UN “MONTE” DI GUAI PER IL GOVERNO – LA SCONFITTA DI CALTAGIRONE NELLA PARTITA PER LA GUIDA DI MPS RENDE EVIDENTE L’ENNESIMA SPACCATUA NELL’ARMATA BRANCA-MELONI: PALAZZO CHIGI TACE, MENTRE SALVINI GONGOLA ED ESALTA IL LAVORO DI LOVAGLIO, IL VINCITORE DELLA SFIDA DI ROCCA SALIMBENI: “CON ORGOGLIO LA LEGA HA AVUTO UN RUOLO STRATEGICO PER SALVARE LA PIÙ ANTICA BANCA ITALIANA” – L’ESITO DELLA PARTITA PER MONTEPASCHI RAFFORZA IL POTERE LEGHISTA AL NORD, A SCAPITO DELLE MANOVRE ROMANOCENTRICHE DI CALTAGIRONE, CHE SI ERA MOSSO IN SINTONIA CON PALAZZO CHIGI E FDI, ALMENO FINO ALL’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA – COME DAGO-DIXIT, LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM
DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri e Luca Monticelli per “La Stampa”
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Il voto dell'assemblea del Monte dei Paschi ha messo in scena una trama degna di House of Cards, con le strategie del potere romano e di quello milanese che si sono affrontate a Siena. Sul tavolo non c'era solo il destino della banca più antica del mondo, ma l'equilibrio del capitalismo finanziario italiano.
[...] Dopo la sconfitta di Francesco Gaetano Caltagirone, Palazzo Chigi tace, mentre la Lega non perde l'occasione di esaltare il buon lavoro fatto in questi anni da Luigi Lovaglio, il vincitore della sfida di Rocca Salimbeni. «Il governo aveva detto che non avrebbe partecipato all'assemblea.
Era una delle condizioni concordate con la Commissione europea quando è uscito dal controllo della banca. Siamo soddisfatti e orgogliosi di aver restituito la banca nell'interesse di tutti i contribuenti italiani», dice il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti da Washington, dove è in visita per i lavori del Fmi.
Il leader del suo partito Matteo Salvini rivendica «con orgoglio che la Lega ha avuto un ruolo strategico per salvare la più antica banca italiana e per sostenere migliaia di posti lavoro e sportelli».
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA
È innegabile che l'esito a sorpresa che ha confermato Lovaglio a capo di Mps rafforzi il potere leghista al Nord, a scapito delle manovre romanocentriche di Caltagirone che sembrava muoversi in sintonia con Palazzo Chigi e Fratelli d'Italia.
Il voto di Banco Bpm, che ha sposato con Delfin la causa di Lovaglio, fa pensare che possa tornare in auge il progetto di fusione tra Piazza Meda e Mps: un'operazione da cui prenderebbe vita quel terzo polo bancario teorizzato dalla Lega.
Un'idea che ha resistito all'attacco di Unicredit grazie al Golden power - poi parzialmente smontato dalla Ue -, e che adesso dovrà misurarsi con i francesi di Credit Agricole che detengono il 22% del capitale dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna.
giorgia meloni e giovanbattista fazzolari
Insomma, la rottura tra Delfin, Banco Bpm e Caltagirone spacca anche il fronte del centrodestra che aveva approvato la conquista di Mps per arrivare a Mediobanca e poi a Generali, proprio per garantire l'italianità della compagnia con sede a Trieste.
Era stato Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a lanciare l'allarme su Generali: «Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma il paradosso è che rischiamo di avere un risparmio non in mani italiane e che non investe nel Paese». La partita sul colosso assicurativo è rimandata ad aprile 2028, quando si terrà l'assemblea, quindi dopo le prossime elezioni politiche, a meno che non ci sia qualcuno in grado di forzare la mano.
francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni
Nei palazzi del potere in queste ore si rincorrono voci e sospetti. Un retroscena alimentato da più parti tira in ballo la figura di Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidente del Consiglio: in buoni rapporti con Lovaglio e grande amico di Vittorio Grilli, presidente di Mediobanca.
Quando all'inizio di questa storia Lovaglio viene licenziato dal cda, riferisce una fonte, il consiglio uscente di Mps chiede un parere a Palazzo Chigi che però si disinteressa della nomina, auspicando un processo serio e rigoroso nella scelta del futuro candidato.
È a quel punto che una serie di interessi convergono nella stessa direzione. Grilli, che in passato è stato vicino a Delfin e alla famiglia Del Vecchio, raccontano che avalli il progetto del manager di Mps della fusione con Mediobanca. E che dunque abbia assecondato il ribaltone al Monte.
GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Di certo Mps non è l'unica partita bancaria che il governo monitora da vicino. Il dossier Unicredit resta osservato speciale anche per i rumors - smentiti dalla banca - di un possibile trasferimento della sede in Germania. Una mossa che potrebbe servire ad abbassare la resistenza di Berlino sulla scalata di Unicredit a Commerzbank.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Lovaglio, Nagel, Caltagirone, Milleri
