MI CHIAMO MONTI, AGENDA MONTI - COME VERRÀ RICHIAMATO MONTI SUL SIMBOLO? CANDIDATO PREMIER O CHE ALTRO? LA PRIMA SOLUZIONE E’ VIETATA DA NAPOLITANO - TORNA IN AUGE LA FORMULA DI MONTEZEMOLO: “PER L’AGENDA MONTI”, SARÀ SCRITTO NEL SIMBOLO. DOVE IL PREMIER VERRÀ APERTAMENTE EVOCATO, PERÒ ATTRAVERSO IL SUO PROGRAMMA. E NESSUNO AVRÀ DA OBIETTARE – PIU’ LISTE MEGLIO E’…

Ugo Magri per La Stampa

A giudicare dalle apparenze, Monti non sembra così voglioso di tuffarsi nella cucina elettorale, dove a loro agio si trovano soprattutto gli «chef» di professione. Ieri l'hanno avvistato con la consorte a Venezia, tra Rialto e Piazza San Marco, come una distinta coppia di turisti a passeggio, con la scorta tenuta a debita distanza. Oggi Monti tornerà a Roma, però non è detto che voglia partecipare di persona alle trattative per la lista (o le liste) ispirate alla sua Agenda.

Al riguardo, i collaboratori sono parecchio dubbiosi. Non è riserbo, spiegano, semplicemente tutto cambia di ora in ora, è uno scenario in divenire. Si dà per scontato che il premier dimissionario riceverà Passera e Riccardi, i quali però hanno il rango di ministri e in quanto tali a Palazzo Chigi sono di casa. È possibile che Monti dia loro istruzioni da riferire nel summit organizzativo delle ore 13 con Italia Futura, Udc, Fli (sempre nel caso che lui non vi voglia andare).

Ed è plausibile che sia comunque una giornata di grandi chiarimenti «vis-à-vis» o per telefono tra tutti i protagonisti, dal momento che certe decisioni vanno pur prese, in quanto a sinistra sono parecchio avanti nei preparativi, e pure a destra il Cavaliere non scherza.

Esempio numero uno: come verrà richiamato Monti sul simbolo? In qualità di candidato premier o che altro? La prima soluzione metterebbe in urto il Prof con Napolitano, dal quale sono giunti privatamente precisi «caveat». Lo stesso Pd potrebbe sollevare obiezioni formali come già ha lasciato intendere il capogruppo Franceschini. Inoltre fioccherebbero accuse di protagonismo, malattia infantile del berlusconismo... Insomma, non va.

Ecco dunque tornare in auge la formula che Montezemolo aveva già illustrato in una intervista al «Corsera» tre mesi fa: «Per l'Agenda Monti», sarà scritto nel simbolo. Dove il premier verrà apertamente evocato, però attraverso il suo programma. E nessuno avrà da obiettare, specie ai piani alti della Repubblica. Manca solo l'okay del premier, oggi potrebbe essere l'occasione buona.

L'altra decisione che Monti tiene in sospeso (qualcuno a Roma sospetta un'astuta strategia del Prof, «temporeggia per decidere quando non ci sarà più il tempo per fare diversamente») riguarda le liste: una o due? Per il Senato non si discute, la soglia di sbarramento è tale da non consentire dispersione di voti. Ma per la Camera l'asticella è al 4 per cento anziché all'8, dunque c'è margine per differenziare l'offerta.

Si sa che Monti predilige la lista unica, lui vorrebbe diluire i partiti nella società civile, e soprattutto gradirebbe nascondere i (pochi) politici di professione in mezzo ai tanti «tecnici» (corre voce che possano salire in campo pure Terzi e la Cancellieri). Senonché Monti deve mediare con la realtà e fare i conti con le considerazioni pratiche di chi, come Casini, ha sulle spalle parecchie campagne elettorali, dunque ne capisce.

In queste ore specie dall'Udc cercano di far presente che 1) quindici milioni di italiani voteranno in contemporanea per le amministrazioni regionali in Lombardia, nel Lazio e in Molise, dunque un certo radicamento territoriale potrà fare da traino alle Politiche; 2) due liste significano il doppio dei candidati disposti a battersi per raccogliere voti, circostanza da non disprezzare; 3) rinunciare allo Scudo crociato significherebbe regalare un 2-3 per cento a qualcun altro, magari a quel signore che sta di casa ad Arcore; 4) due liste anziché una soltanto garantirebbero il 100 per cento in più di spazio televisivo durante la «par condicio», buttalo via...

Poi ci sono, si capisce, le resistenze degli apparati, i calcoli di chi già proietta lo sguardo al dopo elezioni, quando in caso di lista unica ci sarà un solo gruppo parlamentare e, forse, un solo partito, con nuovi vertici e facce più giovani. Ma il tono del dibattito, garantisce un diretto protagonista, è «civilissimo e molto meno ruvido di quanto certe montature polemiche farebbero immaginare».

 

Mario Monti Mario Monti MARIO MONTI CON LE MANI ALZATE jpegCORRADO PASSERA ANDREA RICCARDI monti e montezemolo b b c fef b f ab e Montezemolo ichino monti

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