elon musk mark zuckerberg

LA NEUTRALITÀ DEI SOCIAL È UNA STRONZATA CLAMOROSA – LE PIATTAFORME CI AVEVANO ILLUSO DI ESSERE UN’OPPORTUNITÀ PER DIFFONDERE IDEE E PLASMARE OPINIONI, SENZA SECONDI FINI. MA ERA SOLO UN VELO DIETRO CUI SI NASCONDEVA UN DISEGNO DI POTERE “TECNOFEUDALE” – ORA CHE IL CONTROLLO DEI PAPERONI TECH SUL DISCORSO PUBBLICO È TOTALE, NON SI NASCONDONO PIÙ: VEDI ELON MUSK E GLI ALTRI “OLIGARCHI” ALLA CORTE DI TRUMP

Estratto dell’articolo di Andrea Colamedici per “Domani”

 

mark zuckerberg - lauren sanchez - jeff bezos - sundar pichai elon musk al giuramento di trump

I social non sono mai stati neutrali. Non si sono mai limitati a mediare la comunicazione come da proclami, ma hanno rimodellato […] il modo stesso in cui pensiamo la realtà. È il tecnofeudalesimo digitale, concetto teorizzato da Yanis Varoufakis, sviluppato da Evgeny Morozov e sistematizzato da Cédric Durand.

 

Non una distopia futura, ma il presente in cui siamo già immersi: un sistema di potere che non si limita a controllare l’informazione, ma plasma attivamente la coscienza collettiva attraverso architetture tecnologiche presentate come neutrali e inevitabili. Non un’aberrazione del sistema o una svolta imprevista, quindi, ma la sua più compiuta realizzazione.

 

elon musk mark zuckerberg

[…] Le piattaforme social hanno sempre operato secondo questa logica. La presenza all’insediamento trumpiano di Elon Musk, Mark Zuckerberg e degli altri tech-oligarchi è solo il momento in cui il potere si mette in scena e si fa fotografia. Non hanno più bisogno di nascondersi dietro la retorica della neutralità tecnologica: il loro controllo sulla costruzione del pensabile e dell’impensabile è oramai così consolidato da poter essere esibito.

 

Va riconosciuto, con spietata onestà, che noi – pensatori, giornalisti, accademici, analisti, quella che un tempo si sarebbe chiamata classe intellettuale, più o meno scalcagnata – abbiamo accettato questo sistema perché ci ha fornito l’accesso a un potere appetibile: la capacità di diffondere idee, di plasmare opinioni, di costruire facilmente un pubblico attraverso i loro spazi. Era un patto faustiano, e lo sapevamo. In cambio di visibilità e influenza abbiamo chiuso un occhio (a volte due) sulle fondamenta marcescenti dell’edificio.

 

X MUSK - MEME SUL NUOVO NOME DI TWITTER BY EMILIANO CARLI

Non ci siamo raccontati la favola della democratizzazione, non siamo mai stati così naïf. Abbiamo fatto un calcolo più cinico: meglio essere dentro con una voce critica che fuori con poca o nessuna voce. E così, articolo dopo articolo, post dopo post, abbiamo contribuito a legittimare quel sistema che a parole intendevamo smantellare.

 

Il tecnofeudalesimo ci ha trasformato da sudditi inconsapevoli a vassalli consenzienti.

 

[…] Abbiamo sempre saputo che questa architettura del controllo non è neutrale: è stata progettata per frammentare il discorso pubblico in bolle algoritmiche, trasformare il dibattito in scontro, ridurre la complessità del pensiero alla logica binaria del like.

 

La radicalizzazione del discorso pubblico non è un effetto collaterale, ma una caratteristica strutturale, ovvia, di piattaforme progettate per massimizzare l’engagement attraverso la polarizzazione. E quella che stiamo vivendo non è tanto una crisi della democrazia – che è in crisi di default, avendo bisogno vitale di conflitti, contrasti, pesi e contrappesi per vivere – quanto una trasformazione profonda della sfera pubblica.

 

meme pubblicato da elon musk dogecoin twitter

La cittadinanza digitale è una forma di servitù volontaria […]: una sottomissione che si presenta come scelta, dove la partecipazione stessa è subordinata alle logiche del profitto e del controllo. Riconoscere questa dimensione è essenziale per immaginare forme di resistenza che vadano oltre la sterile critica del potere tecnocratico.

 

[…] La resistenza, allora, deve operare simultaneamente su più livelli: tecnologico, sociale, cognitivo. Le alternative tecniche esistono già: piattaforme decentralizzate, protocolli open source, sistemi di comunicazione autonomi e interconnessi. Ma la loro limitata adozione rivela come il problema non sia principalmente tecnico. Il vero ostacolo è la dipendenza psicologica e sociale che hanno creato le piattaforme dominanti.

 

La via d’uscita richiede quindi un doppio movimento: da un lato, lo sviluppo di infrastrutture tecniche alternative […]; dall’altro, la coltivazione di nuove forme di ecologia mentale, che ci permettano di abitare lo spazio digitale senza esserne colonizzati. Non si tratta di rifiutare la tecnologia, ma di reimmaginarla. […]

MENA - LO SCONTRO ZUCKERBERG MUSK VISTO DA EMILIANO CARLI larry page e sergej brin jeff bezos mark zuckerberg bill gates elon musk steve ballmerMARK ZUCKERBERG - ELON MUSK - JEFF BEZOS - IMMAGINE CREATA DA GROKelon musk mark zuckerberg

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