big greco davigo renzi

POTENZA-MILANO, SOLA ANDATA - L’INCHIESTA DI POTENZA HA FORSE A CHE FARE CON LE IMMINENTI NOMINE DEL NUOVO CAPO DELL’ANM E DEL PROCURATORE DI MILANO? DA LI' DIPENDE IL RAPPORTO TRA GOVERNO E MAGISTRATI - DAVIGO IN POLE DOPO LA BUFERA RENZI-TOGHE, CALA MELILLO

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera

 

Piercamillo DavigoPiercamillo Davigo

C’è preoccupazione, nei palazzi delle istituzioni, per le tensioni che potrebbero innescarsi tra governo e giudici sull’onda dell’inchiesta di Potenza e delle reazioni di Matteo Renzi; quelle definite «inopportune nei tempi e inconsistenti nei fatti» dal rappresentante locale dell’Associazione magistrati.

 

Considerata l’attenzione con cui il capo dello Stato (nonché presidente del Consiglio superiore della magistratura) segue i problemi della giustizia, è probabile che Sergio Mattarella ne parli con lo stesso Renzi nell’incontro previsto a breve che avrà all’ordine del giorno altre questioni, prima fra tutte la nomina del successore di Federica Guidi al ministero dello Sviluppo economico.

GHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpegGHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpeg

 

Il punto di partenza è l’indagine che ha provocato le dimissioni della Guidi e la deposizione della ministra Maria Elena Boschi, ma è stata la contromossa del premier a destare inquietudine nelle toghe. Non solo lucane.

 

Tanto che, secondo molti, la spinta maggiore all’elezione di Piercamillo Davigo a presidente dell’Anm nazionale — prevista nel comitato direttivo convocato per sabato prossimo, considerata molto probabile ma non ancora certa — è arrivata proprio dal capo del governo, grazie alle sue esternazioni contro i pubblici ministeri di Potenza.

cern02 piercamillo davigo antonio di pietro gherardo colombo lapcern02 piercamillo davigo antonio di pietro gherardo colombo lap

 

I magistrati, con poche eccezioni e distinzioni, hanno vissuto l’autochiamata in correità di Renzi («l’emendamento su cui hanno chiamato a testimoniare la Boschi l’ho voluto io, interrogate me, sono a disposizione») come un atto d’accusa contro la presunta invasione di campo dei pubblici ministeri.

 

Tuttavia è molto improbabile che la ministra sia stata chiamata a deporre sulla politica industriale del governo; piuttosto su qualche specifico, ipotetico aspetto relativo a posizioni o comportamenti della Guidi e del suo compagno indagato. Dunque il premier avrebbe «depistato», mettendo in cattiva luce l’inchiesta e gli inquirenti.

 

IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE

Se Davigo fosse già stato presidente del «sindacato dei giudici», si può immaginare che al premier sarebbe arrivata a stretto giro una efficace replica, e questo rafforza la sua candidatura.

 

Che non tutti, nell’Anm, vedono con favore. Davigo è stato il più votato alle recenti elezioni dell’Anm e la sua nuova corrente (Autonomia e Indipendenza, nata da una scissione di Magistratura indipendente, il gruppo «di destra» che fa capo a Cosimo Ferri, attuale sottosegretario alla Giustizia) ha registrato un indiscutibile successo.

 

Ma ha vinto anche Unità per la costituzione, corrente «centrista» che da mesi si adopera per evitare nuovi scontri con la politica, partendo dalla considerazione che Renzi non è Berlusconi; per loro la scelta del giudice milanese non è scontata, sebbene tutti auspichino una Giunta unitaria per guidare il «sindacato» che difficilmente si realizzerebbe con un’altra presidenza.

Francesco Greco procuratore a Milano esperto in reati funzionari Francesco Greco procuratore a Milano esperto in reati funzionari

 

«Individuare eventuali patologie delle indagini spetta alla magistratura, non ad altri, e provare a fare il contrario rischia di riacutizzare contrasti che non fanno bene a nessuno», è il commento lapidario di Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e consigliere di Unicost al Csm, alle parole di Renzi. Come dire che il presidente del Consiglio ha sbagliato, ma non bisogna esagerare con le reazioni né favorire il «muro contro muro».

 

Proprio al Csm si respira inquietudine per ciò che è avvenuto negli ultimi giorni, e potrebbe avvenire nei prossimi. Anche perché l’organo di autogoverno si appresta a compiere una scelta importante e delicata — il nuovo procuratore di Milano — che non c’entra niente con l’indagine di Potenza ma contribuisce ad appesantire il clima.

GIOVANNI MELILLOGIOVANNI MELILLO

 

La prossima settimana, se non già oggi, la commissione Incarichi direttivi voterà sui candidati da proporre al plenum , e il più accreditato resta l’attuale procuratore aggiunto Francesco Greco (ma è possibile che i commissari si dividano tra più nomi).

 

andrea orlandoandrea orlando

Dunque la magistratura potrebbe indicare, quasi in contemporanea, due toghe-simbolo di Mani Pulite e di una certa stagione giudiziaria — Davigo e Greco, appunto — per due poltrone chiave su aspetti diversi ma connessi: le indagini e il confronto con la politica. Per entrambi i posti non c’è nulla di certo, tranne l’avvicinarsi delle scadenze per le nomine. Che, sebbene non direttamente collegate alle polemiche innescate dall’inchiesta lucana, rischiano di risentirne.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...