angela rayner

“SI’, NON HO PAGATO TUTTE LE TASSE” - NUOVO SCOSSONE PER IL GOVERNO STARMER: ANGELA RAYNER, LA VICE PREMIER BRITANNICA, AMMETTE DI NON AVER PAGATO 40 MILA STERLINE (QUASI 50 MILA EURO) DI TRIBUTI SULLA SUA CASA AL MARE “PER UNA CONSULENZA FISCALE ERRATA” E SI È AUTODENUNCIATA ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA ETICA – L’OMBRA DELLA FAIDA: C’E’ QUALCUNO CHE STA PROVANDO A FARLA FUORI PER EVITARE CHE PRENDA IL POSTO DI STARMER. MA LEI CON IL SUO CARATTERE E LA SUA STORIA E’ UNA DELLE POCHE IN GRADO DI POTER TENER TESTA ALL’ARREMBANTE SOVRANISTA-TRUMPIANO FARAGE…

 

Luigi Ippolito per corriere.it - Estratti

 

Angela Rayner

Scacco alla regina rossa: dopo giorni di polemiche e smentite, la vicepremier laburista, Angela Rayner, ha dovuto ammettere di aver eluso le tasse sulla sua casa al mare e si è autodenunciata alla commissione di vigilanza etica.

 

La numero 2 del governo di Keir Starmer aveva dichiarato quell’abitazione come sua residenza principale e aveva così evitato di pagare 40 mila sterline (quasi 50 mila euro) di imposte: lei ha detto che si è trattato di un errore, che era stata mal consigliata dai suoi legali e che è pronta a rimborsare tutto il dovuto, ma è una figuraccia che brucia, tanto più che lei è anche responsabile dell’edilizia e della lotta al malaffare. Una brutta storia che potrebbe ora costarle il posto e che mette ancora più in cattiva luce un governo già ai minimi storici di popolarità.

 

Angela Rayner

Eppure in questo scandalo c’è molto di più, dalle faide interne al partito laburista in vista di un ipotetico dopo-Starmer al sentore di classismo e sessismo dietro la caccia alle streghe scatenata contro la Rayner.

 

Perché nei confronti della vicepremier i media, soprattutto quelli di destra, nutrono una vera ossessione: che venga fotografata a fare la dj in discoteca o a svapare in canotto, non gliene fanno passare una. E solo ieri mattina sulla prima pagina di tutti i quotidiani inglesi campeggiava una sua foto con una delle sue mise più eccentriche, dai pantaloni verdi agli occhialoni a punta alle scarpe multicolori.

 

Infatti Angela è un personaggio fuori dal comune, decisamente sopra le righe: pesante accento del Nord dell’Inghilterra (che qui sono i «terroni»), linguaggio sboccato che non le manda a dire, scarponi caleidoscopici ai piedi, determinazione di ferro. Ma soprattutto, una storia personale incredibile: ragazza madre a 16 anni, lascia la scuola senza nessun diploma e va a fare la badante; si avvicina ai sindacati, viene notata, ne scala i ranghi e viene fatta eleggere in Parlamento, fino a diventare poi vice-leader del partito laburista e quindi di diritto, dopo la vittoria elettorale dell’anno scorso, la vice-premier.

Angela Rayner

 

Una popolana verace che incarna la sinistra autentica, non quella dei salotti, un personaggio diretto in grado di parlare alla pancia di quelle classi popolari ormai sedotte dalla destra: è lei la madrina della legge che mira a rafforzare i diritti dei lavoratori nelle aziende.

 

Ma per tutte queste ragioni è una figura polarizzante, che attira odi feroci: lei ci mette del suo, inanellando gaffe e sbracature, eppure non c’è dubbio che nell’accanimento contro di lei ci sia lo snobismo verso le sue umili origini e l’avversione a una donna di potere. Come ha scritto una commentatrice, in fondo Angela personifica i peggiori incubi (ma anche le segrete fantasie) di tanti maschi.

 

C’è poi il versante più strettamente politico dello scandalo, perché ci sono pochi dubbi che le soffiate ai giornali sulle sue giravolte fiscali siano arrivate dall’interno dello stesso partito laburista: qualcuno sta provando a farla fuori per evitare che prenda il posto di Starmer.

 

angela rayner

Con la popolarità del premier ormai sottoterra, ci si chiede se non sia il caso di ipotizzare un cambio in corsa prima delle prossime elezioni, previste fra quattro anni: e i contendenti si stanno già posizionando. In pole position era Angela Rayner, le cui manovre negli ultimi tempi erano diventate fin troppo visibili: ed ecco, puntuale, il killeraggio per stopparla.

 

Certo, Starmer ripete che sarà lui a guidare il partito al voto e ieri ha dato solidarietà alla sua vice: ma l’impressione è che la resa dei conti sia cominciata. La posizione della Rayner adesso è in bilico: ed è un peccato, perché probabilmente lei è l’unica col carisma necessario per tenere testa alla destra populista arrembante di Nigel Farage (…)

Angela RaynerKeir Starmer Angela RaynerAngela Rayner starmerAngela RaynerAngela Rayner e il re Carlo IIIAngela Rayner e il re Carlo III

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)