NORDIO SE LA CANTA E SE LA SUONA – IL GUARDASIGILLI PRESENTA ALLA CAMERA IL SUO LIBRO SULLA SUA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E TORNA AD ATTACCARE I MAGISTRATI: “IL PRESIDENTE DELL’ANM PARODI SFUGGE AL CONFRONTO PERCHÉ HA PAURA, LE SUE OBIEZIONI SONO INSOSTENIBILI E LE ACCUSE SUI MANIFESTI DEL COMITATO FALSE E TENDENZIOSE” – IL MINISTRO EVOCA PUNIZIONI PER LE TOGHE CHE SBAGLIANO: “VA INTRODOTTA LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE. IL MAGISTRATO CHE NON CONOSCE LE CARTE O LA LEGGE VA COLPITO NON NEL PORTAFOGLI, TANTO HA L’ASSICURAZIONE, MA DESTITUITO”. E DICHIARA GUERRA ALL’UTILIZZO DEI TROJAN: “STIAMO LAVORANDO PER RIDURRE, SE NON PER ELIMINARE, QUESTA VERGOGNA” – VIDEO
Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
carlo nordio presenta il suo libro alla camera - foto lapresse
Vietare il trojan per reati della pubblica amministrazione? «Stiamo già lavorando per ridurre, se non per eliminare, questa vergogna». Introdurre la responsabilità civile dei magistrati? «Meglio la responsabilità professionale. Il magistrato che sbaglia, perché non conosce le carte o la legge, va colpito non nel portafogli, che tanto ha l’assicurazione, ma semmai destituito».
Presenta il suo libro dal titolo Una nuova Giustizia il ministro Carlo Nordio e già disegna quella che verrà. Ci sta già lavorando, annuncia nell’aula gruppi parlamentari, di fronte al presidente della Camera Lorenzo Fontana, del Senato Ignazio La Russa, a ministri e parlamentari.
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Ribalta l’accusa sull’Anm: «Il presidente Parodi sfugge al confronto perché hanno paura: le loro obiezioni sono insostenibili e le accuse sui manifesti del comitato false e tendenziose». L’«alibi» del non volerla buttare in politica, dice, è ingenuo: «Essere promotori di un referendum è un atto politico».
Ogni riforma «non è perfetta», ammette Nordio. E auspica critiche, ma non «volgari» come quella di «piduismo». Difende i tre articoli che cambieranno «radicalmente» la situazione della magistratura. «La separazione delle carriere non esiste nei Paesi dittatoriali, ma in quelli anglosassoni», evidenzia e il primo a volerla è stato il «partigiano che rischiò la vita per salvare Pertini: Vassalli».
presentazione del libro di carlo nordio alla camera
Il sorteggio, fa notare, è «consustanziale al nostro sistema», spiegando che in caso di incidente, o altro, «vittima e indagato vengono ascoltati da un pm di turno che ogni giorno cambia». E l’Alta Corte serve a fermare «la baratteria politica in cui Tizio protegge Caio, che protegge Sempronio. Ma se uno non ha padrini nell’Anm arriva una sentenza esemplare».
A riprova cita lo scandalo Palamara: «Venne definito scambio mafioso, ma non furono ammessi i 120 testimoni da lui chiamati a difesa. Ci si è accontentati di mandare via quattro componenti del Csm, guarda caso della sua corrente. Perché invece non pubblichiamo le sue 60 mila chat e vediamo chi c’era dentro?».
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carlo nordio e gaia tortora alla camera – foto lapresse
Gaia Tortora, giornalista e figlia di Enzo, dopo un intenso sguardo dal di dentro sulla giustizia ingiusta, lo interroga sull’uso del trojan che Nordio nel libro definisce «assurdo per una modestissima mazzetta». Lui, convinto che la segretezza delle comunicazioni prevista dalla Costituzione venga «violata ogni giorno» e che il giornalista sia «ridotto a passacarte» annuncia: «Interverremo. Siamo già molto avanti. Dipenderà dall’esito del referendum».
CESARE PARODI E CARLO NORDIO
carlo nordio presenta il suo libro alla camera - foto lapresse
