA SENZA DIRLO UFFICIALMENTE – “IL FOGLIO”: “IL GOVERNO ITALIANO HA DIVERSE QUESTIONI IN SOSPESO CON PECHINO, ED EVITA DI PRENDERE POSIZIONI UFFICIALI FORTI IN MODO DA NON FINIRE NELLA TRAPPOLA DELLA RAPPRESAGLIA ECONOMICA” – LA PRIMA QUESTIONE RIGUARDA XU ZEWEI, 33ENNE CINESE ARRESTATO A MALPENSA E ACCUSATO IN AMERICA DI SPIONAGGIO INFORMATICO, PER CUI GLI USA CHIEDONO L’ESTRADIZIONE. C’È POI LA GRANA NUCHTEC, IL COLOSSO CINESE DEGLI SCANNER CHE OPERA NEI PORTI ITALIANI E CHE NON PIACE AFFATTO ALLO ZIO SAM…

Estratto dell’articolo di Giulia Pompili per “Il Foglio”

 

giorgia meloni sanae takaichi foto lapresse

Abbracci, sorrisi, torte, auguri di compleanno e manga. Della missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Giappone […] i media nipponici hanno selezionato accuratamente l’aspetto più kawaii, più pop, che rinvigorisce l’intesa con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, e cioè fra le prime due donne premier di due paesi del G7 che di capi di governo donne non ne avevano mai viste.

 

Dentro alla visita, però, c’è un messaggio ben più concreto, e che è stato esplicitato ieri dal quotidiano conservatore Sankei: a Tokyo considerano Meloni la principale alleata del Giappone in Europa, e questo vale soprattutto quando si parla di Cina. E di Pechino, Meloni e Takaichi hanno parlato a lungo nel loro primo bilaterale a porte chiuse.

 

[…]

 

GIORGIA MELONI XI JINPING

La prossima settimana Takaichi scioglierà la Camera bassa e andrà a elezioni anticipate, come fanno non di rado i leader giapponesi, ma su di lei in pochi scommettevano che avrebbe avuto il coraggio di fare l’azzardo di testare il consenso sulla sua leadership, soprattutto per via della politica estera.

 

Dall’inizio di novembre il Giappone è vittima di una rappresaglia violentissima da parte della Cina, dopo le parole di Takaichi sulla difesa di Taiwan e un possibile intervento giapponese. E per questo durante le dichiarazioni alla stampa Meloni ha fatto riferimento a “un ordine internazionale libero, giusto e aperto” come “strada maestra per assicurare pace e prosperità”. […]

 

Zewei Xu

Come la pensi Meloni sul tema è abbastanza chiaro in background, e a porte chiuse è esplicita nel menzionare la “minaccia cinese”. Ma con uno stile che ricorda quello giapponese, la premier italiana è sempre cauta nel menzionare la Cina pubblicamente, e anche l’uscita dalla Via della seta in sordina era avvenuta seguendo quella logica.

 

L’annuncio di una nuova operazione delle Forze armate italiane nel 2026 nell’Indo-Pacifico, dopo la prima nel 2024, ha a che fare con l’alleanza internazionale che svolge operazioni di libertà di navigazione nelle acque del Mar cinese meridionale e orientale per contenere l’assertività cinese, ma il messaggio pubblico è quello di attività di routine, niente di più.

 

sanae takaichi giorgia meloni foto lapresse

Del resto, il governo italiano ha diverse questioni in sospeso con Pechino, ed evita di prendere posizioni ufficiali forti in modo da non finire nella trappola della rappresaglia economica – la stessa in cui si trova oggi Takaichi, che in questo è sostenuta però dall’opinione pubblica e da tutta la maggioranza. Eppure a guardare da vicino ci sono almeno un paio di questioni che costringeranno prima o poi Meloni a prendere una posizione tra America e Cina, fra Trump e Xi Jinping.

 

La prima questione riguarda Xu Zewei, un cittadino cinese di 33 anni arrestato a luglio 2025 all’aeroporto di Malpensa in esecuzione di un mandato dell’Fbi. E’ una faccenda delicatissima, che ha diversi precedenti – con potenze diverse – a dir poco complicati per l’Italia. Xu in America è accusato di essere parte di Hafnium, il gruppo di spionaggio informatico alle dipendenze del ministero della Sicurezza di Pechino.

 

Zewei Xu

La Corte d’appello di Milano ha concluso il processo d’estradizione l’8 gennaio scorso, e si è data tempo fino a metà febbraio per deliberare. Se decidesse di estradare Xu negli Stati Uniti, il ministro della Giustizia Carlo Nordio potrebbe comunque fermarla.

 

[…] l’ambasciata della Repubblica popolare cinese a Roma ha tutto l’interesse affinché Xu non venga estradato, e negli anni ha costruito diverse relazioni proprio da sfruttare in casi come questo (a quanto risulta, rappresentanti del consolato cinese a Milano sono andati a parlare con la Corte d’appello di Milano per chiedere un “processo giusto”). Per Meloni, comunque, resta una grana in sospeso fino a metà febbraio.

 

XI MAS - MEME BY EMILIANO CARLI

La seconda questione riguarda la tecnologia di Nuchtec: c’era già Meloni a Palazzo Chigi quando, nell’ottobre del 2024, il colosso cinese degli scanner è riuscito a vincere – nonostante le raccomandazioni sulla sicurezza di certe tecnologie – due bandi di gara dell’Agenzia delle dogane italiana per l’istallazione di sei scanner mobili per altrettanti porti italiani e quattro scanner a retrodiffusione di raggi X per gli uffici dell’Agenzia.

 

All’epoca c’erano state diverse discussioni sull’anomalia di quel bando di gara, sui testi e sulle revisioni, ma ormai era stato assegnato, e un cambiamento dell’ultimo minuto sarebbe stato percepito come un’ingerenza politica.

 

giorgia meloni donald trump

A poco più di un anno di distanza, secondo Bloomberg, l’ambasciata americana in Italia avrebbe portato il problema direttamente a Palazzo Chigi. Nel frattempo Meloni abbraccia Takaichi, e per Pechino è già un segnale.

giorgia meloni sanae takaichi foto lapresseXu Zewei - PRESUNTA SPIA CINESE ARRESTATA A MALPENSAgiorgia meloni sanae takaaichi foto lapresse

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…