nordio meloni tarchi

“NORDIO STRIZZA L’OCCHIO A VANNACCI” – LE OPPOSIZIONI INSORGONO CONTRO IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CHE HA PERSO UN’ALTRA OCCASIONE PER TACERE INTERVENENDO SULLA POLEMICA SUL "PATENTINO ANTIFASCISTA" RICHIESTO PER PARTECIPARE ALLA FIERA DI “PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI” (“E’ UN PARADOSSO. IL LIBRO PIÙ IMPORTANTE PER LA NOSTRA GIUSTIZIA, IL CODICE PENALE, RECA LA FIRMA DI MUSSOLINI”) - IL GUARDASIGILLI VIENE IMPALLINATO ANCHE DA DESTRA DAL POLITOLOGO MARCO TARCHI, FONDATORE DELLA “VOCE DELLA FOGNA”, CHE AFFONDA IL COLPO: “ANCORA UNA VOLTA NORDIO DIMOSTRA DI AVERE UNO SCARSO SENSO DELL'OPPORTUNITÀ. O DI INTERPRETARE L'IRONIA IN UN MODO TUTTO SUO”

1 - NORDIO: “UN PARADOSSO IL PATENTINO ANTIFASCISTA” ED EVOCA MUSSOLINI 

Irene Famà per “la Stampa” - Estratti

 

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

Non si placa la polemica sulla richiesta di sottoscrivere i valori antifascisti per partecipare alla fiera di "Più libri più liberi" e ad alimentarla arriva il Guardasigilli Carlo Nordio. «Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il codice penale, reca la firma di Benito Mussolini e di Vittorio Emanuele III», dichiara il ministro.

 

«È un codice fascista che abbiamo cercato più volte di cambiare. È quindi grottesco e paradossale che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole modificare un codice firmato da Mussolini».

 

Le opposizioni insorgono e qualcuno ironizza: «Strizzano l'occhio a Vannacci». Critica, questa, su cui il Guardasigilli prende le distanze in maniera perentoria: abolire il reato di femminicidio come proposto dal generale? Non se ne parla nemmeno. 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

Continua a far discutere, dunque, la richiesta dei promotori della kermesse nazionale della piccola e media editoria di far firmare ai partecipanti «una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali e democratici». Per la premier si tratta di «censura di sinistra» e dalla maggioranza attaccano: «Vogliono un patentino antifascista». 

 

Il ministro Nordio si inserisce nella bagarre. E sfrutta la faccenda per evocare quel cantiere di riforme che la sconfitta del referendum ha congelato. Il suo discorso? Lo si può sintetizzare così: «Chi chiede una dichiarazione di antifascismo non vuole cambiare il codice Rocco». 

 

meloni nordio

Tra i primi a rispondergli c'è il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera Federico Gianassi: «Da un ministro bocciato dagli italiani non accettiamo lezioncine assurde.  Nordio ha perso un'altra occasione per tacere. Dal Guardasigilli servirebbero equilibrio e senso delle istituzioni, non dichiarazioni provocatorie che alimentano polemiche inutili». Il senatore dem Dario Parrini lo accusa di essersi lanciato in un «osceno elogio revisionistico di Mussolini», mentre per il leader di Avs Angelo Bonelli «le dichiarazioni del ministro sono vergognose». 

 

La secca replica dell'Associazione nazionale magistrati arriva via social: «Il libro più importante della nostra giustizia non è firmato da Mussolini, ma dai nostri costituenti. Ed è la nostra Costituzione».

(...)

 

In diversi, poi, accusano il governo di alzare i toni per rincorrere Roberto Vannacci impegnato a costruire il proprio spazio politico: un'osservazione che il Guardasigilli contrasta con fermezza. 

 

(...)

 

2 - MARCO TARCHI - “ANCORA UNA VOLTA IL MINISTRO DIMOSTRA SCARSO SENSO DELL’OPPORTUNITÀ” 

MARCO TARCHI

Flavia Amabile per “la Stampa” - Estratti

 

Marco Tarchi, docente emerito di Scienze Politiche all'Università Alfieri di Firenze e ideologo della Nuova Destra Italiana, per la presidente del Consiglio il patentino di antifascismo chiesto da Più Libri Più Liberi è una censura. Che ne pensa? 

«Che si tratta di una forzatura inutile e controproducente. (...)

 

 

Se lei fosse stato il primo presidente del Consiglio di destra della Repubblica italiana avrebbe scritto qualcosa per criticare il patentino di antifascismo o il fascismo esibito durante la manifestazione per la remigrazione? 

«Senza mettermi in panni che non mi si addicono, da osservatore ritengo che Meloni non dovrebbe prestarsi al gioco di chi vuole presentarla in un modo o nell'altra come intenta a presentare un revival tardivo dell'esperienza mussoliniana rivista e corretta. Il miglior modo per reagire alle provocazioni è ignorarle. E parlare di temi che interessano alla maggioranza degli italiani, non a quella minoranza che si intestardisce a combattere la guerra delle ombre di un passato ormai remoto». 

NORDIO MELONI TARCHI

 

Sul patentino di antifascismo Vannacci si è detto d'accordo con la premier. Come le sembra questa destra al potere che, in vista delle elezioni, insegue un nostalgico della XMas come accusano le opposizioni? 

«L'equivalente della sua controparte, che non perde occasioni per accusarla di fascismo redivivo e mascherato. Quando si ricorre a questi continui riferimenti al passato, si alimenta il sospetto di avere poco da dire sui problemi del presente. E l'intera classe politica non ne guadagna in credibilità». 

 

(...)

Il ministro Nordio agli organizzatori della Fiera Più libri più liberi ha ricordato che il libro più importante per la giustizia italiana è il codice penale che reca la firma di Mussolini. Che ne pensa? 

«Che ancora una volta Nordio dimostra di avere uno scarso senso dell'opportunità. O di interpretare l'ironia in un modo tutto suo». 

 

3 – FRANCESCO FILIPPI – LO STORICO “SONO DISCORSI DA BAR QUEL TESTO FU TOTALMENTE CORRETTO” 

meloni nordio

Serena Riformato per “la Repubblica” - Estratti

 

Francesco Filippi, storico del fascismo e divulgatore, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che gli organizzatori di Più libri più liberi «forse non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini». Le torna? 

«Il Guardasigilli dovrebbe ricordare che il Codice Rocco del 1930, di impianto evidentemente autoritario ed effettivamente co-firmato dal Duce, è stato modificato e modernizzato dal lavoro costante che la Corte Costituzionale porta avanti dalla sua fondazione. Sono discorsi che andrebbero bene al bar, fanno specie se a pronunciarli è un ministro». 

 

giorgia meloni carlo nordio

Poi ha specificato di volersi riferire a quelli che «chiedono patentini antifascisti, ma il codice Rocco non lo vogliono cambiare». Meglio? 

«Non si capisce cosa c'entri con l'iniziativa della fiera. Il Codice penale è stato aggiornato dall'azione costante dell'antifascismo del diritto che ha corretto i lasciti drammatici di un regime totalitario: si pensi al divorzio, all'aborto, all'abolizione del diritto d'onore. Temo che Nordio stia cercando di recuperare visibilità dopo averla mal spesa e persa con la débâcle del referendum». 

 

Chiedere agli editori un'autodichiarazione di antifascismo per partecipare a una fiera è «censura», come sostiene la premier? 

FRANCESCO FILIPPI

«È come stupirsi che all'inizio di una partita di calcio si chieda alle squadre di concordare tutte e tutti sulle regole del gioco. Il vivere democratico è basato su principi e valori condivisi, tutti antifascisti. In un Paese normale dovrebbero essere scontati». 

 

Non si presta il fianco alle facili polemiche della destra? 

«Quindici anni fa avremmo potuto discutere sull'opportunità di una richiesta scritta di questo tipo. Oggi, con gruppi politici di estrema destra che in Italia e nel resto d'Europa inneggiano alla remigrazione – un vocabolo diverso per dire deportazione – e che ricordano uno dei punti più bui della storia del nostro continente. Ritengo non sia superfluo chiarirci sui principi imprescindibili». 

E invece in questo, di Paese, è nato il partito di Roberto Vannacci. 

«Infatti quando Nordio titilla i vecchi nostalgici ricordando che il codice Rocco è firmato da Mussolini non sta facendo altro che rincorrere gli hashtag già lanciati dal generale. Questo ci dà non tanto l'idea delle dimensioni politiche dell'ex leghista, ma delle dimensioni politiche del resto della destra». 

giorgia meloni carlo nordio

 

(...)

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