ucraina russia unione europea colloqui berlino donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DA COSA NASCE L'OTTIMISMO DEI NEGOZIATORI EUROPEI E AMERICANI SULL’UCRAINA? – DOPO I COLLOQUI DI BERLINO, GLI EMISSARI DI TRUMP HANNO AFFERMATO CHE IL “90% DEL DEAL” È STATO RAGGIUNTO. MA PUTIN È RIMASTO IN SILENZIO. E DIFFICILMENTE CEDERÀ SUI TRE NODI CRUCIALI: TERRITORI, CESSATE IL FUOCO E GARANZIE INTERNAZIONALI POST-BELLICHE – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “AGLI EUROPEI SERVE A METTERE LA PALLA DELLA PACE NEL CAMPO DELLA RUSSIA PUR CON SCARSE SPERANZE. PER WITKOFF E KUSHNER L'OTTIMISMO È STRUMENTALE ALL'INVERSO: FA PRESSIONE SU ZELENSKY. TOCCA A KIEV PERCORRERE IL 10% CHE MANCA PER CHIUDERE L’ACCORDO…”

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

foto di gruppo al vertice di berlino per l ucraina 2 foto lapresse

Che sia la volta buona per la fine della guerra in Ucraina? Ucraini, europei e americani hanno tessuto la tela a Berlino. Tutti d'accordo: «Costruttivi» i colloqui. Mosca guarda e tace. Senza pilastro russo non c'è pace che stia in piedi.

 

[…]  Il nodo fra guerra e pace era e resta da sciogliere al Cremlino. Dove è avviluppato dal 24 febbraio del 2022. La faccia torturata di Volodymir Zelensky fa pensare che a Berlino si sia negoziato sul serio. A costo di sacrifici da parte ucraina.

 

Senza concessioni non si va avanti. L'Ucraina le sta facendo. Lo fanno pensare le dichiarazioni improntate all'ottimismo dei leader europei, in acrobatico equilibrio fra il sostegno alle posizioni di Kiev e il tentativo di non perdere Donald Trump sull'altare del più forte - Mosca.

 

STEFANO STEFANINI

Lo fa pensare quel «90%» di raggiunto «deal» dei negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, più usi a misurare contratti d'affari che trattati di pace - in cosa consiste lo sfuggente 10%? Per i diplomatici, «nulla è concordato fino a che tutto è concordato».

 

Il negoziato ha visto una trattativa americano-ucraina, una consultazione euro-ucraina, infine una discussione allargata a tutte e tre le parti con larga partecipazione di leader nazionali europei, Ue e Nato. Più probabilmente colloqui bilaterali a margine. Cosa è stato concordato e cosa non?

 

steve witkoff a berlino foto lapresse

Quattro anni di guerra lasciano molti contenziosi aperti - i bambini ucraini rapiti dalla Russia, la centrale nucleare di Zaporizhzhia, i fondi russi congelati, le sanzioni imposte alla Russia - ma la strada da percorrere fra guerra e pace passa attraverso tre posti di blocco: territori; cessate il fuoco; garanzie internazionali post-belliche.

 

Territori: la Russia ne vuole di più di quelli di cui si è già impossessata e l'Ucraina non li vuole cedere, anche perché comprendono una linea difensiva essenziale per proteggersi da future aggressioni.

 

steve witkoff e jared kushner incontrano putin a mosca

Cessate il fuoco: Kiev lo vorrebbe subito sulla linea del fronte, salvo eventuali minimi aggiustamenti dettati da logistica e da geografia non da politica - prassi normale nelle tregue, dalla guerra di Corea a quella dei Sei giorni in Medio Oriente - quindi cessate il fuoco seguito da negoziati. La Russia vuole continuare la guerra fino a che non ci sia un accordo, quindi negoziare in costanza di guerra.

 

Le garanzie sono una conditio sine qua non per l'Ucraina scottata due volte, nel 2014 con l'annessione della Crimea e le prime "ribellioni" nel Donbas e nel 2022 con "l'operazione speciale", malgrado le garanzie all'acqua di rose del memorandum di Budapest del 1994 sottoscritte dalla stessa Russia. Chiede un'assicurazione internazionale sostenuta dalla promessa di intervento militare in caso di attacco.

 

Jared Kushner e giorgia meloni a Berlino - foto lapresse

In assenza dell'ingresso della Nato, soluzione ideale. Questo può significare la presenza di forze dei Paesi garanti in territorio ucraino. Mosca non ne vuol sapere.

 

Su quali di questi tre punti si sono fatti progressi nei colloqui ucraino-euro-americani? L'impressione è che il 90% sia stato raggiunto quasi esclusivamente sul punto delle garanzie.

 

Americani ed europei avrebbero trovato una formula «come l'Articolo 5 della Nato» che contempla l'impegno diretto di forze europee, specie dei Volenterosi guidati da Francia e Regno Unito, con una rete protettiva Usa. Non proprio la Nato, manca qualcosa sulla risposta militare, manca quel "un attacco contro l'Ucraina è un attacco contro tutto" che è al cuore dell'Alleanza Atlantica. Per Zelensky questo è forse il 10% mancante. Ma dove sono territori e cessate il fuoco?

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Ieri, gli ex-ambasciatori a Mosca e a Kiev, Giorgio Starace e Pierfrancesco Zazo, concordavano pubblicamente sia sui progressi - garanzie e concessione fatta da Zelensky con la rinuncia alla Nato - sia sugli ostacoli che ancora rimangono.

 

Per Starace, autore de La Pace Difficile sulla sua esperienza moscovita, parlare di garanzie internazionali è utile e strumentale al "dopo" tregua, ma fuga in avanti rispetto al problema immediato: come arrivare al cessate il fuoco. Poi si potrà negoziare.

 

[…]  Secondo Zazo, Zelensky non può andare oltre la promessa di sottoporre a referendum eventuali cessioni territoriali, ma a condizione di avere prima la tregua. Non si vota sotto bombe, missili e droni quotidiani. Il presidente ucraino chiede cento giorni di non guerra per organizzarle.

 

foto di gruppo al vertice di berlino per l ucraina foto lapresse

Si torna al punto di partenza. Al Cremlino. Vladimir Putin è disposto a concedere il cessate il fuoco per negoziare seriamente come tutti gli altri, a cominciare dagli ucraini, stanno cercando di fare? Finora la risposta è stato un coerente e costante niet. Come pure un niet è prevedibile anche su garanzie internazionali "tipo Articolo 5".

 

Da cosa nasce dunque l'ottimismo dei negoziatori europei e americani? Agli europei serve a mettere la palla della pace nel campo della Russia pur con scarse speranze. Putin ha più interesse alla continuazione della guerra che non a negoziarne la fine.

 

DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA MOSTRA LA SUA FOTO CON VLADIMIR PUTIN - FOTO LAPRESSE

Non è il solo a Mosca, osserva Starace. Ma risponde anche all'imperativo categorico di dar sempre ragione a Donald Trump per averlo dalla nostra parte. Se Trump dice che la fine della guerra è vicina bisogna assecondarlo. Per Witkoff e Kushner l'ottimismo è strumentale all'inverso: fa pressione su Zelensky.

 

Tocca all'Ucraina percorrere il 10% che manca - su tutto non solo su garanzie. Altrimenti, Washington lo sta ventilando, l'offerta americana di garanzie sussidiarie sarà ritirata. Con Donald Trump mediatore, Vladimir Putin può dormire sonni tranquilli, Volodymir Zelensky un po' meno.

Jared Kushner e Giorgia meloni a berlinovolodymyr zelensky e giorgia meloni a berlino

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”