NON C’È PIÙ IL MOSSAD DI UNA VOLTA – LA GUERRA IN IRAN HA SCATENATO UNA DURISSIMA LOTTA TRA LE SPIE ISRAELIANE: A CAPO DELL’AGENZIA MOSSAD È ARRIVATO ORA UN FEDELISSIMO DI NETANYAHU, ROMAN GOFMAN, CHE HA RIMOSSO IL NUMERO DUE, DI CUI SI SA SOLO IL NOME, ALEPH, RISPETTATO E PLURIDECORATO – I SOSPETTI DI SPIONAGGIO ISRAELIANO SUGLI STATI UNITI D’AMERICA E LA FINE DELL’ÈRA DI DAVID BARNEA, CARATTERIZZATA DA EPICHE OPERAZIONI ALL’ESTERO, CHE SI CHIUDE A VANTAGGIO DI UN NUOVO MOSSAD SOTTOMESSO AL GOVERNO…
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
BENJAMIN NETANYAHU E ROMAN GOFMAN
C’è una guerra di spie. Riguarda gli apparati di sicurezza israeliani come quelli americani. Ed è combattuta con un flusso costante di rivelazioni.
La nuova puntata arriva dalla decisione del capo del Mossad entrante, Roman Gofman, generale ed ex segretario militare di Netanyahu, di rimuovere il numero due, noto solo come Aleph. Mossa che crea clamore per il profilo del silurato, uno tra i più esperti.
Aleph, pluridecorato, 22 anni di carriera, ambiva ad essere nominato capo dell’intelligence, una candidatura sostenuta dal direttore uscente, David Barnea, altro protagonista della campagna segreta in Iran.
BENJAMIN NETANYAHU DAVID BARNEA
E sempre Aleph, oltre ad essere considerato di alto livello, era classificato come «bibista» — scrive il Times of Israel —, in linea con le idee del premier.
Infatti, è stato lui a prospettare l’espulsione dei palestinesi da Gaza e a indicare il Somaliland come meta. Ma non è bastato a salvarlo.
Gofman, […] poco esperto di spionaggio e accolto con diffidenza, non voleva avere un collaboratore che potesse creargli dei problemi all’interno di un sistema geloso di gerarchie, metodi, rapporti. E così lo ha invitato a lasciare il posto. Aleph ha risposto con gli auguri al direttore mentre è uscita su Channel 12 un’intervista ad un funzionario con lo stesso nome e dettagli che coincidono.
ROMAN GOFMAN E BENJAMIN NETANYAHU
Yossi Melman, grande esperto di «ombre», ha a sua volta segnalato due spunti. Primo. Gofman ha deciso di investire maggiormente nella comunicazione esterna affidandosi ad una figura arrivata dallo Shin Bet, il servizio interno.
Secondo. Sempre Gofman vuole chiudere l’era Barnea, sono possibili altri cambiamenti, con uscite volontarie di funzionari o dimissionamenti.
[…] Le difficoltà di trovare una via d’uscita dal pantano iraniano hanno determinato tensioni tra i due alleati. Da qui le indiscrezioni sullo spionaggio israeliano a danno degli Usa, con Steve Witkoff «sorvegliato» nel corso delle trattative. Storia che ha provocato smentite ma anche interpretazioni.
Steve Witkoff e Benjamin Netanyahu
La più citata è quella di un tentativo di attribuire i problemi alla coppia Netanyahu-Mossad, nella veste di «incantatori», capaci di convincere Donald Trump a scatenare Epic Fury dopo avergli gettato un’esca: quella di una rivolta degli iraniani e di un disfacimento rapido del regime dei mullah.
La replica dell’intelligence israeliana è nota […]. Serviva tempo per ottenere dei frutti — è la spiegazione […] —, la spinta doveva svolgersi con passi progressivi. Solo che la Casa Bianca ha fermato l’attacco troppo presto. Poi la puntualizzazione: non è vero che gli americani avevano accolto con scetticismo il progetto.
La storia si è arricchita di altri filoni consegnati ai media sempre da fonti israeliane. A cominciare dall’invio di armi ai curdi per partecipare all’assalto […]. La versione israeliana […] differisce da quella Usa.
A rimarcarlo in modo indiretto David Barnea sul […] : Trump era d’accordo nonostante la Cia abbia sostenuto il contrario, lo scenario è saltato perché il vicepresidente Vance, ostile ad avventure all’estero, avrebbe spifferato la cosa al leader turco Erdogan. Ankara è intervenuta per bloccare la manovra, era allarmata da un’espansione dell’avversario storico incarnato dal Kurdistan.
DAVID BARNEA
DAVID BARNEA, CAPO DEL MOSSAD, AI FUNERALI DELL AGENTE MORTO SUL LAGO MAGGIORE
mossad israele
MEME SUI CERCAPERSONE DI HEZBOLLAH FATTI ESPLODERE DAL MOSSAD
ROMAN GOFMAN
