NON TI QATAR ADDOSSO! (ADDIO ALL’ARABIA SAUDITA) - LE MANI DEL PICCOLO E RICCHISSIMO EMIRATO SUL RISIKO MEDIORIENTALE - L’EMIRO CAVALCA LA RIVOLUZIONE (CON AL JAZEERA TELEVISION), FINANZIA A SUON DI VERDONI I PARTITI DELLA PRIMAVERA ARABA, HA DESTABILIZZATO A COLPI DI CACCIA GHEDDAFI E MIRA A PRENDERE IL POSTO DELLA NATO IN LIBIA ALLA GUIDA DI UNA COALIZIONE INTERNAZIONALE - E NEL 2022 OSPITERÀ I MONDIALI DI CALCIO, DELLA NUOVA SERIE “QATAR ET CIRCENSES”…

Francesco Candelari per "la Stampa"

Una statuetta della Coppa del mondo, un aereo della Qatar Airways, un'antenna televisiva: sono questi i tre oggetti che prova a vendermi Khalid. «Se ti piace il Qatar, ti piacciono i Mondiali di calcio, ti piace volare e ti piace Al Jazeera». In un Paese dove più dell'80 per cento della popolazione è straniero, Khalid è uno dei pochi commercianti qatarioti nel suk di Doha, la capitale. I suoi tre souvenir spiccano per il colore oro. E per il loro significato. Khalid ha ragione.

Quei tre oggetti ben rappresentano l'ascesa del piccolo emirato. Con una crescita del Pil sempre in doppia cifra negli ultimi tre anni e una proiezione per il 2011 di circa il 16%, il Qatar non sembra conoscere crisi. E nell'ultimo anno non si è accontentato di godere dei benefici della terza riserva mondiale di gas naturale, ma ha avuto un ruolo politico internazionale crescente.

Un anno fa, il 17 dicembre 2010, Mohamed Bouazizi si era dato fuoco per le strade della città tunisina di Sidi Bouzid. La morte dell'ambulante tunisino è stata la scintilla che ha acceso la primavera araba. Tunisia, Egitto, Libia, Siria. Molte delle immagini di quelle rivoluzioni ci sono arrivate tramite Al Jazeera. I giornalisti dell'emittente di Doha hanno raccontato la guerra contro Gheddafi in diretta, pagando anche un alto prezzo in termini di reporter feriti e uccisi.

Continuano a ricevere e pubblicare i video ripresi dai telefonini dei ribelli siriani. E sono diventati il media più guardato di tutto il mondo arabo. «In un Paese stretto tra l'Arabia Saudita e l'Iran, Al Jazeera è la vera arma in dotazione al Qatar», sostiene Hassan, uno dei cameraman di stanza al quartier generale di Doha.

Oggi il Qatar celebra, oltre alla festa nazionale, anche i primi 40 anni di indipendenza. Se si evita di guardare i grattacieli e si guarda invece in prospettiva, la strada della corniche, sulla quale passerà la parata, quasi somiglia a un'altra strada, nel Sud-Ovest della Libia. Entrambe hanno il deserto sullo sfondo.

Ma a Doha, l'aeroporto si trova alla fine della strada, in Libia l'aeroporto era la strada stessa. Gli aerei che atterravano nella polvere del djebel berbero non erano quelli della Qatar Airways, ma i jet militari che portavano rifornimenti di cibo, armi e medicinali ai ribelli. La provenienza però era la stessa: Doha.

Oggi il Qatar si è proposto alla Libia per guidare una coalizione internazionale che prenda il posto della Nato. E nei due Stati vicini che sono già andati al voto sembra che l'emiro abbia espresso le sue preferenze a suon di finanziamenti ai partiti. Ai Fratelli musulmani, dicono dai partiti egiziani di opposizione, circa 100 milioni di dollari. A Ennahda, il partito tunisino islamista che ha vinto le elezioni in ottobre, la cifra è top secret. Ma non sarà un caso se Ennahda aveva invitato un solo capo di Stato straniero alla cerimonia di apertura della nuova Assemblea costituente: l'emiro Hamad bin Khalifa Al Thani.

La primavera araba, però, non è stata solo l'occasione per accrescere la propria influenza in Medio Oriente. Il Qatar è al centro di una serie di iniziative per la promozione del dialogo interculturale tra Oriente e Occidente. La campionessa di questo approccio è la sceicca Moza bint Nasser, seconda moglie dell'emiro regnante. Dall'11 al 13 dicembre ha ospitato a Doha il IV Forum dell'Alleanza delle civiltà dell'Onu. Capi di Stato, ministri e rappresentanti della società civile si sono confrontati in tre giorni di dibattiti intensi. Spesate, spettacoli culturali inclusi, 2.500 persone.

Ma l'iperattivismo del Qatar è anche molto pratico. In seno alla Lega Araba l'emiro ha appoggiato le sanzioni contro la Siria, alle Nazioni Unite è riuscito a ottenere che il proprio ambasciatore diventasse il presidente dell'Assemblea generale, e con l'Unesco ha concluso un accordo per sopperire in parte al taglio dei fondi deciso dagli Stati Uniti dopo l'ammissione della Palestina.

«Eppure - mette in guardia un alto funzionario vicino al Segretario generale delle Nazioni Unite - il Qatar deve stare attento. Non tutti guardano con favore al suo attivismo. E la ricchezza non li autorizza a non rispettare le regole della diplomazia. Ban Kimoon è dovuto intervenire con l'emiro per assicurarsi che il presidente sudanese Bashir, sul quale pende un mandato di cattura internazionale, non partecipasse al Forum di dicembre».

Anche la sceicca Moza si è accorta che non basta avere i soldi per farsi valere a livello internazionale. Dietro i cantieri sempre aperti per la costruzione di nuovi grattacieli, campeggiano gli slogan a effetto della Qatar Foundation. Frasi, spiega l'Ambasciatore italiano a Doha, Andrea Ferrati, «che si propongono di spingere i qatarioti a non bearsi solo di quello che hanno, ma a diventare più attivi. Opportunità qui ce ne sono. E i qatarioti sono persone pragmatiche». Lo dimostrano l'importante base militare americana a 30 chilometri da Doha, il recente accordo di difesa firmato con l'Iran. E i Mondiali di calcio 2022.

 

gall qatar 001Hamad bin Khalifa Al Thani DohaaljazeeragheddafiLO SKYLINE DI DOHA CAPITALE DEL QATARMOZA BINT NASSER MOGLIE DELL'EMIRO DEL QATAR

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO