STAI MINZO: “BERLUSCONI? SI È FATTO FREGARE PRIMA DA SCALFARO E POI DA RENZI. QUANDO CI SIAMO VISTI MI HA DETTO: “AUGUSTO, AVEVI RAGIONE TU”, MA É TARDI. TORNO A FARE IL GIORNALISTA” - LA CONDANNA PER LA CARTA DI CREDITO RAI? “ERO A FAVORE DELL’IMPEACHMENT DI NAPOLITANO, HA PESATO”

Antonello Caporale per “il Fatto Quotidiano

   

Minzolini Berlusconi Party Nonleggerlo Minzolini Berlusconi Party Nonleggerlo

Augusto Minzolini, romano, 56 anni, è separato con un figlio. Giornalista politico tra i più influenti, è stato direttore del Tg1 su indicazione dell’allora premier Silvio Berlusconi. Per vicende legate all’uso della carta di credito aziendale è stato processato e assolto in primo grado. Sentenza ribaltata in appello (27 ottobre 2014) con una condanna a due anni e sei mesi per peculato continuato. È pendente il ricorso in Cassazione. È stato eletto senatore nelle file di Forza Italia alle ultime elezioni politiche.

  

 COM’È che si dice? “Non sono io un campione, sono quelli a essere brocchi”. È una delle ragioni, non certo però la principale per cui ho deciso di ritornare a fare il mio mestiere. L’esperienza politica mi è servita eccome, però la mia passione è il giornalismo. È ciò che voglio fare ed è quello che farò. Non so ancora come (sono direttore degli uffici di corrispondenza della Rai) e dove, ma qualcosa mi inventerò.

MINZOLINI E BERLUSCONIMINZOLINI E BERLUSCONI

 

L’offerta di candidarmi mi è venuta da Silvio Berlusconi, io non sono il tipo che chiede, e l’ho accettata perché mi pareva utile: era una sorta di completamento della mia professione. Dopo aver raccontato da esterno la politica avrei avuto la possibilità di guardarla da dentro. Mi è bastato un mese del governo Letta per capire che dovevamo immediatamente tornare alle urne. Tre forze quasi alla pari: il Pd da una parte, noi in mezzo e poi i Cinquestelle. Ce la saremmo potuta rigiocare, tentare il colpo. Mi presero per pazzo, ça va sans dire. Li capisco.

   

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I miei colleghi sono esattamente lo specchio dell’Italia. Né migliori né peggiori degli italiani. Li divido in tre categorie: quelli che hanno passione per la politica, quelli che invece alla politica arrivano tardi, e quegli altri che alla politica antepongono il loro mondo, i propri interessi.

 

Un medico che viene eletto con Forza Italia appena mette piede qui fa comunella col medico eletto col Pd, e con quell’altro dell’Ncd. E – se sono medici – si aiutano e combattono per la corporazione. E così fanno gli avvocati, gli ingegneri, i giudici, tutti coloro che hanno una professione e che l’elezione a parlamentare per loro produce un valore aggiunto non è scelta esclusiva. Fai un’anagrafe delle commissioni parlamentari, leggi i nomi e gli incarichi e capisci tutto. Hanno voglia di tornare alle urne? Mai e poi mai.

MINZOLINI 
SENATO
MINZOLINI SENATO

 

Se entri in politica tardi, mostri sempre il tuo tallone d’Achille. I purosangue hanno più coraggio, più cattiveria, più scaltrezza. E corrono per vincere tutto. In politica un patto non è mai definitivo. Anzi, se vogliamo dirla tutta, un patto siglato non si onora mai. Qualcuno tradisce sempre l’impegno preso. In genere il più scaltro. Sono avversario di Matteo Renzi, ma non posso negare che è più veloce di Berlusconi e più cattivo di lui. Per la verità Berlusconi si fece infinocchiare anche da Scalfaro che gli prospettò, al tempo della sua presidenza, un anno fatto non da 365 giorni ma da 740. Tra un anno si vota, gli promise!

AUGUSTO 
MINZOLINI
tg1AUGUSTO MINZOLINI tg1

 

L’hai vista tu l’urna? E adesso si capiva a occhio nudo che Renzi avrebbe fregato Berlusconi. E io a dirglielo, a criticare la linea veramente incosciente di un abbraccio senza futuro. “Augusto, avevi ragione tu”, mi ha detto l’ultima volta che ci siamo visti. Grazie presidente, ma è tardi.

 

minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresse minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresse

Vengo a te, vengo a te, un momento che m’incazzo sennò. Quando scrivevo lo facevo da tifoso? Ti dico di no, e fammi parlare. Io ho raccontato la galoppata del Cavaliere, un personaggio sempre vincente. Lo conoscevo talmente bene che a volte, anche senza sentirlo, sapevo quel che avrebbe fatto. E lo scrivevo. Lui lo ammise davanti a Putin: “Ma sai che questo signore...”. Slinguate mai!

   

MINZOLINI QUAGLIARIELLOMINZOLINI QUAGLIARIELLO

Adesso m’incazzo veramente, perché voi del Fatto mi avete crocifisso con questa storia delle slinguate, del direttorissimo (come lui una volta o due mi chiamò) e poi della carta di credito. Di andare al Tg1 me l’ha chiesto lui, non mi sono sognato di avanzare una pretesa. Ha fatto la medesima cosa che Prodi fece con Gad Lerner.

 

Voleva un telegiornale di identità, con una testa pensante, autonoma. E non ridere che m’incazzo! Avrebbe potuto pescare nel mondo Rai e scegliersi una cravatta neutra che certamente avrebbe fatto meno guai di me, ah ah. Poi voi dite il falso, adesso mi fai parlare veramente e scrivi tutto, avete scritto il falso spiegando che prendevo ordini.

Minzolini intervistato Minzolini intervistato

   

Ti prego, non mi contraddire sennò m’incazzo, adesso fammi finire perché questa voglia di ristabilire la verità ce l’ho qua, perché i guai che mi avete fatto passare... Te ne dico una? Aspetta che te ne dico una! Ma le mortificazioni che ho dovuto subìre, la gente che sfotteva, urlava, mi perseguitava finanche al ristorante (per fortuna adesso è finita) per la storia della carta di credito.

 

AUGUSTO MINZOLINI AUGUSTO MINZOLINI

Sarò stato ingenuo, lo ammetto, però quella carta me l’ha data la Rai come compensazione del suo rifiuto di autorizzare la collaborazione con Panorama (ho ripreso la rubrica, e proprio oggi sto scrivendola). E io ho speso nello stesso modo in cui facevo alla Stampa, l’ultimo giornale dove ho lavorato. L’azienda ha impiegato diciotto mesi per accorgersi che erano illegittime quelle spese? Ma fammi il piacere!

 

Dopo un mese mi chiamava e mi diceva: direttore lei non può. Ho ripagato fino all’ultimo centesimo: 68 mila euro. Non è che avessi i soldi in banca, anche tu sei giornalista e sai che noi non mettiamo quattrini da parte. Sono stato assolto in primo grado, poi però in appello condannato. Sai che penso? Che ha contato contro di me anche il fatto che mi fossi dichiarato a favore dell’impeachment contro Giorgio Napolitano. Ho questo sospetto.

MINZOLINI MINZOLINI

   

Lasciami parlare per favore perché m’incazzo veramente! Ti dico anche questo, adesso: da direttore del Tg1 ho fatto un editoriale sulla trattativa Stato-mafia. Mi puzzava che con la bomba di via dei Georgofili appena esplosa si decidesse di togliere il carcere duro per trecento mafiosi.

 

Gli editoriali li decidevo io, Berlusconi mi avrà chiamato solo due o tre volte. Siete fissati co sta’ storia che scrivevo quello che voleva lui. Scrivevo quel che piaceva a me. E che me voi di’ che comunque lo facevo sempre contento? M’incazzo veramente se fai così.

Minzolini Feltri Belpietro Minzolini Feltri Belpietro

 

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