MONTECITORIO OKKUPATO - PER I TAGLI AGLI STIPENDI D’ORO DELLA CAMERA, URLA E MINACCE DEI DIPENDENTI: “VI DENUNCIAMO” - PD O GRILLINI, TUTTI NEMICI - 240 MILA EURO ALL’ANNO NON BASTANO - ORA È CORSA ALLA PENSIONE

Paolo Bracalini per “Il Giornale

 

laura boldrinilaura boldrini

La guerra inizia con le urla e i boati, udibili fino al piano terra, di un centinaio di dipendenti della Camera (dai funzionari ai commessi ai consiglieri parlamentari) piantonati davanti all'ufficio che sta decidendo il taglio dei loro stipendi d'oro, totalmente disallineati con le retribuzioni nazionali.

 

Era stata anticipata di primo mattino da un sit-in di almeno 300 dirigenti davanti alla biblioteca del presidente e nei corridoi antistanti, dribblato dai deputati. Una mobilitazione in massa dei dipendenti mai vista prima alla Camera. E poi continua con la minaccia, nientemeno, di una denuncia alla Procura per «comportamento antisindacale», reato previsto dallo Statuto dei lavoratori, per non aver concordato con le 25 sigle sindacali interne la revisione dei tetti stellari dei loro compensi.

commessi cameracommessi camera


Scrivono in un documento indirizzato ai presidenti di Camera e Senato i responsabili sindacali: «In caso di adozione dei provvedimenti in esame (la modifica dei tetti massimi ai loro stipendi, ndr), le organizzazioni sindacali dei dipendenti del Senato e della Camera si vedranno costrette ad adire i competenti organi di giustizia per la tutela dei diritti lesi, alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute, comprensive di interessi e di rivalutazione monetaria, nonché per il risarcimento dei danni».

 

Firmato Cgil Senato, Cgil Camera, Spi Camera, Aspa Camera, Adis - Associazione dipendenti Senato, Uil Camera, Sindacato quadri intermedi parlamentari, e un'altra dozzina di sindacati con tutte le firme stipate nel foglio che quasi non ci stanno.

 

Finita la riunione, i componenti dell'Ufficio di presidenza vengono accolti dal picchetto dei dipendenti infuriati con applausi e coretti rabbiosi: «Bravi! Bravi, Bis! Grazie! Bel lavoro! Siamo noi a scrivere tutti gli atti dei parlamentari! Grazie!». A raffica contro i membri dell'Ufficio di presidenza, compresi i due grillini Fraccaro e Di Maio, ma la più bersagliata è la presidente del Comitato per gli affari del personale, la piddina Marina Sereni, presa d'assalto dai dipendenti.
 

MARINA SERENI MARINA SERENI

Eppure nessun taglio è stato ancora deciso ufficialmente. L'Ufficio di presidenza ha soltanto votato un documento di indirizzo, che prevede un tetto massimo di 240mila euro l'anno per gli stipendi, al netto però dei versamenti previdenziali della Camera, che non saranno toccati, a differenza del resto della Pubblica amministrazione a cui viene tagliato anche quello per spending review.

 

Quindi il tetto, da raggiungere con modifiche spalmate su quattro anni da qui al 2017, toccherebbe soltanto i consiglieri parlamentari, la categoria più elevata, che viene assunta con uno stipendio di 65mila euro (più gli oneri previdenziali) e può arrivare a fine carriera a più di 358mila euro l'anno (sempre esclusi gli oneri). Ma anche le categorie inferiori guadagnano stipendi alti.

 

transatlanticotransatlantico

Il gradino più basso, gli «operatori tecnici», a fine carriera arriva a 150mila euro. Al momento ci sono 104 dipendenti che superano i 240mila euro l'anno, e 522 dipendenti che prendono più di 125mila euro. Fino al top, il segretario generale Ugo Zampetti, che prende più di 450mila euro l'anno, forse più di 500mila, non si sa.

 

Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, da vecchio radicale battibecca su questo con la Boldrini: «Lo stipendio del segretario generale, legittimo, ma non è quello riportato sul sito della Camera». Risposta evasiva della presidente: «Non è elegante che si affronti una questione del genere in presenza di una persona che non può intervenire in proposito». Un altro pianeta, una realtà a parte.

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO


Per questo il documento di indirizzo varato dall'Ufficio di presidenza prevede di rivedere al ribasso anche i tetti delle altre categorie professionali interne. Ma il quanto del taglio è tutto da vedere, e sarà appunto oggetto di trattativa (infuocata) con i sindacati. Il risparmio stimato per la Camera è sui 20 milioni di euro l'anno, ma non è ancora un calcolo ufficiale.

 

La Boldrini, «rattristata» dalle proteste, invita i «suoi» dipendenti a pensare al «Paese reale», dove il lavoro non c'è e quegli stipendi sono inimmaginabili. Ma la guerra continua, e affilano le armi i sindacati che proveranno a smontare tutto. Mentre si prevede una corsa alla pensione. Una via di fuga per andarsene in pensione con lo stipendio pieno.

RICCARDO FRACCARO SI PULISCE RICCARDO FRACCARO SI PULISCE Roberto Giachetti Roberto Giachetti

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