regionali in toscana - comizio del centrodestra meloni salvini tajani tomasi

NON SI ERA DETTO DI ABBASSARE I TONI, EVITANDO VIOLENZA VERBALE? E INFATTI GIORGIA MELONI, NEL COMIZIO A FIRENZE PER LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE IN TOSCANA, SE NE FREGA E ACCENDE LA MICCIA: “LA SINISTRA ITALIANA E’ PIU’ FONDAMENTALISTA DI HAMAS, PRIGIONIERI DI UN RADICALISMO IDEOLOGICO CHE NON SANNO PIÙ COME SAZIARE” – “IL CAMPO LARGO ORMAI È UN LEONCAVALLO LARGO, UN ENORME CENTRO SOCIALE DI UNA SINISTRA PIÙ CHE RADICALIZZATA, CHE PRATICA IL BUSINESS DELL'ODIO” – “HAMAS E ISRAELE NON FIRMANO NÉ PER GLI SCIOPERI DI LANDINI, NÉ PER ALBANESE, NÉ PER THUNBERG SULLA FLOTILLA. BISOGNA RINGRAZIARE TRUMP CHE, IN LINEA CON I PRESIDENTI REPUBBLICANI, LA PACE LA PORTA” (OPS, DIMENTICA LE GUERRE DEI REPUBBLICANI BUSH PADRE E BUSH FIGLIO) – SALVINI CI METTE IL CARICO: “FRANCESCA ALBANESE PRENDI UNA BARCHETTA A LIVORNO, FAI UNA FLOTILLA PERSONALE E NON ROMPERE I COGLIONI”

1 - MELONI ATTACCO ALLA SINISTRA "PIÙ ESTREMISTI DI HAMAS ALBANESE NON HA MERITI"

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

REGIONALI IN TOSCANA - COMIZIO DEL CENTRODESTRA

Mancava in piazza il generale Roberto Vannacci, ma a incendiare gli animi ci ha pensato direttamente la presidente del Consiglio, in un attacco all'opposizione senza precedenti, paragonata direttamente ad Hamas. Davanti a duemila sostenitori, accorsi al comizio di chiusura della campagna per le regionali in Toscana in una (piccola) piazza del centro di Firenze, Giorgia Meloni dileggia «la sinistra italiana» che a suo dire «è più fondamentalista di Hamas, prigionieri di un radicalismo ideologico che non sanno più come saziare e gli impedisce di ragionare con razionalità e responsabilità». E questo perché l'opposizione non avrebbe riconosciuto il ruolo fondamentale di Trump nella tregua a Gaza.

 

REGIONALI IN TOSCANA - COMIZIO DEL CENTRODESTRA

Hamas e Israele «non firmano né per gli scioperi di Landini, né per Albanese che sta lì a insultare la senatrice Segre, né per Thunberg sulla Flotilla. C'è una persona che bisogna ringraziare: è Donald Trump, un presidente repubblicano, in linea con i presidenti repubblicani che la pace la portano e non la creano», prosegue la premier, dimenticando peraltro le guerre di Bush padre e Bush figlio, dall'Iraq all'Afghanistan, entrambi repubblicani.

 

Insomma, mentre il mondo festeggiava l'accordo in Medio Oriente, Meloni — che ha confermato la presenza al Cairo per la cerimonia della firma — fa notare che «da noi sono rimasti tutti muti». Per questo il campo largo «ormai è un Leoncavallo largo, un enorme centro sociale» di una «sinistra più che radicalizzata», che pratica «il business dell'odio».

 

REGIONALI IN TOSCANA - COMIZIO DEL CENTRODESTRA

Un'offensiva polemica che, anche volendo considerare i toni da comizio elettorale, stride con il clima in cui sta maturando una convergenza sull'eventuale missione militare a Gaza. […] Se Meloni ha raggiunto la vetta, con il paragone Hamas-Pd, non è che fino a quel momento sul palco i toni fossero stati diversi.

 

Anzi, la gara con Matteo Salvini è stata a chi la sparava più grossa contro vecchi e nuovi bersagli, dal sempreverde Roberto Saviano alla new entry Francesca Albanese. Il vicepremier leghista aveva già provato il colpaccio nel pomeriggio, con una passeggiata anti-spacciatori al parco delle Cascine, trovando purtroppo solo runner, cani a passeggio e mamme con i bambini.

 

francesca albanese festival di fanpage

Sfumato l'effetto citofono (come al Pilastro nella famosa campagna elettorale a Bologna), Salvini ha ripiegato su Albanese e Greta Thumberg: «Altro che dare, come ha provato a fare la sindaca Funaro, la cittadinanza onoraria alla signora Albanese. Spero che l'Onu la licenzi domani mattina, perché non mi rappresenta e non vi rappresenta. A casa vale anche per lei». Quindi il suggerimento alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i palestinesi: «Prendi una barchetta a Livorno, fai una Flotilla personale e non rompere i coglioni».

 

Nella gara a scavalcare a destra Meloni, il vicepremier leghista […] trova però un gelido silenzio quando prova a includere nelle lodi anche il primo ministro israeliano. L'accordo di tregua a Gaza «si deve anche a chi ha guidato Israele in un sentiero difficile, ha sgominato i terroristi islamici e adesso con coraggio può arrivare a riportare bambini israeliani e palestinesi a giocare e a crescere insieme.

 

greta thunberg

Quindi grazie a quello che alcuni giudicano un criminale, Bibi Netanyahu, che ha tenuto duro in un momento difficile». La piazza […] stavolta resta muta. Va bene Trump, ma fino a Netanyahu non lo seguono.

 

2 - LA DESTRA RINCORRE E ALZA I TONI "QUI ROSSI DAI TEMPI DI MAO " SFIDA DEI COMIZI CON RENZI

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

A piazza San Lorenzo, opportunamente ristretta dal palco e dal gazebone della stampa, il centrodestra unito stipa circa duemila persone, che sperano nella «liberazione della Toscana dai comunisti». […]  a tirare fuori gli artigli ci pensa Giorgia Meloni, sempre a suo agio nei panni del capo partito. E allora basta con il dire che «in Toscana non si può vincere perché ha sempre vinto la sinistra, da mezzo secolo a questa parte, da quando c'era l'Unione sovietica, da quando in Cina c'era Mao Tse Tung, il presidente americano era Nixon, John Lennon era ancora vivo, io non ero nata».

 

REGIONALI IN TOSCANA - COMIZIO DEL CENTRODESTRA

La premier non nega che la Toscana sia una «roccaforte» degli avversari (come potrebbe d'altronde?), ma prova a farne un punto di forza: «Il problema delle roccaforti è che, quando tanto sai che qualsiasi cosa tu faccia sarai rieletto, a un certo punto non hai più bisogno di dare risposte, ti basta gestire il potere».

 

Quindi sì ad Alessandro Tomasi, candidatura di bandiera certamente, ma «bandiera del cambiamento», uno che «non chiede una tessera di partito per fare quello che la politica deve fare comunque perché è il suo dovere». […]

 

IL TWEET DI BENJAMIN NETANYAHU - NOBEL PER LA PACE A DONALD TRUMP

Certo, i sondaggi sono tutti per Giani, ma Meloni invita a crederci lo stesso. «Io penso che anche la mia storia, la storia di Fratelli d'Italia, sta lì a dimostrare che niente è scritto, non ci sono sfide che non si possono vincere». […] Viste le prove precedenti, la premier può permettersi lo sfottò contro gli avversari: «Volevano dare la spallata al governo nelle Marche e in Calabria, e invece l'hanno presa loro, secca». La destra in Toscana ha già conquistato molte città, sono sette su dieci i capoluoghi di provincia amministrati. Ma il fiore all'occhiello è Siena, per via dell'operazione su Mps-Mediobanca.

 

Che la premier per la prima volta si intesta esplicitamente, con un altro attacco diretto al Pd: «Con noi è tornata a essere una banca solida, che avvia operazioni ambiziose.

Con la sinistra drenava enormi risorse pubbliche, era a un passo dal baratro». […]

trump netanyahunetanyahu hamasgreta thunberg

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