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CHI NON PIANGE PER LA MORTE DEL DIVO GIULIO? DALLA GRILLINA A GRILLINI, DA DE MAGISTRIS A TEODORI

1 - CHI GODE PER LA MORTE DI ANDREOTTI
Da www.liberoquotidiano.it

Mezza Italia piange la morte di Giulio Andreotti, l'altra mezza esulta. Inevitabile, forse, quando si ha a che fare con un protagonista politico di tale portata. Di sicuro, spiccano per cattivo gusto alcuni commenti che vanno ben al di là del giudizio negativo dell'"uomo di stato Andreotti". Tra questi, c'è quello di Giulia Sarti, la 27enne deputata del Movimento 5 Stelle, che su Facebook si lascia andare ad un velenoso post "di pancia": "E' morto Andreotti, il condannato prescritto per MAFIA!".

E quel mafia, in maiuscolo, con tanto di punto esclamativo, esalta i suoi followers e sostenitori. "Grande Giulia , piccolo Giulio! All inferno...!!!", scrive Daniele Tramba, mentre Fabrizio Nicolosi guarda già avanti: "Ora Silvio tocca a te!". Gli fa eco Francesco Tarantino: "Meno male ....il primo maiale si è tolto dalle palle". E Jean Jeacques Gauvin intravede sgombro il grande percorso che conduce alla Verità: "Ora si apre la nuova era ... Vedrai che i brigatisti andreottiani inizieranno a parlare (Curcio, Moretti) e tutto sarà più chiaro dall'omicidio Moro ai giorni nostri. E' finito lo stallo!!!".

"Ragazzi, so che il piacere è tanto ma cerchiamo di non finire sui giornali....", invita invece alla calma Emanuel Trombetta. Qualcuno, però, si stacca dal coro. "Non è carino infierire così sui morti...", accenna Filippo Collina. "Non è vero che è stato condannato e prescritto.. - interviene Marino Tartaglia -, è stato assolto e contemporaneamente nn processato per prescrizione dai giudici che lo hanno assolto poi per il periodo successivo alla prescrizione.. dunque è l'esatto contrario di come l'hai riportata....".

Nessuno però ne commenta le parole: i fan della Sarti sono troppo impegnati a danzare sulla tastiera e magari riguardarsi il video d'annata di Beppe Grillo e della sua profezia sulla morte del Divo Andreotti.

2 - ANDREOTTI:CASELLI,COLPEVOLE FINO '80,REATO PRESCRITTO
(ANSA) - "Dell'attività politica del senatore Giulio Andreotti non posso parlare perché non mi compete. Del processo che cominciò quando ero a capo della procura di Palermo, osservo che dopo l'assoluzione in primo grado portò in appello ad una affermazione di penale responsabilità fino al 1980; il reato, ritenuto commesso, fu dichiarato estinto per prescrizione. Il senatore fu dunque dichiarato colpevole fino al 1980". E' quanto afferma Gian Carlo Caselli, procuratore capo a Torino, riferendosi al processo per associazione di stampo mafioso che venne intentato a carico di Andreotti.

La sentenza d'appello venne confermata dalla Cassazione. A questo proposito, il magistrato sottolinea che fu lo stesso Andreotti a presentare ricorso: "Non lo avrebbe fatto se davvero fosse stato stato assolto". Caselli osserva ancora che a carico di Andreotti "furono provati due incontri in Sicilia", con Stefano Bontade e altri mafiosi, "per discutere, dice la sentenza, di fatti gravissimi, riguardanti la delicata questione Piersanti Mattarella", il numero uno della Dc siciliana ucciso dalla mafia. "Con questa mia dichiarazione all'ANSA - sottolinea ancora il magistrato - intendo anche rettificare quanto ho affermato in precedenza ad altri organi di informazione, in cui dissi erroneamente che Andreotti incontrò Gaetano Badalamenti, mentre si tratta, ripeto di Bontade".

3 - DE MAGISTRIS, POLITICAMENTE NON NE SENTIRO' MANCANZA
(AGI) - "Dal punto di vista politico non sentiro' in alcun modo la sua mancanza, se non per il fatto che poteva dirci alcune cose importanti del nostro Paese che sicuramente conosceva". Lo dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando la morte di Giulio Andreotti, che definisce "una persona molto intelligente e un politico di livello". Per il primo cittadino partenopeo, Andreotti "ha rappresentato un pezzo della storia italiana", il cui nome e' accostato anche a "pagine buie e oscure del Paese". Una persona "controversa, che ha fatto parlare molto di se"

4 - DI PIETRO, RISPETTO, MA MORTE NON CANCELLA STORIA
(ANSA) - "Di fronte alla morte ci deve essere comunque il rispetto che si deve a ogni essere umano. Ma un conto è il rispetto per la persona, altra cosa è il rispetto per la storia e quella di Giulio Andreotti è scritta non solo nelle attività politiche che ha realizzato, ma anche e soprattutto nelle pagine giudiziarie che lo riguardano e che non possono e non devono essere mai cancellate". Lo afferma in una nota Antonio Di Pietro (Idv).

5 - TEODORI, PERFETTA INCARNAZIONE JEKYLL E HYDE
(ANSA) - "Nessuno come Andreotti ha incarnato il celebre romanzo di R.L. Stevenson sulla scissione della personalità Lo strano caso del dr. Jekyll e Mr Hyde". Così Massimo Teodori che da deputato radicale fu un grande accusatore di Andreotti nelle commissioni di inchiesta "Sindona" e "P2" (il 4 ottobre 1984 la sua mozione per le dimissione di Andreotti, ricorda Teodori, da ministro degli esteri a conclusione della commissione Sindona non fu approvata solo grazie all'astensione dei deputati PCI).

"Per un verso il divo Giulio è stato il più sperimentato uomo di Stato della Repubblica che ha gestito con piglio aperto, sicuro e imperturbabile il potere istituzionale. Per un altro ha mantenuto rapporti e si è servito in maniera spregiudicata dei più ambigui personaggi del sottopotere oscuro, pubblico e privato. Ma, forse, l'on. Andreotti-Jekyll non sapeva o non voleva sapere quel che faceva Mr. Andreotti-Hyde. Basta leggere i suoi diari in cui mai compaiono quei personaggi chiacchierati che pure hanno costantemente costellato la sua lunga vita", conclude Teodori.

6 - GRILLINI (GAYNET), ERA OMOFOBO CONVINTO
(ANSA) - "Incontrai per caso Giulio Andreotti in un ascensore della Camera dei deputati qualche anno fa e gli chiesi come mai ce l'avesse tanto con gli omosessuali. 'Non glielo posso dire - rispose - e in ogni caso io sono di un altro secolo, queste cose non le capisco e non le voglio capire'. Mi salutò garbatamente e se ne andò. Poi votò contro la fiducia al governo Prodi su un tema di politica estera per protesta perché erano appena stati varati i Dico. Insomma, un esponente di una cultura sessista e omofoba tipica della sua generazione e del partito di cui era leader": è il commento del presidente di Gaynet, Franco Grillini.

"Andreotti porta con sé i segreti della prima Repubblica e anche una cultura che non aveva mai capito nulla della modernità e che, anzi, la contrastava. Il paradosso è che i registri delle coppie di fatto votati nei vari Comuni italiani sono stati possibili proprio grazie alla legge anagrafica del '58 che porta la sua firma e che parla di 'unioni affettivé. Se l'avesse saputo, forse non l'avrebbe sottoscritta" conclude Grillini.

7 - INGROIA,FU PROTAGONISTA PIU'NEGATIVO CHE POSITIVO
(ANSA) - "Con la morte di Giulio Andreotti se ne va un protagonista, più spesso negativo che positivo, della storia italiana degli ultimi 70 anni". Lo afferma il leader di Azione Civile, Antonio Ingroia. "Si chiude così in questi giorni - prosegue - una pagina della storia italiana contrassegnata da due simboli opposti: Agnese Borsellino con la sua richiesta allo Stato di verità e di giustizia, rimasta inappagata, e Andreotti con il suo pragmatismo cinico che, in nome delle ragioni della Politica e della Ragion di Stato, giunse a stringere accordi con la mafia. Andreotti, con le sue tante ombre e poche luci, è morto, l'andreottismo sicuramente no".

 

Luigi De Magistris GIULIO ANDREOTTI SULLA SEDIA A ROTELLE Massimo Teodori contro una palma giulia sarti FRANCO GRILLINI Di Pietro Antonio INGROIA

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