MOLTI NEMICI, MOLTO GRILLO! - COLPIRE PIZZAROTTI PER COLPIRE IL “M5S” SEMBRA ESSERE IL DIKAT DELLA SINISTRA - IL CAPOGRUPPO PD: “MANCA CULTURA POLITICA. PER IMPARARE SERVE TEMPO, MA IL TEMPO NON C’È” - DOPO UN MESE, MANCA ANCORA L’ASSESSORE AL WALFARE E SI AVVICINANO LE SCADENZE SU TEATRO REGIO E SOCIETÀ PARTECIPATE: GRILLO PENSA GIÀ ALLE POLITICHE DEL 2013 MA SE PIZZAROTTI FALLIRÀ AFFOSSERÀ TUTTO IL MOVIMENTO…

Silvia Bia e Ferruccio Sansa per il "Fatto quotidiano"

Uniti nella buona e nella cattiva sorte. Federico Pizzarotti e Beppe Grillo. Come sposi, e non importa quanto sia l'amore. Se il sindaco di Parma vincerà la sua scommessa, sarà un traino formidabile per il Cinque Stelle. Se fallirà, si porterà dietro il movimento. Proprio nel momento in cui si prepara al grande salto verso il Parlamento. Addirittura Grillo pronuncia la parola governo: "Il Movimento parteciperà alle elezioni politiche qualunque sia la legge elettorale. Non ci sarà alcuna alleanza con i partiti.

Non chiederemo rimborsi elettorali", ha annunciato ieri Grillo sul suo blog. Intanto, però, tutti a guardare Parma: "Si interessano a me perché vogliono mettere in crisi Grillo", sospira Pizzarotti. "Sono stanco. Vivo qui dentro", dice indicando i muri del suo ufficio. Vita privata? "Non ce l'ho più, ma l'avevo messo in conto". Il rito della pausa pranzo con la moglie è saltato, Cinzia gli ha portato il panino in ufficio e l'altro giorno addirittura avrebbe dato buca a Bruno Vespa che ha fatto però sapere di "non aver mai fatto un viaggio a vuoto"

È passato poco più di un mese dal trionfo: sembrava che Pizzarotti spaccasse il mondo. Oggi sembra tutto archiviato: in tanti puntano il dito sulla giunta che ci ha messo un mese per essere varata (manca ancora l'assessore all'Welfare) e che solo ieri si è riunita adottando le prime delibere. "Ai tempi di tivù e Internet le stagioni della politica durano settimane, giorni", sussurra un dipendente comunale che ha visto di tutto, dai politici navigati ai ragazzi di Grillo.

Aggiunge: "Non basta un Comune sull'orlo della bancarotta, con un miliardo e 199 di debiti. Qui è in gioco la battaglia tra Cinque Stelle e partiti. Grillo è stato decisivo per la vittoria , ma adesso rischia di attirare su Pizzarotti tanti nemici romani. Di più: da Parma si capirà se è possibile amministrare una città partendo da zero". Per dirla con Nicola Dall'Olio, capogruppo del Pd, si capirà "se non avere esperienza politica sia davvero una forza o piuttosto una debolezza". Dall'Olio non è uno degli avversari più ostili di Pizzarotti, anzi, talvolta pare più critico con la nomenklatura del suo partito.

Oggi, però, è duro: "A volte pare che la città sia senza governo. È vero che serve tempo per imparare, ma il tempo non c'è. Ci sono scadenze immediate: il 27 è la data ultima per confermare o cancellare l'accordo per la cessione di una società partecipata siglato il giorno prima del ballottaggio dal commissario e che a me suscita molte perplessità. Sabato c'è la scadenza del Teatro Regio che è in crisi drammatica.

Non discuto la qualità delle persone, ma viene il dubbio che andassero bene come opposizione, che non fossero pronti a governare" . Il capogruppo Pd aggiunge: "Manca cultura della politica e delle istituzioni. Se non conosci i meccanismi, le leggi, le persone rischi di essere divorato", conclude Dall'Olio che pure con Pizzarotti ha tanto in comune, dalla giovane età alle battaglie per rinnovare la classe dirigente e contro il cemento. Il sindaco in scarpe da tennis ha capito che il gioco è duro.

E ci sono tanti nemici. Molti oltre l'orizzonte della pianura che in questi giorni è di un bianco abbacinante. A Roma, insomma. Sono quelli che sperano nel naufragio di Pizzarotti per sconfiggere Grillo. "Si trovano, magari, più nel Pd (nella componente ex-Ds), che non nel centrodestra", ammette un dirigente del centrosinistra. Poi ci sono i nemici locali, i cosiddetti poteri forti, che riuniscono una fetta di imprenditori e di politici di lungo corso. Le partite in ballo sono enormi: l'inceneritore che i Cinque Stelle vorrebbero fermare, la poltrona del Comune nel colosso Iren.

Ma soprattutto i programmi di Pizzarotti sul mattone: l'opzione (quasi) zero cemento, lo stop agli 850 appartamenti previsti ogni anno. Un guaio per i signori del mattone. Non l'unico. A Parma non si contano i progetti incompiuti o rimasti sulla carta: dalla stazione ferroviaria alla cittadella del rugby. Poi Welfare community center ("cittadella della terza età") e Palasport. Infine alberghi, supermercati e interi quartieri pronti a venir su nel-l'incertezza dei piani urbanistici.

Su televisioni e giornali nazionali gli attacchi alla giunta sono quotidiani. "Il più critico di tutti sembra Repubblica, redazione di Parma", puntano il dito i fan del sindaco. Sul sito della redazione è comparso un blog ("È l'Eldorado o la Sicilia?") dai toni quasi leghisti: "Non credo che i parmigiani che vi hanno votato, lo abbiamo fatto per essere imbarcati in direzione Eldorado e vedersi sbarcare su una costa della solita Sicilia, spacciata come America".

"La macchina del fango è in azione", è scritto sul sito Cinque Stelle di Parma. Vero, Pizzarotti ha trovato molti critici. Ma qualche motivo l'ha fornito: prima le polemiche per la possibile scelta come dirigente del Comune di Valentino Tavolazzi (espulso dal Movimento) e l'anatema di Grillo. "Poi hanno indicato come assessore all'urbanistica una persona che nel 2005 era fallita e aveva realizzato costruzioni senza i permessi. Niente di penale, ma non poteva fare l'assessore", sostiene Giuliano Molossi, direttore della Gazzetta di Par-ma, storico giornale cittadino di proprietà degli industriali (che controllano anche radio e televisioni locali).

Poi c'è la giunta ancora incompleta e soltanto ieri ha preso le prime de-libere. Lui, Pizzarotti, replica: "Le de-libere non si fanno per riempire carta, è importante il contenuto. Presto arriveranno delibere per combattere l'evasione fiscale immobiliare". Poi "entro sabato prenderemo importanti decisioni sul teatro". Marco Vagnozzi, il suo braccio destro, presidente del consiglio comunale, sottolinea: "Mica siamo gli unici, a Piacenza, per dire, di delibere ne hanno fatto tre".

E la giunta che è ancora incompleta? "Ci chiedono di indicare persone nuove, ma questo richiede tempo". Già, l'idea di ricorrere ai curricula per selezionare la squadra era bella sulla carta, ma si è rivelata complicata - e non priva di trabocchetti - nella pratica. "È presto per giudicare", sospende, però, il giudizio Molossi. Gli industriali sono contrari al nuovo sindaco? "No, non sono né sostenitori, né avversari".

Paradossalmente, le critiche arrivano più da fuori che da Parma. In città la fiducia in Pizzarotti resiste. Per capirlo basta visitare gli uffici comunali di Largo de Strada: "Abbiamo fiducia in lui - racconta un gruppo di dipendenti - È alla mano, e non per le scarpe da tennis... che è folklore. No, visita gli uffici, parla con i dipendenti, non succedeva da decenni. E gli assessori abbandonano il palazzo del Comune per tornare qui, al lavoro con i loro dipendenti. Qualcosa è cambiato".

Lui, Pizzarotti, resta blindato nel suo ufficio fino alle nove di sera quando il Comune chiude. La sua agenda è una raffica di impegni ogni giorno; di corsa da una parte all'altra della città. Mille volti nuovi. "Gli industriali? Li ho incontrati due volte. Ho visto anche i sindacati, tutti insieme, mi sembra giusto così", racconta il sindaco con la cravatta e la giacca sulle spalle ancora di ragazzo. Che devono sostenere un peso mica da poco: il riscatto della città, ma anche sfide tanto più grandi di lui che si combattono lontano da Parma.

 

 

BEPPE GRILLO SUL PALCO beppe grillo incazzoso BEPPE GRILLO E PIZZAROTTI BEPPE GRILLO FEDERICO PIZZAROTTI CON LA MOGLIE CINZIA casaleggio-grillogianroberto casaleggio BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEPizzarotti

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…