TUTTI A MILANO! IL PRESTIGIOSO MUSEO DELLA SCIENZA PRESENTA L’EPOCALE MOSTRA “BUON APPETITO. L’ALIMENTAZIONE IN TUTTI I SENSI” - IL PRESIDENTE DELL’ENTE, GIULIANO URBANI, DOVREBBE FORSE PENSARE AI CONTI IN ROSSO CHE RISCHIANI DI FAR SALTARE LE TREDICESIME AI DIPENDENTI - GIRANO VOCI DI VENDITA DEI GIOIELLI DI FAMIGLIA (AUTOMOBILI D’EPOCA, QUADRI DELL’800), PER FAR FRONTE AL FABBISOGNO CORRENTE. ALTRO CHE INVESTIMENTI DI SVILUPPO...

Franz Brambilla perego per Dagospia

"Perché mangi? Come scegli il cibo più adatto al tuo stile di vita? Cos'è il gusto e come cambia nei diversi paesi del mondo? "Domande epocali, quelle per le quali si passa la notte tormentati dal dubbio e ci si rigira tra le lenzuola incapaci di prendere sonno. Chissà se ha mangiato, digerito e dormito bene ieri sera Giuliano Urbani, presidente del Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Perché quelle domande erano al centro del dibattito per la presentazione della grande, epocale mostra "Buon appetito. L'alimentazione in tutti i sensi", inaugurata ieri dalle soavi tartine del "light lunch" e che avrebbe dovuto essere allietata dalla soave visione della ministrina della jeunesse Giorgina Meloni. Che però non c'era. Come non c'era nemmeno l'annunciato direttore generale Fiorenzo Galli, volato il giorno prima negli Stati Uniti.

Ci facciamo queste domande perché i sonni di Urbani (e anche quelli di Galli) dovrebbero essere turbati da ben altri quesiti: riuscirà il Museo, una delle istituzioni culturali più amate dai milanesi, a pagare le tredicesime ai dipendenti? Riuscirà a varare in tempo utile un bilancio previsionale per il 2012 che preveda misure strutturali di salvataggio?

Perché il prestigioso museo versa in condizioni economiche che fonti interne descrivono come disperate. Tanto che quest'estate erano girate voci sulla imminente vendita dei gioielli di famiglia, cioè pezzi pregiati delle collezioni (automobili d'epoca, quadri dell'800), per far fronte al fabbisogno corrente, mica a investimenti di sviluppo! Voci non smentite e che adesso ritornano.

Tra i dipendenti del museo sta girando una lettera aperta a Giuliano Urbani vergata dal dirigente in pensione Salvatore Sutera. Una lettera accorata e gonfia di doloroso orgoglio, che denuncia l'assenza di visione strategica e l'incapacità organizzativa del top management.

"La soluzione di vendere i beni, assottigliando nei fatti il patrimonio, mi sembra la solita strada sbrigativa quando non si è riusciti ad ottenere buoni risultati su altri percorsi. Sicuro che si è fatto di tutto per cercare altre strade?. A ripensare la storia di questi anni francamente credo proprio di no".

Sutrera continua affermando: "Qualcuno potrebbe dirmi che con l'etica non si risolvono i problemi. Può darsi! Prima di porsi questa domanda bisognerebbe anche analizzare bene perché si è arrivati a tal punto. Quello che desta maggiore preoccupazione non è solo l'attuale deficit di bilancio ma soprattutto il fatto che ad oltre 10 anni dalla nascita della fondazione non si sia risolto minimamente il problema di fondo, quello di aumentare le entrate certe".

E conclude rivolto a Giuliano Urbani: "Se la situazione economica è così disperata penso francamente che lei lo dovrebbe pubblicamente ammettere, preannunciando una linea di ridimensionamento dei programmi del Museo e di contenimento dei costi".

Alla lettera, dettagliata e documentata, non è stata data alcuna risposta, né dal presidente né dal direttore generale. Che però a settembre - a crisi pienamente conclamata - hanno preso delle decisioni quanto meno sconcertanti: aumento dello stipendio di Galli e nomina di nuovi dirigenti (per promozioni interne) dall'alto costo aziendale; tutto questo in parallelo al preannuncio del possibile licenziamento di alcune decine di dipendenti. Ma se il management voleva dare un esempio di sobrietà e rigire, non faceva prima a non nominare nuovi dirigenti e a non aumentare lo stipendio del direttore generale?

Comunque Galli due giorni fa, come già ricordato, si è involato per gli Stati Uniti. Qualcuno dice in ferie fino a fine mese. Ma no, non possiamo credere che con il museo in queste condizioni il conducator maximo se ne vada in vacanza dall'altra parte dell'oceano per due settimane (almeno)?

No ve lo diciamo noi perché il buon Galli se ne è andato senza nemmeno mangiare le tartine del ligh lunch: è partito con il sottomarino Toti (ospitato nei locali di via Olona) - via Naviglio, Ticino, Po, Adriatico, Ionio, Tirreno, Colonne d'Ercole, Atlantico - in missione segreta da Obama, al quale chiederà un prestito infruttifero per salvare il museo (a Marchionne l'Abbronzato ha chiesto fior di interessi, ma da Galli si accontenterà solo della restituzione del capitale).

In pegno darà il suddetto sottomarino Toti, che potrebbe fare bella mostra di sé sul prato della Casa Bianca. Con Urbani e Galli in divisa da sottomarinai (si dice così?) sulla torretta a distribuire volantini del Museo per incentivare il turismo americano sulle sponde del Naviglio.

 

Giuliano Urbani - Copyright PizziMUSEO DELLA SCIENZA MILANOMUSEO DELLA SCIENZA MILANOMUSEO DELLA SCIENZA MILANO

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