raffaele fitto

MISTERO “FITTO” PER LA DUCETTA – “MR PNRR” SOGNA DI DIVENTARE COMMISSARIO AGLI AFFARI ECONOMICI A BRUXELLES. COSÌ LA MELONI RISCHIA DI PERDERE L'UOMO CRUCIALE NELLA GESTIONE DEI RAPPORTI CON L'EUROPA E NELL'ATTUAZIONE DEL RECOVERY – CON PASSO FELPATO DA VECCHIO DEMOCRISTIANO, SOMMANDO VARIE DELEGHE E ACCENTRANDO DOSSIER, OGGI A PALAZZO CHIGI FITTO GUARDA (QUASI) TUTTI DALL’ALTRO VERSO IL BASSO – UN SUO SALTO IN EUROPA, SEPPUR IN UN RUOLO CHIAVE, NON È DETTO CHE SIA UN BENE PER IL GOVERNO…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per www.editorialedomani.it

 

raffaele fitto foto di bacco (1)

Di Raffaele Fitto si nota la ritrosia alle interviste, non rilasciate da mesi, la circospezione sulle dichiarazioni, mai roboanti, per uno stile lontano anni luce dal coro ciarliero dei colleghi ministri. Certo, non significa arrendevolezza. Anzi.

 

È stato lui, prima  di tutti, a scaricare sui predecessori, leggasi governo Draghi, la responsabilità dei ritardi del Pnrr, che ha infatti riscritto quasi daccapo. La trattativa con l’Unione europea è andata in porto, con Piano che è sempre più fittiano e molto meno draghiano. Ma nel caso di naufragio del Recovery plan, il piano B è attivato: la colpa è degli altri.

 

Un passo felpato da consumato democristiano, in ossequio all’eredità del padre Salvatore Fitto, ex presidente della regione Puglia, e stella polare della cultura politica che lo ha portato ad abbracciare inizialmente la causa di Forza Italia. Fitto è la “quota anomalia” nel governo di Giorgia Meloni. […]

 

FITTO L’EUROPEO

raffaele fitto giorgia meloni

La presidente del Consiglio ripone massima fiducia nei confronti di Fitto: ha carta bianca come pochi altri. Nel governo c’è chi si spinge ad ammettere: «È il più capace di tutti». Dall’azione politica alla costruzione dei rapporti. Sta sicuramente portando avanti con pazienza il lavoro sul Pnrr, gira come una trottola per l’ottenimento delle rate. Che stanno arrivando. In ritardo, ma arrivano.

 

Le rivalità interne non mancano. Con il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, gli screzi sono vecchi di decenni. La comune estrazione salentina non ha mai aiutato a cementare un vero rapporto. Il dualismo è stato smussato, ognuno si occupa del suo: evitano di rivaleggiare sui dossier per non aprire scontri.

 

POMODORI CONFITTO - MEME BY EMILIANO CARLI

Diversa è la situazione con il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che ha dovuto fare i conti con lo strapotere di Fitto: sulla gestione dell’ex Ilva è stata cancellata l’opzione-nazionalizzazione prospettata dal Mimit. […]

 

Il pedigree è generalmente apprezzato a Palazzo Chigi da molti altri colleghi. Tanto che ora si sta per proporre un problema, non proprio di secondo piano: Meloni potrebbe perdere Fitto da qui a qualche mese. L’unica via è di andare contro le intenzioni del ministro, che coltiva l’ambizione di diventare commissario europeo. Lo dice a pochi, ma in cuor suo ci spera.

 

Anche perché a Bruxelles potrebbero richiederlo, perché lui e Giancarlo Giorgetti sono i nomi preferiti. Dopo le elezioni di giugno, bisognerà rifare la squadra e il profilo di Fitto è più che spendibile: ha avuto esperienze da europarlamentare, ha tessuto la rete per portare Meloni al vertice dei Conservatori e riformisti europei, non ha posizioni estremiste amate dai popolari. What else?

 

Non a caso Fitto aveva provato a lavorare per sé, mettendosi in proprio con il piccolo partito Conservatori e riformisti (richiamando il nome della famiglia europea), sfociato poi in Direzione Italia. I risultati sono stati quantomeno deludenti. […]

 

QUEL DIALOGO CON SALVINI

GIANCARLO GIORGETTI RAFFAELE FITTO

E in realtà prima di andare alla corte di Meloni, Domani è in grado di svelare un retroscena inedito: Fitto aveva parlato con Matteo Salvini per avere un ruolo nella Lega. Erano negli anni in cui il leghista era all’apice della popolarità, sembrava destinato a una luminosa carriera verso Palazzo Chigi invocando finanche pieni poteri.

 

Il dialogo era iniziato con un’idea avanzata da Fitto: diventare il punto di riferimento della Lega in tutto il Sud, dove il partito salviniano avrebbe dovuto radicarsi dopo aver abiurato il progetto padano. Un utile do ut des, dunque. […]

 

RAFFAELE FITTO E PAOLO GENTILONI

Salvini ha fatto le proprie valutazioni, ma ha respinto al mittente l’offerta. Il motivo è ignoto, di sicuro in quella fase l’appeal dell’ex berlusconiano era in fase calante. Alla fine, non se n’è fatto nulla. La resilienza, parola con cui ha familiarizzato nell’ultimo anno, è una dote che ha affinato. Fitto resta oggi uno dei pochi che ha sfidato a viso aperto la leadership di Berlusconi nel centrodestra, senza essere costretto alla damnatio memoriae, almeno in politica. Ne sanno qualcosa, tra gli altri, Angelino Alfano e Gianfranco Fini.

 

L’addio al progetto con Salvini ha portato a un’altra strada: l’avvicinamento a Fdi, seguendo l’esempio dei fedelissimi che avevano lasciato Direzione Italia per aderire al partito di Meloni. Fitto, dalla postazione di europarlamentare, si è messo all’opera per forgiare l’immagine europeista di Meloni e mostrare le sue qualità. […]

 

TUTTO INTORNO A LUI

raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 1

Oggi Fitto a Palazzo Chigi guarda - quasi - tutti dall’altro verso il basso ha un grande concentramento di potere: è ministro delle Politiche di coesione, che gestisce già una ricca dote di risorse, del Sud, che ha un peso specifico politico notevole, e degli Affari europei, che lo porta ad avere una dimensione internazionale.

 

Ma soprattutto Fitto è Mr. Pnrr, l’uomo chiamato ad affrontare la sfida più importante per l’esecutivo di Meloni. E forse per l’intero sistema paese. Dalla corte dei conti all’ufficio parlamentare di bilancio, hanno sottolineato che l’attuazione del Piano è decisiva per il Pil italiano. Altro che manovra economica, insomma. 

 

giorgia meloni e raffaele fitto

«Ormai nel consiglio dei ministri è pari al sottosegretario Mantovano, che conserva sempre più un’aura di eminenza grigia», spiegano a microfoni spenti ambienti di governo. Qualcuno, anche tra i partiti alleati, non è stato felicissimo dell’operazione-accentramento portata avanti con il Pnrr. È tutto intorno a lui: come fanno notare le malelingue della maggioranza in parlamento. Questa sarebbe una delle ragioni che ha rallentato l’attuazione del Recovery plan. Ormai è diventata un’abitudine: portare l’azione in capo a un’unica struttura, che in qualche modo vede al vertice proprio Fitto.

 

raffaele fitto gianfranco fini foto di bacco (2)

Un esempio? Nel decreto Sud, appena approvato alla Camera, il ministro ha portato sotto la propria egida pure la gestione delle risorse per le politiche di coesione, scatenando le ire delle opposizioni. «Il provvedimento toglie risorse agli enti territoriali e le accentra ancora di più, peraltro, in un’unica struttura che, guarda caso, fa capo a lui», ha sottolineato il deputato del Pd, Ubaldo Pagano, parlando di «perversione di chi vuole sedersi su una montagna di soldi per decidere arbitrariamente quale territorio aiutare a crescere e quale invece punire, chiudendo i rubinetti».

 

Fitto fa spallucce. Tanto che ha preso sotto la propria ala pure l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo del 2026. Voleva una nuova governance e ha ottenuto dei cambiamenti nel comitato, tagliando le unghie alla regione Puglia, presieduta dal rivale Michele Emiliano. Piccole scaramucce di territorio che sono funzionali all’allargamento dei poteri riservati al super ministro in odore d’Europa. Al prezzo di privare Meloni del pezzo pregiato della sua argenteria politica.

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni 1raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO