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NESSUN RUSSO È AL SICURO – TUTTI I DETTAGLI DELLA CLAMOROSA OPERAZIONE CON CUI GLI UCRAINI HANNO DISTRUTTO 40 BOMBARDIERI RUSSI: I DRONI ERANO NASCOSTI IN ALCUNI TIR CHE TRASPORTAVANO CASETTE PREFABBRICATE DAL KAZAKISTAN. OGNI CAMION AVEVA LA SUA “CONSEGNA”: UNA VOLTA CHE SI AVVICINAVANO GLI OBIETTIVI, IL TETTUCCIO SI APRIVA E I VELIVOLI PARTIVANO – PER ELABORARE IL PIANO, CHE RICORDA LE MITICHE OPERAZIONI DEL MOSSAD, C’È VOLUTO PIÙ DI UN ANNO - DIFFICILE CREDERE CHE UN BLITZ DI QUESTA PORTATA SIA STATO REALIZZATO SENZA IL SUPPORTO DI UNA RETE DI SPIE ATTIVE IN RUSSIA PER CONTO DI KIEV

 

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

attacco ucraino alle basi russe w

L’uomo che ha tessuto gli ultimi fili della tela del ragno si chiamerebbe Artyom Timofeyev, nato il 7 dicembre dell’87 a Zhytomyr, Ucraina. Fonti russe lo hanno indicato come il proprietario dei camion trasformati in piattaforma di lancio per i droni coinvolti negli attacchi contro le basi.

 

I media scrivono che Artyom ha gestito la spedizione di componenti per case prefabbricate dando le disposizioni agli autisti.

 

Ecco il tracciato, i tempi e poi un’area di parcheggio dove fermarsi ad un’ora prestabilita e dopo aver ricevuto una telefonata dal committente.

 

I guidatori hanno caricato la «merce» non sapendo che all’interno erano stati nascosti dei piccoli droni kamikaze, come non sapevano di un particolare dispositivo che ha permesso di scoperchiare i veicoli e favorire l’uscita dei velivoli. Un’altra versione sostiene invece che siano stati aperti manualmente.

 

Volodymr Zelensky Vasyl Malyuk

Ogni Tir aveva la sua «consegna» di casette, mete in corrispondenza delle basi dell’aeronautica a Belaya (Irkutsk), Olenya (Murmansk), Diaghilev (Ryazan) e Ivanovo. E una volta in prossimità dei siti è partita la manovra finale.

 

Kiev sostiene di aver impiegato 117 droni, pare con un raggio d’azione di una ventina di chilometri e con una rotta pre-programmata. Un breve balzo che ha permesso alle armi di sorprendere le difese: gli ucraini rivendicano la distruzione di 41 velivoli, i russi minimizzano e scendono a 13, di cui 12 bombardieri strategici.

 

attacco ucraino alle basi russe

Nella lista sono citati i Tu 95 e i Tu 22, velivoli che l’Armata utilizza per gli strike contro la città nemiche, parte della componente strategica del Cremlino. Danni avrebbe riportato anche un A 50, prezioso radar volante.

 

[…]

 

Cavalcando l’effetto sorpresa e la soddisfazione per aver condotto un’incursione spettacolare a migliaia di chilometri di distanza, l’Ucraina ha sferrato una «seconda ondata» fatta di dettagli sul «come» sia stato possibile.

 

Un tentativo di amplificare la manovra, andando oltre i risultati effettivi. Il presidente Zelensky ha affermato che un centro operativo avanzato sarebbe stato creato nelle vicinanze di una sede dell’intelligence avversaria.

 

vladimir putin

Poi ha insistito su un piano elaborato da oltre un anno, una descrizione che fa il paio con quella del Mossad a proposito dell’attacco con i cercapersone contro l’Hezbollah libanese. Altri particolari sono emersi sui droni: contrabbandati in territorio russo, tenuti nascosti e poi infilati all’interno dei camion.

 

Mente dell’assalto il capo dell’Sbu, Vasyl Malyuk, immortalato in una foto dove studia le mappe degli obiettivi e sono ben visibili due Tupolev 95.

 

Infine, gli esecutori dell’ultimo atto che, stando alla versione di Kiev, sono tornati a casa sani e salvi.

 

Vasyl Malyuk studia le mappe per l attacco dei droni ai bombardieri russi

[…] A completare il quadro indicazioni sul passato (presunto) di Artyom Timofeyev, il «gestore dei camionisti». Dopo aver studiato arte in Ucraina si sarebbe trasferito nel 2018 in Russia stabilendosi a Miass, regione di Chelyabinsk, dove è entrato in una società agro-alimentare.

 

Nella sua esistenza anche un lavoro da dj e una ditta d’abbigliamento mentre la moglie avrebbe scritto romanzi erotici. Una coppia molto presente sui social, senza farsi troppi problemi. Da capire se Artyom abbia operato per interesse o perché, invece, era un agente «in sonno».

 

Una seconda domanda riguarda l’eventuale supporto occidentale all’incursione. Poiché siamo nel campo delle azioni «coperte» mai dire mai anche se spesso ci si dimentica che l’Ucraina ha una propria tradizione di intelligence, conosce le «vie clandestine», ha sua tecnologia. Ciò non esclude che siano arrivate dritte sugli obiettivi da una ricognizione satellitare amica.

COLLOQUI BY PUTIN - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPAattacco ucraino alle basi russe vladimir putin nel suo appartamento al cremlino attacco di droni russi sull ucraina attacco ucraino alle basi russe

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