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IL TERZO MONDO IN AMERICA - OBAMA A NEW ORLEANS PER I 10 ANNI DALL'URAGANO KATRINA, CHE UCCISE 1.464 PERSONE, SOPRATTUTTO NERI, ABBANDONATI DALLO STATO E DALLE ISTITUZIONI LOCALI: ''FU UN DISASTRO CREATO DAGLI UOMINI, NON DALLA NATURA. UN FALLIMENTO DEL GOVERNO''

Federico Rampini per “la Repubblica

 

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«Fu un disastro fabbricato dagli uomini, non dalla natura. Un fallimento del governo che non seppe proteggere i suoi cittadini ». Barack Obama è tornato a New Orleans nel decimo anniversario della strage di Katrina: l' uragano che fece 1.464 morti e 150 miliardi di danni. La requisitoria di Obama parte dal disastro dell' Amministrazione Bush, un misto di incompetenza e incuria che espose agli occhi del mondo intero una tragedia ignobile.

 

Nessuno ha dimenticato le immagini in diretta tv, i cadaveri galleggianti e le famiglie abbandonate sui tetti delle case, assediate dalle acque, mentre la protezione civile affondava a sua volta in una débâcle di inefficienza. Un disastro "sospetto" fin dall' inizio, perché le vittime erano a maggioranza afroamericani.

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Obama nel celebrare la città martoriata da Katrina allarga lo sguardo, ben oltre le colpe di George W. Bush e della Federal Emergency Management Administration (protezione civile). «New Orleans - ricorda il presidente parlando nel quartiere più povero e degradato, il Lower 9th Ward - per lungo tempo ha sofferto di diseguaglianze strutturali. Troppi di voi, specialmente i poveri afroamericani, sono stati abbandonati senza lavoro, senza alloggi decenti, senza assistenza sanitaria. Troppi ragazzi sono cresciuti circondati dalla criminalità violenta, con scuole scadenti, e pochissime chance di uscire dalla spirale della povertà».

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Accolto dal sindaco democratico Mitch Landrieu, Obama ne abbraccia la visione ottimista. «Ancora di recente - dice il presidente - sarebbe stato improbabile riunirci qui nel Lower 9th Ward. Ma oggi l' inaugurazione di un nuovo centro civico nel quartiere è il simbolo della straordinaria resilienza di questa città e di questo popolo. Lentamente, ma in modo inequivocabile, New Orleans sta andando avanti, è ripartita. Perché il progetto di ricostruire qui non era semplicemente quello di rifare la città com' era prima. Avete scelto di costruire la città come deve essere, una città dove ciascuno abbia un' opportunità di farcela, a prescindere dalla ricchezza di partenza o dal colore della pelle».

 

Una regia politicamente accorta ha "spostato" la visita di George W. Bush, temporalmente e geograficamente. Colui che era comandante capo all' epoca del disastro, e non interruppe neppure le sue partite di golf in vacanza mentre il mondo intero assisteva alla tragedia, verrà a commemorare il decimo anniversario.

 

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Ma l' arrivo di Bush è per oggi, 24 ore dopo Obama, e soprattutto è spostato a Gulfport nel Mississippi. A New Orleans sarebbe stato più difficile mantenere l' ordine pubblico. Obama non ha di questi problemi: a New Orleans la sua popolarità è alta, anche perché gli si dà atto di avere mantenuto sostanzialmente le promesse sulla ricostruzione.

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Ma di quale ricostruzione si tratta, esattamente? Poco dopo Katrina diversi esponenti della destra osarono dire che «Dio si è incaricato di una demolizione che andava fatta».

Membri dell' Amministrazione e perfino l' allora leader repubblicano della Camera auspicarono che interi quartieri di New Orleans non risorgessero affatto. In parte è avvenuto. Centomila abitanti afroamericani non sono tornati, e forse non torneranno mai più.

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La loro evacuazione che doveva essere temporanea, a Houston o Atlanta, è diventata definitiva. New Orleans in compenso ha ritrovato quasi lo stesso pre-Katrina in un settore poco invidiabile: il record di omicidi.

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